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Verdi, Giuseppe · opera

I Vespri Siciliani

I Vespri Siciliani Verdi, Giuseppe · opera
Verdi, Giuseppe

I Vespri Siciliani

Full Libretto
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ATTO PRIMO
SCENA I
Tebaldo e Roberto con parecchi soldati francesi hanno recato una tavola dinanzi la porta della caserma, vi siedono intorno e bevono. Siciliani e Siciliane attraversano la piazza, formano de' gruppi qua e là, guardano biecamente i soldati francesi.
FRANCESI
Alal
cieloˈt͡ʃɛ.lo
nationaˈti.vo
,
Sorriso
didi
Dioˈdi.o
,
Voliam
col
pensier
Tratra
i
cantiˈkan.to
e
i
bicchier
.
Conkon
frondeˈfron.de
d'alloro
,
col
vinoˈvi.no
e
coll'oro
Del
pro'
vincitor
Sisi
premii
ilil
valor
.
a dritta ed a mezza voce
SICILIANI
Conkon
empioˈem.pjo
desiodeˈzi.o
Alal
suoloˈswɔ.lo
nationaˈti.vo
Insultan
gl'iniqui
Frafra
i
cantiˈkan.to
e
i
bicchier
.
Ohˈo
ˈdi
didi
vendettavenˈdet.ta
,
Menˈmen
lentoˈlɛn.to
t'affretta
,
Ridestariˈdes.ta
ilil
valor
Aiˈaj
vintiˈvin.ti
nel
corˈkwɔ.re
alzando il bicchiere
TEBALDO
Evvivaevˈvi.va
,
evvivaevˈvi.va
ilil
grandeˈɡran.de
capitanoka.piˈta.no
!...
ROBERTO
Didi
Franciaˈfran.t͡ʃa
orgoglioorˈɡoʎ.ʎo
e
primoˈpri.mo
perper
valor
!
TEBALDO
Fulmineˈful.mi.ne
inˈin
guerraˈɡwɛr.ra
...
ROBERTO
Maiˈma.i
nonnon
fereˈfɛ.ro
invanoinˈva.no
,
Edˈed
è
de'
suoiˈswɔ.i
l'amor
!
In questo mentre escono dalla caserma Bethune e Vaudemont tenendosi in atto famigliare
VAUDEMONT
Cosìkoˈzi
didi
questeˈkwes.te
muraˈmu.ra
Cheˈke
chiamanoˈkja.ma.no
Palermopaˈlɛr.mo
,
Lolo
disseˈdis.se
ilil
General
!...
mioˈmi.o
duceˈdu.t͡ʃe
,
è
ver
?...
Barcollando alquanto e indirizzandosi a Bethune
VAUDEMONT
Noiˈnoj
siamˈsjam
signorisiɲˈɲo.ri
!
ridendo
BETHUNE
Olà
!
ilil
tuoˈtu.o
pièˈpjɛ
vacilla
!
Soldatosolˈda.to
,
ebbroˈɛb.bro
tuˈtu
seiˈsɛ.i
!
ridendo
ROBERTO
Ebbroˈɛb.bro
sonson
ioˈi.o
...
d'amore
!
Ogniˈoɲ.ɲi
beltàbelˈta
mimi
piaceˈpja.t͡ʃe
!
sempre ridendo
BETHUNE
È
ilil
sicilianosi.t͡ʃiˈlja.no
Gelosod͡ʒeˈlo.zo
,
e
alter
delle
sueˈsu.e
donneˈdɔn.ne
ilil
coreˈkɔ.re
!
ROBERTO
Corˈkwɔ.re
nonnon
v'ha
cheˈke
nonnon
cedaˈt͡ʃɛ.da
sempre barcollando
ROBERTO
D'un
cimiterot͡ʃi.miˈtɛ.ro
allaˈal.la
vistaˈvis.ta
!
Vedrai'
TEBALDO
Maˈma
i
lorˈlor
consortikonˈsɔr.te
?
ROBERTO
Vincitor
generosod͡ʒe.neˈro.zo
M'avran
donnaˈdɔn.na
gentiled͡ʒenˈti.le
e
facil
sposoˈspɔ.zo
CORO DI FRANCESI
Alal
cieloˈt͡ʃɛ.lo
nationaˈti.vo
,
ecc.
