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Donizetti, Gaetano · opera

Roberto Devereux

Roberto Devereux Donizetti, Gaetano · opera
Donizetti, Gaetano

Roberto Devereux

Full Libretto
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ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Le dame della corte reale sono intente a diversi lavori donneschi:
Sara, duchessa di Nottingham, siede in un canto sola, taciturna, cogli occhi immobili su di un libro, ed aspersi di lagrime.
Coro e Romanza
fra loro, ed osservando la duchessa
DAME
Gemeˈd͡ʒɛ.me
!
Pallor
funereofuˈnɛ.re.o
Lele
staˈsta
dipintodiˈpin.to
inˈin
voltoˈvol.to
!
Unun
duoloˈdwɔ.lo
,
unun
duolˈdwɔl
terribileterˈri.bi.le
Haˈa
certoˈt͡ʃɛr.to
inˈin
corˈkwɔ.re
sepoltoseˈpol.to
.
accostandosi ad essa
DAME
Saraˈsa.ra
?
Duchessaduˈkes.sa
?
Ohˈo
!
scuotiti
Ondeˈon.de
lala
tuaˈtu.a
mestizia
?
SARA
Mestizia
inˈin
meme
!
DAME
Nonnon
haiˈaj
Bagnatobaɲˈɲa.to
ilil
sensen
didi
lagrimeˈla.ɡri.ma
?
Ah! mi tradisce il cor!
SARA
Lessiˈles.si
dolentedoˈlɛn.te
istoriaisˈtɔ.rja
Piangea
didi
Rosamonda
DAME
Ahˈa
!
Chiudiˈkju.di
lala
tristaˈtris.to
paginaˈpa.d͡ʒi.na
Cheˈke
ilil
tuoˈtu.o
dolor
secondaseˈkon.da
.
SARA
Ilil
mioˈmi.o
dolor
!
DAME
ˈsi
;
versalo
Dell'
amistade
inˈin
senoˈse.no
.
SARA
Ladyˈlɛ.di
,
e
credete
?
DAME
Ahˈa
!
fidatifiˈda.ti
SARA
Ioˈi.o
?
Noˈnɔ
sciogliendo un forzato sorriso
SARA
Sonson
lietaˈljɛ.ta
appienoapˈpjɛ.no
.
DAME
(
È
quelˈkwel
sorriso
infaustoinˈfaws.to
Piùˈpju
del
suoˈsu.o
piantoˈpjan.to
ancoranˈkor
.)
SARA
(
Ahˈa
!
All'afflitto
è
dolceˈdol.t͡ʃe
ilil
piantoˈpjan.to
E
lala
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
cheˈke
gliʎi
restaˈrɛs.ta
Unaˈu.na
stellaˈstel.la
a
meme
funestafuˈnɛs.ta
Ancheˈan.ke
ilil
piantoˈpjan.to
mimi
vietòvjeˈta.re
.
Della
tuaˈtu.a
piùˈpju
crudaˈkru.da
,
ohˈo
quantoˈkwan.to
,
Rosamonda
,
è
lala
miaˈmi.o
sorteˈsɔr.te
!
Tuˈtu
peristi
d'una
morteˈmɔr.te
Ioˈi.o
vivendoviˈven.do
ognor
morròmorˈrɔ
.)
SCENA SECONDA
Elisabetta preceduta dai suoi paggi, e dette.
Al comparire della Regina le dame s'inchinano: ella risponde al saluto, quindi s'accosta alla Nottingham in atto benigno.
Scena e Cavatina
ELISABETTA
Duchessaduˈkes.sa
porgendo la destra a Sara: ella rispettosamente la bacia. Le dame restano in fondo alla scena
ELISABETTA
Alleˈal.le
fervideˈfɛr.vi.de
preciˈprɛ.t͡ʃe
Del
tuoˈtu.o
consortekonˈsɔr.te
alfin
m'arrendo
,
Alfinealˈfi.ne
ilil
conteˈkon.te
rivedròri.veˈde.re
..,
Maˈma
Dioˈdi.o
concedakonˈt͡ʃɛ.da
Cheˈke
perper
l'ultima
voltaˈvɔl.ta
ioˈi.o
nolˈnol
rivedariˈve.da
,
Ch'io
nonnon
gliʎi
scerna
inˈin
coreˈkɔ.re
Macchiaˈmak.kja
didi
tradimentotra.diˈmen.to
.
SARA
Egliˈeʎ.ʎi
eraˈɛ.ra
sempreˈsɛm.pre
Fidoˈfi.do
allaˈal.la
suaˈsu.a
Reginareˈd͡ʒi.na
.
ELISABETTA
Fidoˈfi.do
allaˈal.la
suaˈsu.a
Reginareˈd͡ʒi.na
?
E
bastaˈbas.ta
,
o
Saraˈsa.ra
?
Uopoˈwɔ.po
è
cheˈke
fidoˈfi.do
ilil
troviˈtrɔ.vi
Elisabettae.li.zaˈbɛt.ta
.
Io gelo!
ELISABETTA
A
tete
svelai
Tuttoˈtut.to
ilil
mioˈmi.o
coreˈkɔ.re
Unun
orrendoorˈrɛn.do
sospettososˈpɛt.to
Alcunoalˈku.no
inˈin
meme
destòdesˈta.re
.
D'Irlanda
inˈin
rivaˈri.va
Lolo
trasse
unun
cennoˈt͡ʃen.no
mioˈmi.o
,
Cheˈke
lungeˈlun.d͡ʒe
ilil
volliˈvɔl.li
dada
Londraˈlon.dra
Egliˈeʎ.ʎi
viˈvi
torna
,
Edˈed
accusatoak.kuˈza.to
didi
fellonia
;
Maˈma
d'altra
colpaˈkol.pa
ioˈi.o
temoˈtɛ.mo
Delinquentede.linˈkwɛn.te
saperlosaˈper.lo
Unaˈu.na
rivaleriˈva.le
,
con trasporto di collera
ELISABETTA
S'io
discoprissi
,
ahˈa
!
qualeˈkwa.le
,
Ohˈo
!
quantaˈkwan.ta
nonnon
sarebbesaˈrɛb.be
Lala
miaˈmi.o
vendettavenˈdet.ta
!
Ove m'ascondo? …
ELISABETTA
Ilil
coreˈkɔ.re
togliermi
didi
Robertoroˈbɛr.to
!
Pariˈpa.ri
colpaˈkol.pa
sanaˈsa.na
togliermi
ilil
sertoˈsɛr.to
.
un momento di silenzio: ella si calma alquanto
ELISABETTA
L'amor
suoˈsu.o
mimi
fe'
beatabeˈa.to
,
Mimi
sembròsemˈbra.re
del
cieloˈt͡ʃɛ.lo
unun
donoˈdo.no
E
a
quest'alma
innamoratain.na.moˈra.to
Eraˈɛ.ra
unun
benˈbɛn
maggior
del
tronoˈtrɔ.no
.
Ahˈa
!
sese
fuiˈfu.i
,
sese
fuiˈfu.i
traditatraˈdi.ta
,
Sese
quelˈkwel
corˈkwɔ.re
piùˈpju
mioˈmi.o
nonnon
è
,
Lele
deliziedeˈlit.t͡sja
della
vitaˈvi.ta
Luttoˈlut.to
e
piantoˈpjan.to
sonson
perper
meme
!
SCENA TERZA
Cecil, Gualtiero, altri Lord del parlamento e detti.
dopo essersi ossequiosamente inchinato alla Regina
CECIL
Nunzioˈnun.t͡sjo
sonson
del
parlamentopar.laˈmen.to
.
Tremo! …
ELISABETTA
Esponi
.
SARA
(
Haˈa
scultoˈskul.to
inˈin
fronteˈfron.te
L'odio
suoˈsu.o
!
…)
CECIL
Didi
tradimentotra.diˈmen.to
Sisi
macchiòmakˈkja.re
d'Essex
ilil
Conteˈkon.te
!
Eccessivaet.t͡ʃesˈsi.vo
inˈin
tete
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
Ilil
giudiziod͡ʒuˈdit.t͡sjo
nene
sospendesosˈpɛn.de
:
Profferir
didi
luiˈluj
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
,
E
stornar
sueˈsu.e
trameˈtra.me
orrendeorˈrɛn.de
,
Benˈbɛn
lolo
saiˈsa.jo
,
de'
Pariˈpa.ri
è
drittoˈdrit.to
.
Questoˈkwes.to
drittoˈdrit.to
a
tete
sisi
chiedeˈkjɛ.de
.
ELISABETTA
Benˈbɛn
d'altre
proveˈprɔ.va
ilil
suoˈsu.o
delittodeˈlit.to
,
Lórdilorˈda.re
,
haˈa
d'uopo
.
SCENA QUARTA
Un Paggio e detti.
PAGGIO
Alal
regioˈrɛ.d͡ʒo
piedeˈpjɛ.de
Didi
venirne
Essex
imploraimˈplɔ.ra
.
CECIL
e
RALEIGH
Egliˈeʎ.ʎi
!
lanciando a Cecil ed a Gualtiero uno sguardo rigoroso
ELISABETTA
Vengaˈvɛn.ɡa
.
Udirlo
ioˈi.o
vo'
.
CECIL
e
RALEIGH
Ah! la rabbia mi divora! …
Ah! Come il cor mi palpitò.
ELISABETTA
(
Ahˈa
!
ritorna
qualˈkwal
tiˈti
speroˈspɛ.ro
,
Qualˈkwal
ne'
giorniˈd͡ʒor.ni
piùˈpju
felicifeˈli.t͡ʃe
E
cadranno
i
tuoiˈtwɔ.i
nemicineˈmi.ko
Nella
polveˈpol.ve
innanziinˈnan.t͡si
a
tete
.
Ilil
mioˈmi.o
regnoˈreɲ.ɲo
,
ilil
mondoˈmon.do
interoinˈtɛ.ro
,
Reoˈrɛ.o
didi
morteˈmɔr.te
invan
tiˈti
gridaˈɡri.do
...
Sese
alal
mioˈmi.o
piedeˈpjɛ.de
amor
tiˈti
guidaˈɡwi.da
Innocentein.noˈt͡ʃɛn.te
seiˈsɛ.i
perper
meme
!)
SARA
(
A
luiˈluj
faustoˈfaws.to
ilil
ciel
sorridesorˈri.de
,
E
funestofuˈnɛs.to
siaˈsi.a
perper
meme
!)
CECIL
,
RALEIGH
e
COROˈkɔ.ro
DIdi
LORDˈlɔrd
(
De'
suoiˈswɔ.i
giorniˈd͡ʒor.ni
unun
astroˈas.tro
è
guidaˈɡwi.da
,
cheˈke
alal
tramontotraˈmon.to
ancoranˈkor
nonnon
è
!)
SCENA QUINTA
Roberto e detti.
SARA
Granˈɡran
Scenaˈʃɛ.na
e
Duettoduˈet.to
ROBERTO
Donnaˈdɔn.na
realereˈa.le
,
a'
piediˈpjɛ.di
tuoiˈtwɔ.i
...
ELISABETTA
Robertoroˈbɛr.to
!
Conteˈkon.te
,
sorgiˈsor.d͡ʒi
,
Ioˈi.o
impongoimˈpon.ɡo
.
gli sguardi di Roberto errano in traccia di Sara; ella, piena di smarrimento, cerca evitarli.
Elisabetta a Cecil
ELISABETTA
Ilil
volervoˈler
mioˈmi.o
Notoˈnɔ.to
inˈin
breveˈbrɛ.ve
faròˈfa.re
.
Signorisiɲˈɲo.ri
,
addioadˈdi.o
.
tutti si ritirano, tranne Roberto
ELISABETTA
Inˈin
sembianzasemˈbjan.t͡sa
didi
reoˈrɛ.o
Tornasti
dunqueˈdun.kwe
alal
mioˈmi.o
cospettokosˈpɛt.to
!
E
meme
tradiretraˈdi.re
osavi
?
E
insidiar
degliˈdeʎ.ʎi
aviˈa.vi
A
questoˈkwes.to
crineˈkri.ne
ilil
sertoˈsɛr.to
?
ROBERTO
Ilil
pettoˈpɛt.to
mioˈmi.o
pienoˈpjɛ.no
didi
cicatricit͡ʃi.kaˈtri.t͡ʃi
,
Cheˈke
ilil
brandoˈbran.do
viˈvi
lasciòlaʃˈʃa.re
de'
tuoiˈtwɔ.i
nemicineˈmi.ko
,
Perper
meme
rispondarisˈpon.da
.
ELISABETTA
Maˈma
l'accusa
?
ROBERTO
E
qualeˈkwa.le
?
Domatadoˈma.ta
inˈin
campoˈkam.po
lala
ribelleriˈbɛl.le
schieraˈskjɛ.ra
,
Col
vintoˈvin.to
usaiuˈzaj
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
;
Eccoˈɛk.ko
lala
colpaˈkol.pa
,
ondeˈon.de
alal
suoˈsu.o
duceˈdu.t͡ʃe
Innalzainˈnal.t͡sa
unun
palcoˈpal.ko
infameinˈfa.me
D'Elisabetta
ilil
cennoˈt͡ʃen.no
!
ELISABETTA
Ilil
cennoˈt͡ʃen.no
mioˈmi.o
Differìdif.feˈri.re
,
sconoscente
,
Lala
tuaˈtu.a
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
;
Ilil
cennoˈt͡ʃen.no
mioˈmi.o
tiˈti
lasciaˈlaʃ.ʃa
Inˈin
libertade
ancoranˈkor
.
Maˈma
cheˈke
favelli
didi
palcoˈpal.ko
?
A
tete
giammaid͡ʒamˈma.i
rigor
didi
leggeˈled.d͡ʒe
Schiuder
nonnon
puòˈpwɔ
lala
tombaˈtom.ba
.
Quandoˈkwan.do
chiamòkjaˈma.re
lala
trombaˈtrom.ba
i
mieiˈmjɛ.i
guerrieriɡwerˈrjɛ.ro
Ada.d‿
espugnar
lele
torriˈtor.ri
della
superbasuˈpɛr.bo
Cadiceˈka.di.t͡ʃe
,
Temesti
cheˈke
lala
rovinaroˈvi.na
macchinar
potessepoˈtes.se
Didi
tete
lontanolonˈta.no
,
atroceaˈtro.t͡ʃe
,
invida
rabbiaˈrab.bja
:
accennando una gemma che Roberto ha in dito
ELISABETTA
Tiˈti
porsiˈpor.si
questoˈkwes.to
anelloaˈnɛl.lo
E
tiˈti
parlaiparˈlaj
lala
parolapaˈrɔ.la
deiˈdej
reˈre
,
Cheˈke
ada.d‿
ogniˈoɲ.ɲi
eventoeˈvɛn.to
Offrirlo
agliˈaʎ.ʎi
occhiˈɔk.ki
mieiˈmjɛ.i
,
Didi
tuaˈtu.a
salvezzasalˈvet.t͡sa
pegnoˈpeɲ.ɲo
sarebbesaˈrɛb.be
...
Ahˈa
!
col
pensieropenˈsjɛ.ro
tornoˈtor.no
A
stagion
piùˈpju
ridenteriˈdɛn.te
!
Alloraalˈlo.ra
i
giorniˈd͡ʒor.ni
mieiˈmjɛ.i
Scorrean
soavisoˈa.ve
alal
parpar
d'una
speranzaspeˈran.t͡sa
!
……
Ohˈo
,
giorniˈd͡ʒor.ni
avventuratiav.ven.tuˈra.ti
!
Ohˈo
,
rimembranza
!
Unun
teneroˈtɛ.ne.ro
coreˈkɔ.re
Mimi
reseˈre.ze
felicefeˈli.t͡ʃe
,
Provai
quelˈkwel
contentokonˈtɛn.to
Cheˈke
labbroˈlab.bro
nonnon
diceˈdi.t͡ʃe
Unun
sognoˈsoɲ.ɲo
d'amore
Lala
vitaˈvi.ta
mimi
parveˈpar.ve
...
Maˈma
ilil
sognoˈsoɲ.ɲo
disparve
,
Disparve
quelˈkwel
corˈkwɔ.re
!
ROBERTO
(
Indarno
lala
sorteˈsɔr.te
unun
tronoˈtrɔ.no
m'addita
;
Perper
meme
didi
speranzespeˈran.t͡sa
nonnon
rideˈri.de
lala
vitaˈvi.ta
,
Perper
meme
l'universo
è
mutoˈmu.to
e
desertodeˈzɛr.to
,
Lele
gemmeˈd͡ʒɛm.ma
del
sertoˈsɛr.to
nonnon
hannoˈan.no
splendor
.)
in tono di rimprovero, in cui traspira tutta la sua tenerezza
ELISABETTA
Mutoˈmu.to
restiˈrɛs.to
?
È
dunqueˈdun.kwe
veroˈve.ro
!
Seiˈsɛ.i
cangiato
?
ROBERTO
Noˈnɔ
cheˈke
diciˈdi.t͡ʃi
?
Parlaˈpar.la
unun
dettoˈdet.to
,
Edˈed
ilil
guerrieroɡwerˈrjɛ.ro
sorgeˈsor.d͡ʒe
E
fugaˈfu.ɡa
i
tuoiˈtwɔ.i
nemicineˈmi.ko
.
D'obbedienza
,
didi
valorevaˈlo.re
Proveˈprɔ.va
avrai
.
Ma non d'amore!
con simulata calma, e fissando in Roberto uno sguardo scrutatore
ELISABETTA
Vuoiˈvwɔ.i
pugnar
!
maˈma
di'
:
nonnon
pensi
Cheˈke
bagnar
faresti
unun
ciglioˈt͡ʃiʎ.ʎo
Quiˈkwi
didi
piantoˈpjan.to
?
Ahimé, quai sensi! …
ELISABETTA
Cheˈke
l'idea
del
tuoˈtu.o
perigliopeˈriʎ.ʎo
Palpitar
farebbefaˈrɛb.be
unun
coreˈkɔ.re
?
ROBERTO
Palpitar
?
ELISABETTA
Didi
tal
,
cheˈke
amoreaˈmo.re
Tecoˈte.ko
strinseˈstrin.se
.
ROBERTO
Ahˈa
!
dunqueˈdun.kwe
saiˈsa.jo
?
Ciel, che dico! …
ELISABETTA
Ebben
?
Finiscifiˈniʃ.ʃi
:
reprimendosi appena
ELISABETTA
L'alma
tuaˈtu.a
mimi
svelaˈzve.la
ormaiorˈma.i
.
Cheˈke
paventipaˈvɛn.ti
?
Ardisci
,
ardisci
:
Noma
purˈpur
lala
tuaˈtu.a
dilettadiˈlɛt.to
All'altare
ioˈi.o
viˈvi
trarròˈtrar.re
.
ROBERTO
Mal
tiˈti
apponi
O mia vendetta!...
atteggiandosi di terribile maestà
ELISABETTA
E
nonnon
amiˈa.mi
?
Badaˈba.da
!
Nonnon
amiˈa.mi
?
ROBERTO
Ioˈi.o
?
Noˈnɔ
!
ELISABETTA
(
Unun
lampoˈlam.po
,
unun
lampoˈlam.po
orribileorˈri.bi.le
Agliˈaʎ.ʎi
occhiˈɔk.ki
mieiˈmjɛ.i
splendea
!
Noˈnɔ
,
dal
mioˈmi.o
sdegnoˈzdeɲ.ɲo
vindiceˈvin.di.t͡ʃe
Fuggir
nonnon
puòˈpwɔ
lala
reaˈrɛ.a
.
Morràmorˈra
l'infido
,
ilil
perfidoˈpɛr.fi.do
,
Morràmorˈra
didi
morteˈmɔr.te
acerbaaˈt͡ʃɛr.bo
,
E
lala
rival
superbasuˈpɛr.bo
Punitapuˈni.to
inˈin
luiˈluj
saràsaˈra
.)
ROBERTO
(
Nascondinasˈkon.di
,
frenaˈfre.na
i
palpitiˈpal.pi.ti
O
miseroˈmi.ze.ro
mioˈmi.o
coreˈkɔ.re
!
Tiˈti
pasci
solˈsɔl
didi
lagrimeˈla.ɡri.ma
O
sventuratozven.tuˈra.to
amoreaˈmo.re
!
Ch'io
cadaˈka.da
soloˈso.lo
vittimaˈvit.ti.ma
Del
suoˈsu.o
fatal
sospettososˈpɛt.to
Conkon
meme
l'arcano
affettoafˈfɛt.to
E
morteˈmɔr.te
,
e
tombaˈtom.ba
avràaˈve.re
.)
Reginareˈd͡ʒi.na
!
ELISABETTA
Ebben
?
Finiscifiˈniʃ.ʃi
!
Conteˈkon.te
!
ROBERTO
Reginareˈd͡ʒi.na
!
ELISABETTA
Nonnon
amiˈa.mi
?
ROBERTO
Nonnon
amoˈa.mo
!
(
Nascondinasˈkon.di
,
frenaˈfre.na
i
palpitiˈpal.pi.ti
,
ecc.
ELISABETTA
(
Cadràkaˈdra
!
ˈsi
,
punitapuˈni.to
lala
rival
,
ecc.
Elisabetta rientra nei suoi appartamenti.
SCENA SESTA
Nottingham e detto.
Roberto è rimasto in profondo silenzio; immobile, con lo sguardo fisso al suolo.
Scena e Cavatina
abbracciandolo
NOTTINGHAM
Robertoroˈbɛr.to
!
ROBERTO
Cheˈke
!?
frafra
lele
tueˈtu.o
bracciaˈbrat.t͡ʃa
!
balza indietro, come respinto da ignoto potere
NOTTINGHAM
Estremoesˈtrɛ.mo
pallor
tiˈti
siedeˈsjɛ.de
inˈin
fronteˈfron.te
!
Ahˈa
!
forseˈfor.se
?
Tremoˈtrɛ.mo
d'interrogarti
!
ROBERTO
Ancoranˈkor
lala
miaˈmi.o
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
Nonnon
proferìpro.feˈri.re
coleikoˈluj
;
Maˈma
nel
tremendotreˈmɛn.do
sguardoˈzɡwar.do
Lele
vidiˈvi.di
sfolgorar
Lala
bramaˈbra.ma
del
sangueˈsan.ɡwe
mioˈmi.o
NOTTINGHAM
Nonnon
proseguir
D'ambascia
L'anima
hoˈɔ
pienaˈpjɛ.na
,
e
didi
spaventospaˈvɛn.to
!