CORO DI SICILIANI
Conkon
empioˈem.pjo
desiodeˈzi.o
,
ecc.
SCENA II
La Duchessa Elena, Ninetta, Danieli e detti. Elena vestita a lutto, appoggiandosi al braccio di Ninetta e seguita da Danieli, attraversa la piazza venendo da sinistra e dirigendosi verso il proprio palazzo: ha un libro di preci tra le mani. È salutata con rispetto dai Siciliani, coi quali fami gliarmente si trattiene in colloquio.
VAUDEMONT
Qualˈkwal
s'offre
alal
mioˈmi.o
sguardoˈzɡwar.do
-
del
ciel
vagaˈva.ɡa
stellaˈstel.la
?
a Bethune
VAUDEMONT
Tratra
noiˈnoj
qualˈkwal
sisi
noma
-
ˈsi
raraˈra.ra
beltàbelˈta
?
BETHUNE
A
luttoˈlut.to
vestitavesˈti.to
-
del
prence
sorellasoˈrɛl.la
,
Cuiku.i
troncoˈtron.ko
fuˈfu
ilil
capoˈka.po
-
ostaggioosˈtad.d͡ʒo
quiˈkwi
staˈsta
!
Or
mestaˈmɛs.ta
deploradeˈplɔ.ra
-
l'amato
fratellofraˈtɛl.lo
...
con vivacità
VAUDEMONT
Amicoaˈmi.ko
alloˈal.lo
Svevoˈzvɛ.vo
-
cheˈke
tantoˈtan.to
l'amà
.
Affettoafˈfɛt.to
fatalefaˈta.le
-
cheˈke
ilil
sangueˈsan.ɡwe
scontòskonˈta.re
!
BETHUNE
Quest'oggi
ricorda
quelˈkwel
ˈdi
dolorosodo.loˈro.zo
...
VAUDEMONT
All'ombra
fraternafraˈtɛr.na
-
invoca
riposoriˈpɔ.zo
.
sorridendo
BETHUNE
E
ultriceulˈtri.t͡ʃe
suˈsu
noiˈnoj
-
lala
folgor
del
ciel
!
VAUDEMONT
E
a
drittoˈdrit.to
,
chéˈke
ilil
duceˈdu.t͡ʃe
-
fuˈfu
troppoˈtrɔp.po
crudel
!
BETHUNE
Ahˈa
!
taciˈta.t͡ʃi
:
ada.d‿
unun
soldatosolˈda.to
Mal
s'addicon
tai
dettiˈdet.ti
!...
Bethune saluta rispettosamente Elena e rientra nella caserma con Vaudemont.
SCENA III
Detti, meno Vaudemont e Bethune.
DANIELI
O
ˈdi
fatalefaˈta.le
,
Giornoˈd͡ʒor.no
didi
duolˈdwɔl
,
oveˈo.ve
ilil
nemiconeˈmi.ko
ferroˈfɛr.ro
De'
migliorimiʎˈʎo.re
suoiˈswɔ.i
figliˈfiʎ.ʎi
Ilil
suol
maternomaˈtɛr.no
orbava
!
a parte
ELENA
Mioˈmi.o
fratel
,
Federigofe.deˈri.ɡo
!
o
nobil
almaˈal.ma
!
Fior
cheˈke
rioˈri.o
turbin
svelse
Nel
suoˈsu.o
primier
mattinomatˈti.no
!
Morteˈmɔr.te
,
morteˈmɔr.te
alal
crudel
cheˈke
lala
tuaˈtu.a
vitaˈvi.ta
Troncava
...
E
indifferentein.dif.feˈrɛn.te
a
tantoˈtan.to
eccidioetˈt͡ʃi.djo
Quiˈkwi
stassi
ognunˌoɲˈɲu.no
!...
Dada
meme
vendettavenˈdet.ta
omaioˈmaj
,
O
mioˈmi.o
fratel
,
e
solˈsɔl
dada
meme
tuˈtu
avrai
.
ROBERTO
Assaiasˈsaj
nappiˈnap.pi
vuotammo
:
or
lala
canzonekanˈt͡so.ne
Ciˈt͡ʃi
allegrialˈle.ɡri
...