ROBERTO
Ahˈa
!
lasciaˈlaʃ.ʃa
Cheˈke
ilil
mioˈmi.o
destinodesˈti.no
compia
;
E
nelleˈnel.le
bracciaˈbrat.t͡ʃa
Didi
caraˈka.ra
sposaˈspɔ.za
unun
infelicein.feˈli.t͡ʃe
obblìaob.bliˈa.re
.
NOTTINGHAM
Cheˈke
parliˈpar.li
?
Ahiˈaj
,
feraˈfɛ.ro
sorteˈsɔr.te
!
ne
amicoaˈmi.ko
,
ne
consortekonˈsɔr.te
Lietoˈljɛ.to
mimi
volleˈvɔl.le
!
ROBERTO
Ohˈo
!
narra
….
NOTTINGHAM
Unun
arcanoarˈka.no
martir
didi
Saraˈsa.ra
attrista
I
giorniˈd͡ʒor.ni
e
lentamentelen.taˈmen.te
Lala
conduce
allaˈal.la
tombaˈtom.ba
.
È rea, ma sventurata! …
NOTTINGHAM
Ieriˈjɛ.ri
,
taceva
ilil
giornoˈd͡ʒor.no
,
Quandoˈkwan.do
priaˈpri.a
dell'usato
alal
mioˈmi.o
soggiornosodˈd͡ʒor.no
Mimi
trassi
,
e
nelleˈnel.le
stanzeˈstan.t͡se
Oveˈo.ve
solingasoˈlin.ɡa
ellaˈɛl.la
restar
sisi
piaceˈpja.t͡ʃe
,
Mossiˈmɔs.so
repentereˈpɛn.te
Unun
suonoˈswɔ.no
Didi
tacitiˈta.t͡ʃi.ti
singultisinˈɡul.ti
Appoˈap.po
lala
sogliaˈsɔʎ.ʎa
M'arrestò
nonnon
vedutoveˈdu.to
.
Essaˈes.sa
fregiava
D'aurate
filaˈfi.la
unaˈu.na
ceruleat͡ʃeˈru.le.o
fasciaˈfaʃ.ʃa
,
Maˈma
spessoˈspes.so
l'opra
interrompea
col
piantoˈpjan.to
,
E
invocava
lala
morteˈmɔr.te
!
Ioˈi.o
mimi
ritrassi
Aveaaˈve.a
'alma
inˈin
tumultotuˈmul.to
aveaaˈve.a
lala
menteˈmen.te
Cosìkoˈzi
turbataturˈba.to
,
cheˈke
sembrami
dementedeˈmɛn.te
.
Forseˈfor.se
inˈin
quelˈkwel
corˈkwɔ.re
sensibilesenˈsi.bi.le
Sisi
fe'
naturanaˈtu.ra
ilil
piantoˈpjan.to
:
D'una
fatal
mestizia
Anch'io
sonson
predaˈprɛ.da
intantoinˈtan.to
,
Anch'io
mimi
struggo
inˈin
lagrimeˈla.ɡri.ma
Edˈed
ilil
perchéperˈke
nonnon
soˈsɔ
!
Talor
mimi
parlaˈpar.la
unun
dubbioˈdub.bjo
,
Unaˈu.na
golosaɡoˈlo.zo
voceˈvo.t͡ʃe
Maˈma
lala
ragion
sollecitasolˈle.t͡ʃi.ta
Sperde
ilil
sospettososˈpɛt.to
atroceaˈtro.t͡ʃe
;
AHˈa
!
Cheˈke
maiˈma.i
nel
corˈkwɔ.re
degliˈdeʎ.ʎi
angeliˈan.d͡ʒe.li
Lala
colpaˈkol.pa
entrar
nonnon
puòˈpwɔ
.
SCENA SETTIMA
Cecil, gli altri Lord del parlamento e detti.
CECIL
Ducaˈdu.ka
,
vieni
:
a
conferenzakon.feˈrɛn.t͡sa
lala
Reginareˈd͡ʒi.na
i
Pariˈpa.ri
invita
.
NOTTINGHAM
Cheˈke
sisi
vuoleˈvwɔ.le
?
a voce bassa, volgendo a Roberto un'occhiata feroce
CECIL
Unaˈu.na
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
Troppoˈtrɔp.po
a
lungoˈlun.ɡo
differitadif.feˈri.ta
.
porge la destra a Roberto come in atto d'accomiatarsi: è commosso vivamente, e però lo bacia, ed abbraccia con tutta l'effusione dell'amicizia
NOTTINGHAM
Vengoˈvɛn.ɡo
.
Amicoaˈmi.ko
...
ROBERTO
Sul
tuoˈtu.o
ciglioˈt͡ʃiʎ.ʎo
Unaˈu.na
lagrimeˈla.ɡri.ma
spuntòspunˈta.re
!
M'abbandona
alal
mioˈmi.o
perigliopeˈriʎ.ʎo
Tuˈtu
lolo
deiˈdej
!
a Nottingham
CECIL
Vieni
.
NOTTINGHAM
Salvar
tiˈti
vo'
.
Quiˈkwi
ribelleriˈbɛl.le
ognunˌoɲˈɲu.no
tiˈti
chiamaˈkja.ma
,
Tiˈti
sovrasta
fatoˈfa.to
orrendoorˈrɛn.do
;
L'onor
tuoˈtu.o
solˈsɔl
ioˈi.o
difendodiˈfɛn.do
Terraˈtɛr.ra
,
e
cieloˈt͡ʃɛ.lo
m'ascolterà
.
Ch'io
gliʎi
serbiˈsɛr.bo
e
vitaˈvi.ta
e
famaˈfa.ma
Dehˈdɛ
!
concedikonˈt͡ʃɛ.di
,
o
sommoˈsom.mo
Iddioidˈdi.o
;
Parlaˈpar.la
tuˈtu
sul
labbroˈlab.bro
mioˈmi.o
,
Santaˈsan.ta
voceˈvo.t͡ʃe
d'amistà
!
ROBERTO
(
Lacerato
alal
parpar
del
mioˈmi.o
Sulla
terraˈtɛr.ra
unun
corˈkwɔ.re
nonnon
v'ha
!)
CECIL
e
COROˈkɔ.ro
DEIˈdej
LORDS
(
Quelˈkwel
superbosuˈpɛr.bo
ilil
giustoˈd͡ʒus.to
fio
De'
suoiˈswɔ.i
falliˈfal.li
pagheràpaˈɡa.re
.)
Vieni
,
o
ducaˈdu.ka
,
vieni
,
vieni
.
ai Lords
NOTTINGHAM
Viˈvi
seguoˈse.ɡwo
.
a Roberto
NOTTINGHAM
Ohˈo
,
amicoaˈmi.ko
Quiˈkwi
ribelleriˈbɛl.le
ognunˌoɲˈɲu.no
tiˈti
chiamaˈkja.ma
,
ecc.
Partono.
SCENA OTTAVA
Appartamenti della Duchessa, nel palazzo Nottingham.
In prospetto verone, che risponde sul giardino: da un canto tavola, su cui un doppiere acceso ed una ricca cesta.
Sara sola.
Scena e Duetto
SARA
Tuttoˈtut.to
è
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
!
Nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
soltantosolˈtan.to
Parlaˈpar.la
unaˈu.na
voceˈvo.t͡ʃe
,
unun
gridoˈɡri.do
Quaˈkwa
didi
severoseˈvɛ.ro
accusator
!
Maˈma
reaˈrɛ.a
nonnon
sonoˈso.no
:
della
pietadepjeˈta.de
Ioˈi.o
m'arrendo
alal
consigliokonˈsiʎ.ʎo
Nonnon
dell'amor
L'orribile
perigliopeˈriʎ.ʎo
Cheˈke
Robertoroˈbɛr.to
minacciamiˈnat.t͡ʃa
Ilil
mioˈmi.o
scordar
mimi
fe'
Chiki
giungeˈd͡ʒun.d͡ʒe
!
È
dessoˈdes.so
!
SCENA NONA
Roberto, chiuso in lungo mantello, e detta.
ROBERTO
Unaˈu.na
voltaˈvɔl.ta
,
crudel
,
m'hai
purˈpur
concessokonˈt͡ʃɛs.so
Venirne
a
tete
!
Spergiurasperˈd͡ʒu.ra
!
Traditricetra.diˈtri.t͡ʃe
!
Perfidaˈpɛr.fi.da
!
E
qualˈkwal
v'ha
nomeˈno.me
D'oltraggio
,
didi
rampognaramˈpoɲ.ɲa
Cheˈke
tuˈtu
nonnon
mertiˈmɛr.to
?
SARA
Ascoltaasˈkol.ta
.
Eriˈɛ.ri
giàˈd͡ʒa
lungeˈlun.d͡ʒe
,
quandoˈkwan.do
sisi
chiuseˈkju.ze
Lala
funereafuˈnɛ.re.o
pietraˈpjɛ.tra
sul
padreˈpa.dre
mioˈmi.o
.
«
Rimastariˈmas.to
orfanaˈɔr.fa.no
e
solaˈso.la
:
D'un
appoggioapˈpɔd.d͡ʒo
haiˈaj
d'uopo
»,
Lala
Reginareˈd͡ʒi.na
mimi
disseˈdis.se
,
«
A
lieteˈljɛ.te
nozzeˈnɔt.t͡se
tiˈti
serboˈsɛr.bo
…»
ROBERTO
E
tuˈtu
?
SARA
M'opposi
.
Lele
chiesiˈkjɛ.zi
,
Maˈma
indarno
ilil
velˈvel
Fuiˈfu.i
trattaˈtrat.ta
alal
talamoˈta.la.mo
Cheˈke
dicoˈdi.ko
?
Alal
mioˈmi.o
lettoˈlɛt.to
didi
morteˈmɔr.te
!
ROBERTO
Ohˈo
ciel
!
SARA
Felicefeˈli.t͡ʃe
,
Quant'io
ioˈi.o
nonnon
sonson
,
Fatoˈfa.to
migliormiʎˈʎor
tiˈti
rendaˈrɛn.da
Allaˈal.la
Reginareˈd͡ʒi.na
ilil
coreˈkɔ.re
Volgiˈvɔl.d͡ʒi
Robertoroˈbɛr.to
.
ROBERTO
Ahˈa
!
taciˈta.t͡ʃi
Spentoˈspen.to
all'amor
sonson
ioˈi.o
.
SARA
Lala
gemmaˈd͡ʒɛm.ma
Cheˈke
inˈin
tuaˈtu.a
man
risplende
Eraˈɛ.ra
memoriameˈmɔ.rja
e
pegnoˈpeɲ.ɲo
D'un
affettoafˈfɛt.to
real
ROBERTO
Pegnoˈpeɲ.ɲo
d'affetto
?
Nonnon
saiˈsa.jo
!
Purˈpur
sisi
distrugga
ilil
tuoˈtu.o
sospettososˈpɛt.to
!
gettando l'anello sulla tavola
ROBERTO
Milleˈmil.le
volteˈvɔl.te
perper
tete
dareidaˈrɛj
lala
vitaˈvi.ta
.
SARA
Robertoroˈbɛr.to
Ultimoˈul.ti.mo
accennoatˈt͡ʃen.no
Saraˈsa.ra
tiˈti
parlaˈpar.la
,
edˈed
osaˈɔ.za
Unaˈu.na
graziaˈɡrat.t͡sja
pregar
.
ROBERTO
Chiedimi
ilil
sangueˈsan.ɡwe
…,
Tuttoˈtut.to
lolo
spargeròˈspar.d͡ʒe.re
perper
tete
,
Mioˈmi.o
beneˈbɛ.ne
!
SARA
Viver
deviˈdɛ.vi
,
E
fuggir
dada
questeˈkwes.te
areneaˈre.na
.
ROBERTO
Ilil
veroˈve.ro
intesiinˈte.zi
?
Ahˈa
!
parmi
,
Parmi
sognar
!
SARA
Ahˈa
,
sese
m'ami
,
Perper
sempreˈsɛm.pre
déiˈda.re
lasciarmi
.
ROBERTO
Perper
sempreˈsɛm.pre
!
SARA
ˈsi
!
ROBERTO
Perper
sempreˈsɛm.pre
!
SARA
ˈsi
!
ROBERTO
Ahˈa
,
nonnon
credea
cangiato
Tantoˈtan.to
didi
Saraˈsa.ra
ilil
corˈkwɔ.re
!
Sonson
l'odio
tuoˈtu.o
!
SARA
Spietatospjeˈta.to
!
Ardoˈar.do
perper
tete
d'amor
.
Dacchè
tornasti
,
ahiˈaj
,
miseraˈmi.ze.ro
!
Inˈin
questoˈkwes.to
debil
coreˈkɔ.re
Del
mal
sopitosoˈpi.to
incendioinˈt͡ʃɛn.djo
Sisi
ridestòri.desˈta.re
ardorearˈdo.re
Ahˈa
!
partiˈpar.ti
,
ahˈa
!
vanne
,
ahˈa
!
Lasciami
Ahˈa
,
cediˈt͡ʃɛ.di
allaˈal.la
sorteˈsɔr.te
acerbaaˈt͡ʃɛr.bo
A
tete
lala
vitaˈvi.ta
serbaˈsɛr.ba
,
Serbaˈsɛr.ba
l'onore
a
meme
.
ROBERTO
Doveˈdo.ve
sonson
ioˈi.o
?
Quai
smanieˈzma.nje
!
Frafra
vitaˈvi.ta
,
e
morteˈmɔr.te
ondeggio
!
Tuˈtu
m'ami
,
e
deggioˈdɛd.d͡ʒo
perderti
!
SARA
ˈsi
.
ROBERTO
M'ami
,
e
lasciarti
deggioˈdɛd.d͡ʒo
!
SARA
Sisi
.
ROBERTO
Poterpoˈter
dell'amicizia
,
Prestami
tuˈtu
vigoreviˈɡo.re
SARA
A
tete
lala
vitaˈvi.ta
serbaˈsɛr.ba
,
Serbaˈsɛr.ba
l'onore
a
meme
,
ecc.
ROBERTO
Chè
dun
mortalemorˈta.le
inˈin
coreˈkɔ.re
Tantaˈtan.ta
virtùvirˈtu
nonnon
è
.
Sara è a piè di lui piangente e supplichevole
ROBERTO
Ahˈa
,
tergiˈtɛr.d͡ʒi
lele
amareaˈma.re
lagrimeˈla.ɡri.ma
sollevandola
ROBERTO
ˈsi
,
fuggiròfudˈd͡ʒi.re
.
SARA
Lolo
giuraˈd͡ʒu.ra
.
Roberto protende la destra in atto di giuramento
ROBERTO
Sisi
,
poterpoˈter
dell'amicizia
,
ecc.
SARA
Partiˈpar.ti
,
ahˈa
!
fuggi
,
ahˈa
!
Lasciami
,
ecc.
SARA
E
quandoˈkwan.do
fuggirai
?
ROBERTO
Alloralˈlo.ra
cheˈke
tacitaˈta.t͡ʃi.ta
Avràaˈve.re
lala
notteˈnɔt.te
oscuraosˈku.ra
Un'altra
voltaˈvɔl.ta
inˈin
cieloˈt͡ʃɛ.lo
Distesodisˈte.zo
ilil
tetroˈtɛ.tro
veloˈve.lo
.
Or
nolˈnol
potrei
,
cheˈke
roseoˈrɔ.ze.o
Ilil
primoˈpri.mo
albor
giàˈd͡ʒa
sorgeˈsor.d͡ʒe
SARA
Ahˈa
!
qualˈkwal
perigliopeˈriʎ.ʎo
!
Involatiin.voˈla.ti
Sese
alcunoalˈku.no
uscir
tiˈti
scorgeˈskɔr.d͡ʒe
!
ROBERTO
Ohˈo
,
fieroˈfjɛ.ro
istanteisˈtan.te
!
….
SARA
Unun
ultimoˈul.ti.mo
pegnoˈpeɲ.ɲo
d'infausto
amoreaˈmo.re
Conkon
tete
nene
vengaˈvɛn.ɡa
...
levando dalla cesta una sciarpa azzurra, trapunta d'oro
ROBERTO
Ahˈa
!
porgilo
Quiˈkwi
,
sul
trafitto
coreˈkɔ.re
SARA
Vanne
!
didi
meme
rammentatiramˈmen.ta.ti
Solˈsɔl
quandoˈkwan.do
preghiˈprɛ.ɡi
ilil
ciel
.
Addioadˈdi.o
ROBERTO
Perper
sempreˈsɛm.pre
!
SARA
Ohˈo
spasimoˈspa.zi.mo
!
ROBERTO
Ohˈo
,
rioˈri.o
destin
crudel
!
SARA
Addioadˈdi.o
!
ROBERTO
Addioadˈdi.o
!
ROBERTOroˈbɛr.to
e
SARAˈsa.ra
Ahˈa
!
Questoˈkwes.to
addioadˈdi.o
fatalefaˈta.le
,
estremoesˈtrɛ.mo
È
unun
abissoaˈbis.so
didi
tormentitorˈmen.to
Lele
mieˈmi.e
lagrimeˈla.ɡri.ma
cocentikoˈt͡ʃɛn.te
Piùˈpju
del
ciglioˈt͡ʃiʎ.ʎo
,
sparge
ilil
corˈkwɔ.re
.
Ahˈa
!
maiˈma.i
piùˈpju
nonnon
ciˈt͡ʃi
vedremo
Ahˈa
!
maiˈma.i
piùˈpju
!
mancarmanˈkar
mimi
sentoˈsɛn.to
!
Ahˈa
,
sisi
racchiuderakˈkju.de
inˈin
questoˈkwes.to
accentoatˈt͡ʃɛn.to
Unaˈu.na
vitaˈvi.ta
didi
dolor
.
SARA
Partiˈpar.ti
,
partiˈpar.ti
!
ROBERTO
Fieroˈfjɛ.ro
istanteisˈtan.te
!
SARA
Addioadˈdi.o
!
ROBERTO
Fermaˈfer.ma
!
SARA
Ahˈa
,
mimi
lasciaˈlaʃ.ʃa
!
ROBERTOroˈbɛr.to
e
SARAˈsa.ra
Ahˈa
!
Questoˈkwes.to
addioadˈdi.o
fatalefaˈta.le
,
estremoesˈtrɛ.mo
,
ecc.
Roberto parte. Sara si ritira.
ATTO SECONDO
Magnifica galleria nella reggia.
SCENA PRIMA
I Lord componenti la corte di Elisabetta sono radunati in cerchio: quindi sopraggiungono le Dame.
ALCUNI LORD
L'ore
trascorrono
,
surseˈsur.se
l'aurora
,
ne
ilil
parlamentopar.laˈmen.to
sisi
scioglieˈʃɔʎ.ʎe
ancoraanˈko.ra
!
GLI ALTRI
Senzaˈsɛn.t͡sa
l'aita
della
Reginareˈd͡ʒi.na
Purtroppoˌpurˈtrɔp.po
è
certaˈt͡ʃɛr.to
lala
suaˈsu.a
rovinaroˈvi.na
!
DAME
Tacete
,
o
Lordˈlɔrd
;
Elisabettae.li.zaˈbɛt.ta
,
Qualˈkwal
chiki
maturamaˈtu.ro
unaˈu.na
vendettavenˈdet.ta
,
Erraˈɛr.ra
d'intorno
fremente
e
solaˈso.la
,
ne
move
inchiestainˈkjɛs.ta
,
ne
faˈfa
parolapaˈrɔ.la
.
TUTTI
Miseroˈmi.ze.ro
Conteˈkon.te
!
Ilil
cieloˈt͡ʃɛ.lo
iratoiˈra.to
Didi
foscheˈfos.ke
nubiˈnu.bi
tiˈti
circondòt͡ʃir.konˈda.re
!
Ilil
tuoˈtu.o
destinodesˈti.no
è
giàˈd͡ʒa
segnatoseɲˈɲa.to
:
Inˈin
quelˈkwel
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
lala
morteˈmɔr.te
parlòparˈla.re
!
SCENA SECONDA
Elisabetta da un lato, Cecil dall'altro e detti.
Scena e Duettino
ELISABETTA
Ebben
?
CECIL
Del
reoˈrɛ.o
lele
sortiˈsɔr.ti
Furoˈfu.ro
a
lungoˈlun.ɡo
agitatea.d͡ʒiˈta.te
;
Piùˈpju
d'amistà
,
cheˈke
didi
ragion
possenteposˈsɛn.te
Ilil
Ducaˈdu.ka
vivamentevi.vaˈmen.te
Lolo
difesediˈfe.ze
,
maˈma
invan
.
Recar
tiˈti
deveˈdɛ.ve
Lala
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
egliˈeʎ.ʎi
stessoˈstes.so
.
a voce bassa
ELISABETTA
Edˈed
eraˈɛ.ra
?
a voce bassa
CECIL
Morteˈmɔr.te
!
SCENA TERZA
Gualtiero Raleigh e detti.
RALEIGH
Reginareˈd͡ʒi.na
ELISABETTA
Puòˈpwɔ
lala
corteˈkor.te
allontanarsial.lon.taˈnar.si
;
Richiamata
inˈin
breveˈbrɛ.ve
quiˈkwi
fia
!
tutti partono tranne Raleigh
ELISABETTA
Tantoˈtan.to
indugiasti
?
RALEIGH
Assenteasˈsɛn.te
egliˈeʎ.ʎi
eraˈɛ.ra
,
Edˈed
alal
palagiopaˈla.d͡ʒo
suoˈsu.o
nonnon
fe
ritornoriˈtor.no
Cheˈke
sortoˈsor.to
ilil
nuovoˈnwɔ.vo
giornoˈd͡ʒor.no
.
Elisabetta si turba
ELISABETTA
Seguiˈse.ɡwi
!
RALEIGH
Fuˈfu
disarmatodi.zarˈma.to
;
E
nel
cercar
sese
criminosikri.miˈno.zo
fogliˈfɔʎ.ʎo
Nelleˈnel.le
vestiˈvɛs.ti
chiudesse
,
i
mieiˈmjɛ.i
seguaciseˈɡwa.t͡ʃe
Vider
cheˈke
inˈin
sensen
celava
Sericaˈsɛ.ri.ka
sciarpaˈʃar.pa
.
Comandai
cheˈke
toltaˈtɔl.ta
gliʎi
fosseˈfos.se
;
D'ira
temerariate.meˈra.rjo
e
stoltaˈstol.ta
Egliˈeʎ.ʎi
avvampando
:
«
Priaˈpri.a
»,
gridòɡriˈda.re
,
«
strapparmi
Viˈvi
è
d'uopo
ilil
corˈkwɔ.re
dal
pettoˈpɛt.to
!»…
Del
Conteˈkon.te
lala
repulsareˈpul.so
Fuˈfu
vanaˈva.na
ELISABETTA
E
quellaˈkwel.la
sciarpaˈʃar.pa
?