Ilil
Sicilianosi.t͡ʃiˈlja.no
alzandosi da tavola
ROBERTO
Cantiˈkan.to
lele
nostreˈnɔs.tre
glorieˈɡlɔ.rja
!
TEBALDO
Ilil
pensi
?
ROBERTO
Perper
miaˈmi.o
ˈfe
!
cantoˈkan.to
gentiled͡ʒenˈti.le
completamente ubbriaco
ROBERTO
Frafra
questeˈkwes.te
belleˈbɛl.le
chiki
sciorràˈʃɔʎ.ʎe.re
?
avvicinandosi barcollando ad Elena
ROBERTO
Fior
didi
beltadebelˈta.de
,
a
tete
s'aspetta
!
or
viaˈvi.a
..;
a Danieli
NINETTA
Didi
noiˈnoj
cheˈke
fia
?
ROBERTO
Signorsiɲˈɲor
mimi
fe'
deiˈdej
fortiˈfɔr.te
Ilil
dirittodiˈrit.to
,
e
alal
vincitor
mal
tiˈti
sottraggi
!
Nonnon
piùˈpju
s'indugi
!
olà
!
con isdegno e facendo atto di proteggere Elena
NINETTA
Soldatosolˈda.to
!
e
tantoˈtan.to
arditearˈdi.to
!...
ritenendo Ninetta
ELENA
Taciˈta.t͡ʃi
!
minaccioso ad Elena
ROBERTO
Tuˈtu
canterai
!...
Ovver
..
con calma
ELENA
Uditeuˈdi.to
!...
Roberto e Tebaldo coi Francesi hanno di nuovo occupato il loro posto intorno la tavola: poco a poco il popolo siciliano s'avvicina ad essi, quasi circondandoli durante l'aria seguente
avanzandosi sul limitare della scena
ELENA
Inˈin
altoˈal.to
mareˈma.re
e
battutobatˈtu.to
daiˈda
ventiˈven.ti
,
Vediˈve.di
quelˈkwel
pinoˈpi.no
inˈin
sensen
degliˈdeʎ.ʎi
elementie.leˈmen.to
A
naufragar
giàˈd͡ʒa
pressoˈprɛs.so
?
-
ascoltiasˈkol.to
ilil
piantoˈpjan.to
Del
marinar
pelpel
suoˈsu.o
navilenaˈviʎ.ʎo
infrantoinˈfran.to
?
Dehˈdɛ
!
tuˈtu
calmaˈkal.ma
,
o
Dioˈdi.o
possenteposˈsɛn.te
,
Col
tuoˈtu.o
risoˈri.zo
e
cieloˈt͡ʃɛ.lo
e
marˈma.re
;
Salgaˈsal.ɡa
a
tete
lala
preceˈprɛ.t͡ʃe
ardentearˈdɛn.te
,
Inˈin
tete
fidaˈfi.da
ilil
marinar
!
Iddioidˈdi.o
risponderisˈpon.de
inˈin
suoˈsu.o
volervoˈler
sovranosoˈvra.no
:
A
chiki
fidaˈfi.da
inˈin
sese
stessoˈstes.so
ilil
cieloˈt͡ʃɛ.lo
arridearˈri.de
.
Mortalimorˈta.li
!
ilil
vostroˈvɔs.tro
fatoˈfa.to
è
inˈin
vostraˈvɔs.tro
manoˈma.no
!”.
Coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
suˈsu
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
Del
mareˈma.re
audaciawˈda.t͡ʃi
figliˈfiʎ.ʎi
;
Sisi
sprezzinoˈsprɛt.t͡si.no
i
periglipeˈriʎ.ʎo
;
È
ilil
gemereˈd͡ʒɛ.me.re
viltàvilˈta
!
Alal
ciel
faˈfa
graveˈɡra.ve
offesaofˈfe.za
Chiki
mancaˈman.ka
didi
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
;
Osate
!
e
l'alta
impresaimˈpre.za
Iddioidˈdi.o
proteggeràproˈtɛd.d͡ʒe.re
!
guardando con espressione il popolo che la circonda
ELENA
E
perchéperˈke
solˈsɔl
preciˈprɛ.t͡ʃe
ascoltoasˈkol.to
?
Perchéperˈke
pallidoˈpal.li.do
è
ogniˈoɲ.ɲi
voltoˈvol.to
?