….
RALEIGH
Eccolaˈɛk.ko.la
.
Oh rabbia! …
ELISABETTA
Cifreˈt͡ʃi.fre
d'amor
quiˈkwi
veggio
!
È tremante di sdegno; ma volgendo uno sguardo a Gualtiero riprende la sua maestà
ELISABETTA
Alal
mioˈmi.o
cospettokosˈpɛt.to
coluikoˈluj
sisi
traggaˈtraɡ.ɡa
.
Raleigh parte
ELISABETTA
Hoˈɔ
milleˈmil.le
furieˈfu.rja
inˈin
pettoˈpɛt.to
!
gettando la sciarpa sur una tavola ch'è nel fondo della scena
SCENA QUARTA
Nottingham e detta.
NOTTINGHAM
Nonnon
venniˈven.ni
maiˈma.i
ˈsi
mestoˈmɛs.to
Allaˈal.la
regal
presenzapreˈzɛn.t͡sa
.
Compio
unun
doverdoˈve.re
funestofuˈnɛs.to
.
le porge un foglio
NOTTINGHAM
D'Essex
è
lala
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
.
Taceˈta.t͡ʃe
ilil
ministromiˈnis.tro
,
or
parlaˈpar.la
L'amico
inˈin
suoˈsu.o
favorefaˈvo.re
.
Elisabetta gli volge una fiera occhiata
ELISABETTA
Cheˈke
!
Cheˈke
?
NOTTINGHAM
Graziaˈɡrat.t͡sja
!
Potria
negarla
D'Elisabetta
ilil
coreˈkɔ.re
?
ELISABETTA
Inˈin
questoˈkwes.to
coreˈkɔ.re
è
scultaˈskul.to
Lala
suaˈsu.a
condannakonˈdan.na
.
NOTTINGHAM
Ohˈo
,
dettoˈdet.to
!
ELISABETTA
D'una
rivaleriˈva.le
occultaokˈkul.to
Finor
lolo
accolse
ilil
tettoˈtet.to
Sisi
,
questaˈkwes.ta
notteˈnɔt.te
istessa
eiˈe.i
mimi
tradìa
NOTTINGHAM
Cheˈke
diciˈdi.t͡ʃi
?
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
Calunniakaˈlun.nja
è
questaˈkwes.ta
ELISABETTA
Ohˈo
!
cessaˈt͡ʃɛs.sa
NOTTINGHAM
Tramaˈtra.ma
de'
tuoiˈtwɔ.i
nemicineˈmi.ko
.
ELISABETTA
Noˈnɔ
!
cessaˈt͡ʃɛs.sa
Noˈnɔ
!
cessaˈt͡ʃɛs.sa
!
NOTTINGHAM
Mel
crediˈkre.di
!
ELISABETTA
Noˈnɔ
,
dubitar
nonnon
giova
Alal
mancarmanˈkar
suoˈsu.o
fuˈfu
toltaˈtɔl.ta
Irrefragabil
provaˈprɔ.va
a questa ricordanza si raddoppia la sua collera, quindi è per firmare la sentenza
NOTTINGHAM
Ahˈa
!
Cheˈke
faiˈfa.i
?
sospendisosˈpɛn.di
ascoltaasˈkol.ta
Suˈsu
luiˈluj
nonnon
piombiˈpjom.bi
ilil
fulmineˈful.mi.ne
Dell'ira
tuaˈtu.a
crudelekruˈdɛ.le
!
Sese
chieder
lice
unun
premioˈprɛ.mjo
Del
mioˈmi.o
servirserˈvir
fedelefeˈde.le
,
Quest'uno
ioˈi.o
chiedoˈkjɛ.do
,
inˈin
lagrimeˈla.ɡri.ma
,
Prostrato
alal
regioˈrɛ.d͡ʒo
pièˈpjɛ
.
ELISABETTA
Taciˈta.t͡ʃi
:
pietadepjeˈta.de
o
graziaˈɡrat.t͡sja
,
Noˈnɔ
,
l'infedel
nonnon
merta
Ilil
tradimentotra.diˈmen.to
è
orribileorˈri.bi.le
Lala
suaˈsu.a
perfidiaperˈfi.dja
è
certaˈt͡ʃɛr.to
Muoiaˈmwɔ.ja
;
e
nonnon
sorgaˈsor.ɡa
unun
gemito
A
domandar
mercémerˈt͡ʃe
!
NOTTINGHAM
Ahˈa
,
noˈnɔ
!
Graziaˈɡrat.t͡sja
!
ELISABETTA
Muoiaˈmwɔ.ja
;
e
nonnon
sorgaˈsor.ɡa
unun
gemito
A
domandar
mercémerˈt͡ʃe
!
NOTTINGHAM
Noˈnɔ
!
Reginareˈd͡ʒi.na
!
ELISABETTA
Scostatiskosˈta.ti
!
NOTTINGHAM
Tel
chiedoˈkjɛ.do
inˈin
graziaˈɡrat.t͡sja
ELISABETTA
Vaˈva
!
NOTTINGHAM
Noˈnɔ
!
Noˈnɔ
!
Ahˈa
!
Suˈsu
luiˈluj
Nonnon
piombiˈpjom.bi
ilil
fulmineˈful.mi.ne
,
ecc.
ELISABETTA
Ilil
tradimentotra.diˈmen.to
è
orribileorˈri.bi.le
,
Lala
suaˈsu.a
perfidiaperˈfi.dja
è
certaˈt͡ʃɛr.to
,
ecc.
SCENA QUINTA
Roberto fra guardie, Gualtiero e detti.
Ecco l'indegno! …
ad un segno di Elisabetta, Raleigh e le guardie si ritirano
ELISABETTA
Appressatiap.presˈsa.ti
Ergiˈɛr.d͡ʒi
l'altera
fronteˈfron.te
.
Cheˈke
dissiˈdis.si
a
tete
?
Rammentalo
.
Amiˈa.mi
,
tiˈti
dissiˈdis.si
,
o
Conteˈkon.te
?
Noˈnɔ
,
rispondesti
noˈnɔ
Unun
perfidoˈpɛr.fi.do
,
unun
vileˈvi.le
,
Unun
mentitore
tuˈtu
seiˈsɛ.i
Del
tuoˈtu.o
mendaciomenˈda.t͡ʃo
Ilil
mutoˈmu.to
accusatoreak.ku.zaˈto.re
Guardaˈɡwar.da
gli mostra la sciarpa
ELISABETTA
E
sul
corˈkwɔ.re
tiˈti
scendaˈʃen.da
Feroˈfɛ.ro
didi
morteˈmɔr.te
unun
gel
.
riconoscendola
Che!...
Roberto osservando la sorpresa di Nottingham è preso da tremore
Orrenda luce balena … Sara! …
ELISABETTA
Tremiˈtrɛ.mi
alfinealˈfi.ne
.
Oh ciel! …
ELISABETTA
Almaˈal.ma
infidainˈfi.do
,
ingratoinˈɡra.to
coreˈkɔ.re
,
Tiˈti
raggiunse
ilil
mioˈmi.o
furorefuˈro.re
.
Priaˈpri.a
cheˈke
ilil
sensen
didi
fiammaˈfjam.ma
reaˈrɛ.a
T'accendesse
unun
dioˈdi.o
nemiconeˈmi.ko
,
Priaˈpri.a
d'offender
chiki
nascea
Dal
tremendotreˈmɛn.do
ottavootˈta.vo
Enricoenˈri.ko
,
Scender
vivoˈvi.vo
nel
sepolcroseˈpol.kro
Tuˈtu
dovevidoˈve.vi
,
o
traditor
.
NOTTINGHAM
(
Nonnon
è
ver
deliriodeˈli.rjo
è
questoˈkwes.to
Sognoˈsoɲ.ɲo
orribileorˈri.bi.le
funestofuˈnɛs.to
!
Noˈnɔ
,
giammaid͡ʒamˈma.i
d'un
uomoˈwɔ.mo
ilil
coreˈkɔ.re
Tantoˈtan.to
eccessoetˈt͡ʃɛs.so
nonnon
accolse
Purˈpur
sisi
covre
didi
pallorepalˈlo.re
!
Ahiˈaj
!
cheˈke
sguardoˈzɡwar.do
a
meme
rivolse
!
Centoˈt͡ʃɛn.to
colpeˈkol.pa
mimi
disveladizˈve.la
Quelloˈkwel.lo
sguardoˈzɡwar.do
,
e
quelˈkwel
pallor
!)
ROBERTO
(
Mimi
sovrasta
ilil
fatoˈfa.to
estremoesˈtrɛ.mo
!
Purˈpur
didi
meme
,
didi
meme
nonnon
tremoˈtrɛ.mo
Della
miseraˈmi.ze.ro
ilil
perigliopeˈriʎ.ʎo
Tuttoˈtut.to
estinse
ilil
mioˈmi.o
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
Didi
costuikosˈtu.i
nel
torvoˈtor.vo
ciglioˈt͡ʃiʎ.ʎo
Balenòba.leˈna.re
sanguignosanˈɡwiɲ.ɲo
raggioˈrad.d͡ʒo
!
Ahiˈaj
!
quelˈkwel
pegnoˈpeɲ.ɲo
sciaguratoʃa.ɡuˈra.to
Fuˈfu
didi
morteˈmɔr.te
,
e
nonnon
d'amor
!)
ELISABETTA
Vileˈvi.le
!
Egliˈeʎ.ʎi
fremeˈfrɛ.me
!
Vileˈvi.le
….
Ahˈa
,
vileˈvi.le
!
Scender
vivoˈvi.vo
nel
sepolcroseˈpol.kro
Tuˈtu
dovevidoˈve.vi
,
o
traditor
!
con trasporto di cieco furore
NOTTINGHAM
Scelleratoʃel.leˈra.to
!
Malvagiomalˈva.d͡ʒo
!
…,
e
chiudevi
Tal
perfidiaperˈfi.dja
nel
coreˈkɔ.re
slealezleˈa.le
?
E
tradir
ˈsi
vilmente
potevi
?
Lala
Reginareˈd͡ʒi.na
?
ripiegando
Supplizio infernale! …
NOTTINGHAM
Ahˈa
!
lala
spadaˈspa.da
,
lala
spadaˈspa.da
unun
istanteisˈtan.te
Alal
codardokoˈdar.do
,
all'infame
siaˈsi.a
resaˈre.za
Ch'ei
mimi
cadaˈka.da
trafitto
alleˈal.le
pianteˈpjan.ta
Ch'io
nel
sangueˈsan.ɡwe
deterga
l'offesa
Unaˈu.na
spadaˈspa.da
unaˈu.na
spadaˈspa.da
ELISABETTA
O
mioˈmi.o
fidoˈfi.do
!
E
tuˈtu
tremiˈtrɛ.mi
,
tuˈtu
pureˈpu.re
Dell'oltraggio
cheˈke
a
meme
fuˈfu
recatoreˈka.to
!
a Roberto
ELISABETTA
Ioˈi.o
favello
:
m'ascolta
!
Lala
scureˈsku.re
giàˈd͡ʒa
minacciamiˈnat.t͡ʃa
Ilil
tuoˈtu.o
capoˈka.po
esecrato
:
Qualˈkwal
sisi
noma
l'ardita
rivaleriˈva.le
Di'
,
soltantosolˈtan.to
,
e
lolo
giuroˈd͡ʒu.ro
,
vivrai
.
Nottingham affigge in Roberto gli occhi pieni di orrenda ansietà. Un istante di silenzio
ELISABETTA
Parlaˈpar.la
,
ahˈa
!
parlaˈpar.la
.
Momento fatale!
ROBERTO
Priaˈpri.a
lala
morteˈmɔr.te
.
ELISABETTA
Ostinatoos.tiˈna.to
!
ˈsi
,
l'avrai
.
ROBERTO
ˈsi
,
Reginareˈd͡ʒi.na
,
tiˈti
chiedoˈkjɛ.do
lala
morteˈmɔr.te
.
Momento fatale!
SCENA SESTA
Ad un cenno della Regina, la sala si riempie di Cavalieri, di Dame e Paggi, con Guardie ecc.
ELISABETTA
Tuttiˈtut.ti
uditeuˈdi.to
.
Ilil
giudiziod͡ʒuˈdit.t͡sjo
de
Pariˈpa.ri
Didi
costuikosˈtu.i
lala
condannakonˈdan.na
mimi
porseˈpɔr.se
.
lolo
lala
segnoˈseɲ.ɲo
.
Ciascunot͡ʃasˈku.no
lala
impariˈim.pa.ri
:
a Cecil porgendogli la sentenza
ELISABETTA
Comeˈko.me
ilil
soleˈso.le
,
cheˈke
parteˈpar.te
giàˈd͡ʒa
corseˈkor.se
Del
suoˈsu.o
giroˈd͡ʒi.ro
,
alal
meriggiomeˈrid.d͡ʒo
siaˈsi.a
giuntoˈd͡ʒun.to
,
S'oda
unun
tuonoˈtwɔ.no
del
bronzoˈbron.d͡zo
guerrier
:
Lolo
percuota
lala
scureˈsku.re
inˈin
quelˈkwel
puntoˈpun.to
.
Tristo giorno di morte forier!
ELISABETTA
Vaˈva
,
lala
morteˈmɔr.te
sul
capoˈka.po
tiˈti
pendeˈpɛn.de
,
Sul
tuoˈtu.o
nomeˈno.me
l'infamia
discendediʃˈʃen.de
Tal
sepolcroseˈpol.kro
t'appresta
ilil
mioˈmi.o
sdegnoˈzdeɲ.ɲo
,
Cheˈke
nonnon
fia
chiki
didi
piantoˈpjan.to
lolo
scaldiˈskal.di
:
Conkon
lala
polveˈpol.ve
didi
viliˈvi.li
ribaldiriˈbal.do
Lala
tuaˈtu.a
polveˈpol.ve
confusakonˈfu.za
saràsaˈra
.
ROBERTO
Del
mioˈmi.o
sangueˈsan.ɡwe
lala
scureˈsku.re
bagnatabaɲˈɲa.ta
Piùˈpju
nonnon
fia
d'ignominia
macchiatamakˈkja.ta
.
Ilil
tuoˈtu.o
crudoˈkru.do
,
implacabileim.plaˈka.bi.le
sdegnoˈzdeɲ.ɲo
Nonnon
lala
famaˈfa.ma
,
lala
vitaˈvi.ta
mimi
toglieˈtɔʎ.ʎe
!
NOTTINGHAM
(
Noˈnɔ
:
l'indegno
nonnon
muoiaˈmwɔ.ja
didi
spadaˈspa.da
,
Sovraˈso.vra
ilil
palcoˈpal.ko
infamato
egliˈeʎ.ʎi
cadaˈka.da
ne
ilil
suppliziosupˈplit.t͡sjo
serbato
all'indegno
Bastaˈbas.ta
all'ira
cheˈke
m'arde
nel
sensen
!)
CECIL
e
RALEIGH
Sul
tuoˈtu.o
capoˈka.po
lala
scureˈsku.re
giàˈd͡ʒa
piombaˈpjom.ba
Maledettoma.leˈdet.to
ilil
tuoˈtu.o
nomeˈno.me
saràsaˈra
.
(
Noˈnɔ
:
l'indegno
nonnon
muoiaˈmwɔ.ja
didi
spadaˈspa.da
,
Sovraˈso.vra
ilil
palcoˈpal.ko
infamato
egliˈeʎ.ʎi
cadaˈka.da
!)
CORO DI LORD
(
Alal
reiettoreˈjɛt.to
nemmenonemˈme.no
lala
tombaˈtom.ba
Unun
asiloaˈzi.lo
didi
paceˈpa.t͡ʃe
daràˈda.re
?)
ELISABETTA
Va'
!
Lala
morteˈmɔr.te
sul
capoˈka.po
tiˈti
pendeˈpɛn.de
,
Sul
tuoˈtu.o
nomeˈno.me
l'infamia
discendediʃˈʃen.de
,
ecc.
ROBERTO
Ahˈa
!
Suppliziosupˈplit.t͡sjo
infernalein.ferˈna.le
!
ELISABETTA
Va'
!
Va'
!
Lala
morteˈmɔr.te
sul
capoˈka.po
tiˈti
pendeˈpɛn.de
,
ecc.
ROBERTO
Del
mioˈmi.o
sangueˈsan.ɡwe
lala
scureˈsku.re
bagnatabaɲˈɲa.ta
Piùˈpju
nonnon
fia
d'ignominia
macchiatamakˈkja.ta
.
Ilil
tuoˈtu.o
crudoˈkru.do
,
implacabileim.plaˈka.bi.le
sdegnoˈzdeɲ.ɲo
Nonnon
lala
famaˈfa.ma
,
lala
vitaˈvi.ta
mimi
toglieˈtɔʎ.ʎe
Oveˈo.ve
giaccion
lele
morteˈmɔr.te
mieˈmi.e
spoglieˈspɔʎ.ʎe
Iviˈi.vi
un'ara
didi
gloriaˈɡlɔ.rja
saràsaˈra
.
NOTTINGHAM
(
Noˈnɔ
:
l'indegno
nonnon
muoiaˈmwɔ.ja
didi
spadaˈspa.da
,
Sovraˈso.vra
ilil
palcoˈpal.ko
infamato
egliˈeʎ.ʎi
cadaˈka.da
ne
ilil
suppliziosupˈplit.t͡sjo
serbato
all'indegno
Bastaˈbas.ta
all'ira
cheˈke
m'arde
nel
sensen
A
saziarla
,
ada.d‿
estinguerla
appienoapˈpjɛ.no
Altroˈal.tro
sangueˈsan.ɡwe
versatoverˈsa.to
saràsaˈra
!)
Ad un cenno di Elisabetta, Roberto è circondato dalle guardie.
ATTO TERZO
Sala terrena nel palazzo Nottingham.
Nel fondo grandi invetriate chiuse, a traverso le quali scorgesi una parte di Londra.
Scena e Duetto
SCENA PRIMA
Sara sola. Indi un Domestico.
SARA
ne
riede
ancoraanˈko.ra
ilil
mioˈmi.o
consortekonˈsɔr.te
!
SCENA SECONDA
entrando
UN DOMESTICO
Duchessaduˈkes.sa
!
Unun
didi
que'
prodiˈprɔ.di
,
cuiku.i
vegliar
fuˈfu
datoˈda.to
Lala
regiareˈd͡ʒi.a
stanzaˈstan.t͡sa
,
e
giàˈd͡ʒa
pugnaro
a
latoˈla.to
Del
granˈɡran
Robertoroˈbɛr.to
,
quiˈkwi
giungea
,
recando
Nonnon
soˈsɔ
qualˈkwal
foglioˈfɔʎ.ʎo
,
cheˈke
inˈin
tuaˈtu.a
man
deporredeˈpor.re
E
richiederiˈkjɛ.de
,
e
scongiura
.
SARA
Vengaˈvɛn.ɡa
.
Il Soldato viene introdotto: egli porge alla Duchessa una lettera, indi si ritira col Domestico.
riconoscendo la scrittura
SARA
Robertoroˈbɛr.to
scrisse
!
dopo letto
SARA
O
riaˈri.o
sciaguraʃaˈɡu.ra
!...
Segnataseɲˈɲa.ta
è
lala
condannakonˈdan.na
!
Purˈpur
quiˈkwi
lolo
apprendoapˈprɛn.do
Questoˈkwes.to
anelloaˈnɛl.lo
è
sacroˈsa.kro
Mallevador
de'
giorniˈd͡ʒor.ni
suoiˈswɔ.i
Cheˈke
tardoˈtar.do
?
Corrasi
aiˈaj
pièˈpjɛ
d'Elisabetta
SCENA TERZA
Nottingham e detta.
Il Duca!...
Nottingham resta immobile presso il limitare, con gli occhi terribilmente fissi in quelli di Sara
Qual torvo sguardo!...
NOTTINGHAM
Unun
foglioˈfɔʎ.ʎo
avestiaˈves.ti
?
Oh, cielo!
NOTTINGHAM
Saraˈsa.ra
,
vederlo
ioˈi.o
voglioˈvɔʎ.ʎo
.
SARA
Sposoˈspɔ.zo
!
in tono che non ammette repliche.
NOTTINGHAM
Sposoˈspɔ.zo
!
Lolo
impongoimˈpon.ɡo
:
a
meme
quelˈkwel
foglioˈfɔʎ.ʎo
.
Sara gli porge con tremula mano lo scritto di Essex
Perduta io sono!
Il duca legge.
NOTTINGHAM
Tuˈtu
dunqueˈdun.kwe
puoiˈpwɔ.i
Dal
suoˈsu.o
capoˈka.po
allontanar
lala
scureˈsku.re
!
Unaˈu.na
gemmaˈd͡ʒɛm.ma
tiˈti
dièˈda.re
!
Quandoˈkwan.do
?
Frafra
l'ombre
Della
trascorsatrasˈkor.so
notteˈnɔt.te
,
alloralˈlo.ra
cheˈke
pegnoˈpeɲ.ɲo
D'amor
sul
pettoˈpɛt.to
lala
tuaˈtu.a
man
gliʎi
poseˈpɔ.ze
Sciarpaˈʃar.pa
d'oro
contestakonˈtɛs.ta
?
SARA
(
Ohˈo
,
folgoreˈfol.ɡo.re
tremendatreˈmɛn.da
,
inaspettatai.nas.petˈta.to
!
Giàˈd͡ʒa
tuttoˈtut.to
è
notoˈnɔ.to
a
luiˈluj
!
…)
NOTTINGHAM
ˈsi
,
scellerataʃel.leˈra.to
!
Noiˈnoj
saiˈsa.jo
,
cheˈke
unun
numeˈnu.me
vindiceˈvin.di.t͡ʃe
Hannoˈan.no
i
tradititraˈdi.ti
inˈin
cieloˈt͡ʃɛ.lo
?
Egliˈeʎ.ʎi
conkon
man
terribileterˈri.bi.le
Grangeˈɡran.d͡ʒe
alleˈal.le
colpeˈkol.pa
ilil
veloˈve.lo
!
Spergiurasperˈd͡ʒu.ra
,
inˈin
meme
paventalo
Quelˈkwel
Dioˈdi.o
punitor
.
ˈsi
!
SARA
Ahˈa
!
M'uccidi
!
NOTTINGHAM
Attendi
,
o
perfidaˈpɛr.fi.da
:
Viveˈvi.ve
Robertoroˈbɛr.to
ancoranˈkor
.