Nel
piùˈpju
forteˈfɔr.te
del
cimentot͡ʃiˈmen.to
Voiˈvo.i
tremate
didi
spaventospaˈvɛn.to
?
Suˈsu
,
suˈsu
,
fortiˈfɔr.te
!
alal
mugghiare
dell'onda
E
agliˈaʎ.ʎi
scrosciˈskrɔʃ.ʃo
del
tuonoˈtwɔ.no
rispondarisˈpon.da
,
Sisi
destiˈdes.ti
ilil
vostroˈvɔs.tro
ardor
,
Invittiinˈvit.to
corˈkwɔ.re
!
Coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
suˈsu
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
ecc
.
a parte e a mezza voce
CORO DI SICILIANI
A
quelˈkwel
dir
-
ogniˈoɲ.ɲi
ardor
Sisi
destòdesˈta.re
-
nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
.
Sospirar
-
è
viltàvilˈta
!
L'onta
riaˈri.o
-
vendichiam
,
Ilil
servirserˈvir
-
disprezziam
,
E
conkon
noiˈnoj
-
Dioˈdi.o
saràsaˈra
.
bevendo senza prestare attenzione a quanto succede intorno ad essi
FRANCESI
Didi
vin
colmiˈkol.mo
i
bicchieribikˈkjɛ.re
Rallegranoralˈle.ɡra.no
ogniˈoɲ.ɲi
coreˈkɔ.re
,
Raddoppiano
ilil
valorevaˈlo.re
;
Beviamo
allaˈal.la
beltàbelˈta
!
ELENA
Santaˈsan.ta
voceˈvo.t͡ʃe
dell'onore
con forza e guardando i Francesi che vêr lei si rivolgono
ELENA
A
queiˈkwe.i
coriˈkɔ.ri
giàˈd͡ʒa
parlòparˈla.re
.
con forza
NINETTA
Coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
suˈsu
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
Del
mareˈma.re
audaciawˈda.t͡ʃi
figliˈfiʎ.ʎi
;
Sisi
sprezzinoˈsprɛt.t͡si.no
i
periglipeˈriʎ.ʎo
,
Iddioidˈdi.o
viˈvi
guideràɡwiˈda.re
!
Sisi
vendichiˈven.di.ki
l'offesa
,
Sisi
spezziˈspɛt.t͡si
ilil
rioˈri.o
servaggio
;
Osate
!
e
l'alta
impresaimˈpre.za
Ilil
ciel
proteggeràproˈtɛd.d͡ʒe.re
!
con forza
SICILIANI
Coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
suˈsu
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
!
Siamoˈsja.mo
del
mareˈma.re
i
figliˈfiʎ.ʎi
:
Sisi
sprezzinoˈsprɛt.t͡si.no
i
periglipeˈriʎ.ʎo
,.
Iddioidˈdi.o
ciˈt͡ʃi
guideràɡwiˈda.re
.
ˈsi
,
vendichiam
l'offesa
,
Spezziamo
ilil
rioˈri.o
servaggio
;
Osiamo
!
e
l'alta
impresaimˈpre.za
Ilil
ciel
proteggeràproˈtɛd.d͡ʒe.re
!
sempre a tavola
CORO DI FRANCESI
Piùˈpju
didi
cotalkoˈta.le
frastuonofrasˈtwɔ.no
,
D'urtati
nappiˈnap.pi
ilil
suonoˈswɔ.no
,
Graditoɡraˈdi.to
a
noiˈnoj
saràsaˈra
!
Col
giocoˈd͡ʒɔ.ko
e
ilil
vin
l'amore
Scaldaˈskal.da
alal
soldatosolˈda.to
ilil
coreˈkɔ.re
,
Didi
ˈse
maggior
lolo
faˈfa
.
ELENA, NINETTA, DANIELI E CORO DI SICILIANI
animandosi mutuamente
CORO DI FRANCESI
Andiamo
!
orsùˌorˈsu
,
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
Sisi
vendichiˈven.di.ki
l'oltraggio
,
L'acciar
risplendarisˈplɛn.da
-
del
prodeˈprɔ.de
inˈin
man
!
Corriam
,
feriam
!