Ioˈi.o
perper
l'amico
inˈin
pettoˈpɛt.to
Teneroˈtɛ.ne.ro
amor
serbava
:
Comeˈko.me
celestet͡ʃeˈlɛs.te
oggettoodˈd͡ʒɛt.to
Ahˈa
!
ioˈi.o
lala
consortekonˈsɔr.te
amava
:
Avrei
perper
loroˈlo.ro
,
impavidoimˈpa.vi.do
,
Sfidatosfiˈda.to
affanniafˈfan.no
,
e
morteˈmɔr.te
Chiki
mimi
tradisce
?
Ahiˈaj
,
miseroˈmi.ze.ro
!
L'amico
e
lala
consortekonˈsɔr.te
!
scosso
NOTTINGHAM
Stoltaˈstol.ta
!
cheˈke
giova
ilil
piangereˈpjan.d͡ʒe.re
?
Sangueˈsan.ɡwe
,
e
nonnon
piantoˈpjan.to
ioˈi.o
vo'
.
SARA
Tantoˈtan.to
ilil
destin
fremente
Dunqueˈdun.kwe
haˈa
suˈsu
noiˈnoj
possanzaposˈsan.t͡sa
!
Puòˈpwɔ
dunqueˈdun.kwe
l'innocente
Didi
reoˈrɛ.o
vestir
sembianzasemˈbjan.t͡sa
?
O
tuˈtu
,
cuiku.i
datoˈda.to
è
leggereˈlɛd.d͡ʒe.re
Inˈin
questoˈkwes.to
corˈkwɔ.re
pudicopuˈdi.ko
,
Tuˈtu
,
Dioˈdi.o
clementekleˈmɛn.te
,
accertalo
Ch'empio
nonnon
è
l'amico
,
Cheˈke
d'un
pensier
,
d'un
palpitoˈpal.pi.to
Traditotraˈdi.to
ioˈi.o
maiˈma.i
nonnon
l'ho
.
si ode lugubre marcia
SARA
Nonnon
rimbombarimˈbom.ba
unun
suonˈswɔn
feralefeˈra.le
?
Sccorre ai veroni. Scorgesi Essex passar di lontano, circondato dalle guardie.
SARA
Ahiˈaj
!
con esultanza
NOTTINGHAM
Lolo
traggono
allaˈal.la
torreˈtor.re
.
SARA
Feroˈfɛ.ro
brividoˈbri.vi.do
mortalemorˈta.le
Perper
lele
veneˈve.ne
mimi
trascorretrasˈkor.re
!
Ilil
patibolopaˈti.bo.lo
s'appresta
!
L'ora
ahiˈaj
!
l'ora
è
giàˈd͡ʒa
vicinaviˈt͡ʃi.na
!
Dioˈdi.o
,
m'aita
!
afferrandole un braccio
NOTTINGHAM
Iniquaiˈni.kwo
,
arrestaarˈrɛs.ta
!
Oveˈo.ve
corri
?
SARA
Allaˈal.la
Reginareˈd͡ʒi.na
NOTTINGHAM
Didi
salvarlo
haiˈaj
spemeˈspɛ.me
ancoraanˈko.ra
?
cercando liberarsi
SARA
Lasciaˈlaʃ.ʃa
NOTTINGHAM
Ohˈo
rabbiaˈrab.bja
!
Edˈed
osiˈɔ.zi
?
SARA
Ahˈa
,
mimi
lasciaˈlaʃ.ʃa
!
Ahˈa
!
cercando liberarsi
NOTTINGHAM
Olà
!
compaiono le guardie del palazzo ducale
NOTTINGHAM
A
costeikosˈtɛ.i
lala
miaˈmi.o
dimoradiˈmɔ.ra
Siaˈsi.a
prigionepriˈd͡ʒo.ne
.
con grido disperato
SARA
Ohˈo
ciel
!
cadendo alle ginocchia di lui
SARA
Pietàpjeˈta
All'ambascia
ond'io
mimi
struggo
Donaˈdo.na
,
ahˈa
!
donaˈdo.na
unun
soloˈso.lo
istanteisˈtan.te
Ioˈi.o
lolo
giuroˈd͡ʒu.ro
,
a
tete
nonnon
fuggoˈfuɡ.ɡo
;
Riedoriˈɛ.do
inˈin
breveˈbrɛ.ve
alleˈal.le
tueˈtu.o
pianteˈpjan.ta
Centoˈt͡ʃɛn.to
volteˈvɔl.te
alloralˈlo.ra
,
sese
vuoiˈvwɔ.i
,
Meme
trafiggitraˈfid.d͡ʒi
:
a'
piediˈpjɛ.di
tuoiˈtwɔ.i
,
Benedir
m'udrai
morentemoˈrɛn.te
Quellaˈkwel.la
man
cheˈke
mimi
ferìfeˈri.re
.
NOTTINGHAM
Piùˈpju
tremendotreˈmɛn.do
avvampa
e
rugge
L'onor
mioˈmi.o
dada
voiˈvo.i
trafitto
Ogniˈoɲ.ɲi
accentoatˈt͡ʃɛn.to
cheˈke
tiˈti
sfugge
,
Ogniˈoɲ.ɲi
lagrimaˈla.ɡri.ma
è
unun
delittodeˈlit.to
.
Ahˈa
!
suppliziosupˈplit.t͡sjo
troppoˈtrɔp.po
breveˈbrɛ.ve
...
SARA
Sposoˈspɔ.zo
!
NOTTINGHAM
È
lala
morteˈmɔr.te
ch'ei
riceveriˈt͡ʃe.ve
.
Dioˈdi.o
punisci
eternamentee.ter.naˈmen.te
'alma
reaˈrɛ.a
cheˈke
mimi
tradìtraˈdi.re
.
SARA
Ahˈa
!
M'uccidi
.
NOTTINGHAM
Attendi
:
viveˈvi.ve
Robertoroˈbɛr.to
ancoranˈkor
.
SARA
Ahˈa
,
sposoˈspɔ.zo
!
Perper
pietàpjeˈta
!
NOTTINGHAM
Perfidaˈpɛr.fi.da
!
SARA
Dehˈdɛ
!
Perper
pietàpjeˈta
!
Noˈnɔ
!
NOTTINGHAM
Va'
!
Piùˈpju
tremendotreˈmɛn.do
avvampa
e
rugge
,
ecc.
SARA
Ahˈa
!
benediròbe.neˈdi.re
lala
man
cheˈke
mimi
ferìfeˈri.re
!
Egli esce nel massimo furore. Sara cade svenuta.
SCENA QUARTA
Orrido carcere nella torre di Londra, destinata per ultima dimora ai colpevoli condannati alla morte.
Roberto solo.
Scena ed Aria
ROBERTO
Edˈed
ancoranˈkor
lala
tremendatreˈmɛn.da
Portaˈpɔr.ta
nonnon
sisi
dischiudedisˈkju.de
?
Unun
rioˈri.o
presagiopreˈza.d͡ʒo
Tutteˈtut.te
m'ingombra
didi
terror
lele
veneˈve.ne
!
Purˈpur
fidoˈfi.do
messoˈmes.so
,
E
quellaˈkwel.la
gemmaˈd͡ʒɛm.ma
è
pegnoˈpeɲ.ɲo
Securoseˈku.ro
a
meme
didi
scampoˈskam.po
.
Usoˈu.zo
a
mirarla
inˈin
campoˈkam.po
,
Ioˈi.o
nonnon
temoˈtɛ.mo
lala
morteˈmɔr.te
;
Ioˈi.o
viver
soloˈso.lo
tantoˈtan.to
desiodeˈzi.o
,
Cheˈke
lala
virtùvirˈtu
didi
Saraˈsa.ra
A
discolpar
mimi
bastiˈbas.ti
O
tuˈtu
,
cheˈke
m'involasti
Quell'adorata
donnaˈdɔn.na
,
i
giorniˈd͡ʒor.ni
mieiˈmjɛ.i
Serboˈsɛr.bo
alal
tuoˈtu.o
brandoˈbran.do
,
tuˈtu
svenar
mimi
deiˈdej
.
A
tiˈti
diròˈdi.re
,
frafra
gliʎi
ultimiˈul.ti.mi
singhiozzisinˈɡjot.t͡so
,
Inˈin
braccioˈbrat.t͡ʃo
a
morteˈmɔr.te
:
Comeˈko.me
unoˈu.no
spirto
angelicoanˈd͡ʒɛ.li.ko
Puraˈpu.ra
è
lala
tuaˈtu.a
consortekonˈsɔr.te
ˈsi
!
Lolo
giuroˈd͡ʒu.ro
,
e
ilil
giuramentod͡ʒu.raˈmen.to
Col
sangueˈsan.ɡwe
mioˈmi.o
suggellosudˈd͡ʒɛl.lo
Crediˈkre.di
all'estremo
accentoatˈt͡ʃɛn.to
Cheˈke
ilil
labbroˈlab.bro
mioˈmi.o
parlòparˈla.re
.
Chiki
scendeˈʃen.de
nell'avello
Saiˈsa.jo
cheˈke
mentir
nonnon
puòˈpwɔ
.
odesi calpestio e sordo rumore di chiavistelli
ROBERTO
Odoˈɔ.do
unun
suonˈswɔn
perper
l'aria
ciecaˈt͡ʃɛ.ka
Sisi
dischiudono
lele
porteˈpɔr.te
Ahˈa
!
lala
graziaˈɡrat.t͡sja
mimi
sisi
recaˈrɛ.ka
SCENA QUINTA
Un drappello di Guardie coperte di bruna armatura, e detto.
GUARDIE
Vieni
,
o
Conteˈkon.te
.
ROBERTO
Doveˈdo.ve
?
GUARDIE
A
morteˈmɔr.te
.
Roberto resta come percosso dal fulmine, Momento di silenzio.
ROBERTO
A
morteˈmɔr.te
!
A
morteˈmɔr.te
?
Oraˈo.ra
inˈin
terraˈtɛr.ra
,
o
sventuratazven.tuˈra.to
,
Piùˈpju
sperar
nonnon
déiˈda.re
pietàpjeˈta
!
Maˈma
nonnon
restiˈrɛs.to
abbandonataab.ban.doˈna.to
;
Avvi
unun
giustoˈd͡ʒus.to
,
edˈed
eiˈe.i
m'udrà
.
Bagnatobaɲˈɲa.to
ilil
sensen
didi
lagrimeˈla.ɡri.ma
,
Tintoˈtin.to
del
sangueˈsan.ɡwe
mioˈmi.o
Ioˈi.o
corro
,
ioˈi.o
voloˈvo.lo
a
chiedereˈkjɛ.de.re
Perper
tete
soccorsosokˈkor.so
a
Dioˈdi.o
!
Impietositi
gliʎi
angeliˈan.d͡ʒe.li
Ecoˈɛ.ko
alal
mioˈmi.o
duolˈdwɔl
farannofaˈran.no
Sisi
piangeràˈpjan.d͡ʒe.re
d'affanno
Lala
primaˈpri.ma
voltaˈvɔl.ta
inˈin
ciel
!
lolo
corro
,
ioˈi.o
voloˈvo.lo
a
chiedereˈkjɛ.de.re
,
ecc.
GUARDIE
Vieni
a
subir
preparatipreˈpa.ra.ti
Lala
morteˈmɔr.te
piùˈpju
crudol
.
ROBERTO
Ahˈa
!
Bagnatobaɲˈɲa.to
ilil
sensen
didi
lagrimeˈla.ɡri.ma
,
Tintoˈtin.to
del
sangueˈsan.ɡwe
mioˈmi.o
,
ecc.
Partono con Roberto.
SCENA SESTA
Gabinetto della Regina.