I Siciliani con pugnali sguainati van sopra ai Soldati francesi: un uomo comparisce d'un tratto sulla scalinata del palazzo del governatore: è solo e senza guardie.
arrestandosi spaventati
TUTTI
Egliˈeʎ.ʎi
!
o
ciel
!
ELENA
O
furor
!...
Cheˈke
maiˈma.i
veggio
?
Innanziinˈnan.t͡si
a
luiˈluj
paventa
ognunˌoɲˈɲu.no
...
granˈɡran
Dioˈdi.o
!
Monforte getta uno sguardo con calma sulla turba e fa un gesto imperioso: fugge ognuno lasciando deserta la piazza: non restano in iscena che Monforte, Elena, Ninetta e Danieli.
SCENA IV
Elena, Ninetta, Danieli e Monforte
ELENA
D'ira
fremoˈfrɛ.mo
all'aspetto
tremendotreˈmɛn.do
,
L'alma
miaˈmi.o
raccapriccia
d'orror
O
fratellofraˈtɛl.lo
!
a
tete
pensoˈpɛn.so
gemendo
,
E
vendettavenˈdet.ta
solˈsɔl
spiraˈspi.ra
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
NINETTA
Taceˈta.t͡ʃe
l'ira
all'aspetto
tremendotreˈmɛn.do
,
Ilil
mioˈmi.o
senoˈse.no
s'agghiaccia
d'orror
!
Alal
fratellofraˈtɛl.lo
ellaˈɛl.la
pensa
fremendo
,
E
vendettavenˈdet.ta
giàˈd͡ʒa
spiraˈspi.ra
ilil
suoˈsu.o
corˈkwɔ.re
!
a parte
MONFORTE
D'odio
fremon
compressokomˈprɛs.so
,
tremendotreˈmɛn.do
,
Maˈma
didi
sprezzoˈsprɛt.t͡so
sorridesorˈri.de
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
Fremin
purˈpur
,
maˈma
divorin
tacendo
Lala
vergognaverˈɡoɲ.ɲa
e
l'imbelle
furor
!
SCENA V
Gli stessi Arrigo arrivando dal fondo vede Elena e corre a lei senza scorgere Monforte, che s'arresta all'arrivo di Arrigo ed a lui s'avvicina lentamente.
ARRIGO
O
donnaˈdɔn.na
!
EALENA
O
ciel
!
chiki
veggio
?
Arrigoarˈri.ɡo
!...
e
ilil
crederòkre.deˈrɔ
?...
Tuˈtu
prigionieropri.d͡ʒoˈnjɛ.ro
...
con vivacità
ARRIGO
Ahˈa
!
ˈsi
,
tratra
cariˈka.ri
mieiˈmjɛ.i
,
Del
mioˈmi.o
destinodesˈti.no
incertiinˈt͡ʃɛr.ti
,
inˈin
questoˈkwes.to
locoˈlɔ.ko
Liberoˈli.be.ro
ioˈi.o
stommi
!
NINETTA
Ohˈo
!
cheˈke
di'
tuˈtu
?
ARRIGO
Tremantitreˈman.te
Giudiciˈd͡ʒu.di.t͡ʃi
pronunciâro
equaˈɛ.kwa
sentenzasenˈtɛn.t͡sa
!
ECotanto
osâro
didi
Monforte
inˈin
ontaˈon.ta
!
NINETTA
Gioiaˈd͡ʒɔ.ja
!
e
fia
ver
?
ARRIGO
ˈsi
,
appienoapˈpjɛ.no
assoltoasˈsɔl.to
ioˈi.o
sonoˈso.no
!
E
fuˈfu
meraˈmɛ.ro
giustiziad͡ʒusˈtit.t͡sja
e
nonnon
perdonoperˈdo.no
.
avanzandosi sorridente
MONFORTE
Didi
sconoscente
coreˈkɔ.re
Segnoˈseɲ.ɲo
è
tuoˈtu.o
folleˈfɔl.le
ardir
:
omaggiooˈmad.d͡ʒo
a
luiˈluj
Rendiˈrɛn.di
didi
suaˈsu.a
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
!