Elisabetta è abbandonata su d'un sofà col gomito appoggiato ad una tavola, ove risplende la sua corona.
Le Dame le stanno intorno meste e silenziose.
Scena ed Aria finale
ELISABETTA
(
E
Saraˈsa.ra
inˈin
questiˈkwes.ti
orribiliorˈri.bi.le
momentimoˈmen.ti
Potépoˈte.re
lasciarmi
?
Alal
suoˈsu.o
ducal
palagiopaˈla.d͡ʒo
,
Ondeˈon.de
quiˈkwi
trarla
s'affrettò
Gualtieroɡwalˈtjɛ.ro
.
sorgendo agitatissima
ELISABETTA
E
ancoranˈkor
!
De
suoiˈswɔ.i
confortikonˈfɔr.to
L'amistà
mimi
sovvenga
,
Ioˈi.o
n'ho
benˈbɛn
d'uopo
Ioˈi.o
sonson
donnaˈdɔn.na
alfinealˈfi.ne
!
Ilil
focoˈfɔ.ko
è
spentoˈspen.to
Del
mioˈmi.o
furor
…)
DAME
(
Haˈa
nel
turbatoturˈba.to
aspettoasˈpɛt.to
D'alto
martir
lele
impronteimˈpron.ta
!…)
Oh Sara …
DAME
(
Piùˈpju
nonnon
lele
brillaˈbril.lo
inˈin
fronteˈfron.te
L'usata
maestàma.esˈta
!
…)
ELISABETTA
(
Vanaˈva.na
lala
spemeˈspɛ.me
nonnon
fia
Pressoˈprɛs.so
a
morir
,
l'augusta
gemmaˈd͡ʒɛm.ma
Eiˈe.i
recar
mimi
faràfaˈra
...
Pentitopenˈti.to
ilil
veggo
Allaˈal.la
presenzapreˈzɛn.t͡sa
miaˈmi.o
Purˈpur
fugge
ilil
tempoˈtɛm.po
!
Vorreivorˈrɛj
fermar
gl'istanti
.
E
sese
lala
morteˈmɔr.te
,
Ond'esser
fidoˈfi.do
allaˈal.la
rival
,
scegliesse
?
Ohˈo
truceˈtru.t͡ʃe
ideaiˈdɛ.a
funestafuˈnɛs.ta
!
S'ei
giàˈd͡ʒa
move
alal
palcoˈpal.ko
?
Ahˈa
!
Crudoˈkru.do
!
Arrestaarˈrɛs.ta
!
Viviˈvi.vi
,
ingratoinˈɡra.to
,
a
leiˈlɛ.i
d'accanto
,
Ilil
mioˈmi.o
coreˈkɔ.re
a
tete
perdonaperˈdo.na
Viviˈvi.vi
,
o
crudoˈkru.do
,
e
m'abbandona
Inˈin
eternoeˈtɛr.no
a
sospirar
Ahˈa
!
sisi
celiˈt͡ʃɛ.li
questoˈkwes.to
piantoˈpjan.to
,
gettando uno sguardo alle Dame, e rammentandosi d'esser osservata
ELISABETTA
Ahˈa
!
nonnon
siaˈsi.a
chiki
dicaˈdi.ka
inˈin
terraˈtɛr.ra
:
Lala
Reginareˈd͡ʒi.na
d'Inghilterra
Hoˈɔ
vedutoveˈdu.to
lag
rimar
.
Viviˈvi.vi
,
ingratoinˈɡra.to
,
e
m'abbandona
,
ecc.
SCENA SETTIMA
Cecil, Cavalieri e dette.
ELISABETTA
Cheˈke
m'apporti
?
CECIL
Quell'indegno
Alal
suppliziosupˈplit.t͡sjo
s'incammina
.
ELISABETTA
(
Ciel
!
…)
Alal
suppliziosupˈplit.t͡sjo
?
CECIL
ˈsi
.
ELISABETTA
ne
diedeˈdjɛ.de
unun
qualcheˈkwal.ke
pegnoˈpeɲ.ɲo
Dada
recarsireˈkar.si
allaˈal.la
Reginareˈd͡ʒi.na
?
CECIL
Nullaˈnul.la
diedeˈdjɛ.de
.
Odesi un procedere di passi affrettati.
Ingrato!
ELISABETTA
Alcunalˈkun
s'appressa
!
Dehˈdɛ
!
sisi
vegga
CECIL
È
lala
duchessaduˈkes.sa
!
SCENA OTTAVA
Sara, Gualtiero e detti.
Sara, sciolte le chiome, e pallida come un estinto, si precipita ai piè di Elisabetta: ella non può articolar parola, ma sporge verso la regina l'anello d Essex.
ELISABETTA
Questaˈkwes.ta
gemmaˈd͡ʒɛm.ma
dondeˈdon.de
avestiaˈves.ti
?
nella massima agitazione
ELISABETTA
Qualiˈkwa.li
smanieˈzma.nje
!
qualˈkwal
pallorepalˈlo.re
!
….
Ohˈo
sospettososˈpɛt.to
!
E
cheˈke
!
potesti
forseˈfor.se
?
Ahˈa
!
parlaˈpar.la
.
SARA
Ilil
mioˈmi.o
terroreterˈro.re
Tuttoˈtut.to
diceˈdi.t͡ʃe
lolo
sonson
Ahˈa
!
ELISABETTA
Finiscifiˈniʃ.ʃi
.
SARA
Tuaˈtu.a
rivaleriˈva.le
!
ELISABETTA
Ahˈa
!
SARA
Meme
punisci
Maˈma
del
Conteˈkon.te
serbaˈsɛr.ba
i
giorniˈd͡ʒor.ni
ai Cavalieri
ELISABETTA
Dehˈdɛ
!
correte
dehˈdɛ
!
volatevoˈla.ta
Purˈpur
ch'ei
vivoˈvi.vo
a
meme
ritorniriˈtor.no
,
Ilil
mioˈmi.o
sertoˈsɛr.to
domandate
COROˈkɔ.ro
Didi
LORDˈlɔrd
Ciel
,
nene
arrida
ilil
tuoˈtu.o
favorefaˈvo.re
Fanno un rapido movimento per uscire.
Rimbomba un colpo di cannone; grido universale di spavento.
SCENA ULTIMA
Nottingham e detti.
come inebriato di gioia feroce
NOTTINGHAM
Egliˈeʎ.ʎi
è
spentoˈspen.to
.
COROˈkɔ.ro
Didi
CORTIGIANIkor.tiˈd͡ʒa.no
Qualˈkwal
terroreterˈro.re
!
Silenzio.
convulsa di rabbia e di affanno, si avvicina a Sara
ELISABETTA
Tuˈtu
,
perversaperˈvɛr.so
tuˈtu
soltantosolˈtan.to
Lolo
spingesti
nell'avello
!
Ondeˈon.de
maiˈma.i
tardar
cotantokoˈtan.to
A
recarmi
questoˈkwes.to
anelloaˈnɛl.lo
?
NOTTINGHAM
Ioˈi.o
,
Reginareˈd͡ʒi.na
,
ioˈi.o
fuiˈfu.i
soltantosolˈtan.to
,
Fuiˈfu.i
trafitto
nell'onor
.
Sangueˈsan.ɡwe
volliˈvɔl.li
,
e
sangueˈsan.ɡwe
ottenniotˈtɛn.ne
.
a Sara
ELISABETTA
Almaˈal.ma
reaˈrɛ.a
!
a Nottingham
ELISABETTA
Spietatospjeˈta.to
corˈkwɔ.re
!
COROˈkɔ.ro
Didi
CORTIGIANIkor.tiˈd͡ʒa.no
Qualˈkwal
terroreterˈro.re
!
Qualˈkwal
terror
!
Quelˈkwel
sangueˈsan.ɡwe
versatoverˈsa.to
Alal
cieloˈt͡ʃɛ.lo
s'innalza
Giustiziad͡ʒusˈtit.t͡sja
domandadoˈman.da
,
Reclama
vendettavenˈdet.ta
Giàˈd͡ʒa
l'angiol
didi
morteˈmɔr.te
Fremente
v'incalza
Suppliziosupˈplit.t͡sjo
inauditoi.nawˈdi.to
Entrambienˈtram.bi
viˈvi
aspetta
ˈsi
vil
tradimentotra.diˈmen.to
,
Delittodeˈlit.to
sisi
reoˈrɛ.o
Clemenzakleˈmɛn.t͡sa
nonnon
merta
,
Nonnon
merta
pietàpjeˈta
Nell'ultimo
istanteisˈtan.te
Volgetevi
a
Dioˈdi.o
;
Eiˈe.i
soloˈso.lo
perdonoperˈdo.no
conceder
potràpoˈtra
.
COROˈkɔ.ro
Didi
CORTIGIANIkor.tiˈd͡ʒa.no
Tiˈti
calmaˈkal.ma
rammenta
lele
cureˈku.re
del
soglioˈsɔʎ.ʎo
:
Chiki
regna
,
lolo
saiˈsa.jo
,
nonnon
viveˈvi.ve
perper
.
Tacete
!
Nonnon
regnoˈreɲ.ɲo
,
nonnon
vivoˈvi.vo
Usciteuʃˈʃi.ta
!
Nottingham e Sara partono fra guardie.
Intanto Elisabetta, profondamente assorta, coperta di estremo pallore; i suoi occhi sono di persona atterrita da spaventevole visione
ELISABETTA
COROˈkɔ.ro
Didi
CORTIGIANIkor.tiˈd͡ʒa.no
Reginareˈd͡ʒi.na
!
Tacete
!
Miratemiˈra.to
:
Quelˈkwel
palcoˈpal.ko
didi
sangueˈsan.ɡwe
rosseggia
,
È
tuttoˈtut.to
didi
sangueˈsan.ɡwe
ilil
sertoˈsɛr.to
bagnatobaɲˈɲa.to
...
Unun
orridoˈɔr.ri.do
spettroˈspɛt.tro
percorre
lala
reggiaˈrɛd.d͡ʒa
,
Tenendo
nel
pugnoˈpuɲ.ɲo
ilil
capoˈka.po
troncato
Didi
gemiti
,
e
gridaˈɡri.do
ilil
cieloˈt͡ʃɛ.lo
rimbombarimˈbom.ba
Pallente
del
giornoˈd͡ʒor.no
ilil
raggioˈrad.d͡ʒo
sisi
fe'
Dov'era
ilil
mioˈmi.o
tronoˈtrɔ.no
s'innalza
unaˈu.na
tombaˈtom.ba
Inˈin
quellaˈkwel.la
discendodiʃˈʃen.do
fuˈfu
schiusaˈskju.za
perper
meme
.
CORO DEI LORDS
Tiˈti
calmaˈkal.ma
Reginareˈd͡ʒi.na
!
Dehˈdɛ
!
Chiki
regna
,
lolo
saiˈsa.jo
,
nonnon
viveˈvi.ve
perper
.
ELISABETTA
Partiteparˈti.te
Ioˈi.o
voglioˈvɔʎ.ʎo
Dell'anglica
terraˈtɛr.ra
siaˈsi.a
Giacomoˈd͡ʒa.ko.mo
ilil
Reˈre
.
Dell'Anglia
,
Giacomoˈd͡ʒa.ko.mo
è
ilil
Reˈre
.
Tutti si allontanano; ma giunti sul limitare si rivolgono ancora verso la Regina:
ella è caduta sul sofà, accostandosi alla bocca l'anello di Essex. Intanto si abbassa la tela.
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