ARRIGO
Meglioˈmɛʎ.ʎo
di'
ch'egli
è
lassoˈlas.so
!
alal
ferroˈfɛr.ro
ilil
braccioˈbrat.t͡ʃo
Or
mancaˈman.ka
edˈed
alleˈal.le
faciˈfa.t͡ʃi
,
Sese
nonnon
ilil
coreˈkɔ.re
:
e
a
fineˈfi.ne
Didi
colpir
meglioˈmɛʎ.ʎo
,
sisi
riposariˈpɔ.za
!
con ispavento
ELENA
Ahˈa
taciˈta.t͡ʃi
!
NINETTA
Nonnon
osar
!...
ARRIGO
E
perchéperˈke
?
-
cosìkoˈzi
ilil
recasse
Innanziinˈnan.t͡si
a
meme
fortunaforˈtu.na
E
a
miaˈmi.o
vendettavenˈdet.ta
!
tranquillamente
MONFORTE
Ilil
tuoˈtu.o
timor
rinfranca
:
Or
lolo
vedrai
!
ARRIGO
Dov'è
?
MONFORTE
Quiˈkwi
stassi
!
ARRIGO
Cieloˈt͡ʃɛ.lo
!
ELENA
Ahimèa.iˈmɛ
!
cheˈke
fia
didi
luiˈluj
?
MONFORTE
Ebben
!
nonnon
mimi
rispondi
?
ARRIGO
Ahˈa
!
nolˈnol
poss'io
...
nolˈnol
vediˈve.di
?...
ioˈi.o
nonnon
brandoˈbran.do
!
MONFORTE
Sgombrate
!
ad Elena, Ninetta e Danieli
MONFORTE
e
tuˈtu
quiˈkwi
restaˈrɛs.ta
ad Arrigo
MONFORTE
ioˈi.o
tel
comandokoˈman.do
!
Elena, Ninetta e Danieli entrano nel palazzo a dritta; Arrigo vorrebbe seguirli, ma s'arresta al cenno di Monforte.
SCENA VI
Monforte ed Arrigo.
MONFORTE
Qualˈkwal
è
ilil
tuoˈtu.o
nomeˈno.me
?
ARRIGO
Arrigoarˈri.ɡo
!
MONFORTE
Nonnon
altroˈal.tro
?
ARRIGO
Ilil
mioˈmi.o
rancoreranˈko.re
Tiˈti
è
notoˈnɔ.to
!
alal
mioˈmi.o
nemiconeˈmi.ko
Ciòˈt͡ʃɔ
bastiˈbas.ti
!
MONFORTE
E
ilil
genitored͡ʒe.niˈto.re
?
ARRIGO
Ioˈi.o
genitor
nonnon
hoˈɔ
!
Soˈsɔ
cheˈke
ramingoraˈmin.ɡo
edˈed
esuleˈɛ.zu.le
Traeva
i
giorniˈd͡ʒor.ni
suoiˈswɔ.i
Lungiˈlun.d͡ʒi
dal
tettoˈtet.to
patriaˈpa.trja
,
Lontan
daiˈda
cariˈka.ri
suoiˈswɔ.i
...
MONFORTE
Or
didi
tuaˈtu.a
madreˈma.dre
narrami
!
ARRIGO
Ahˈa
!
nonnon
è
piùˈpju
coleikoˈluj
!
Giàˈd͡ʒa
dieciˈdjɛ.t͡ʃi
luneˈlu.ne
scorseroˈskɔr.se.ro
,
Cheˈke
lassoˈlas.so
!
ioˈi.o
lala
perdei
;
Or
lala
ritroveròri.troˈva.re
!
Mostrando il cielo
MONFORTE
Ioˈi.o
soˈsɔ
cheˈke
priaˈpri.a
didi
perderla
Del
Ducaˈdu.ka
Federigofe.deˈri.ɡo
T'accolse
giàˈd͡ʒa
lala
reggiaˈrɛd.d͡ʒa
...
ARRIGO
ˈsi
,
m'albergò
lala
stanzaˈstan.t͡sa
Didi
quell'eroe
!...
MONFORTE
Fellonefelˈlo.ne
!
ARRIGO
Suˈsu
meme
vegliòveʎˈʎa.re
magnanimomaɲˈɲa.ni.mo
Tratra
lele
guerriereɡwerˈrjɛ.ro
squadreˈskwa.dre
;
I
passiˈpas.si
mieiˈmjɛ.i
sorreggeresorˈrɛd.d͡ʒe.re
Eiˈe.i
purˈpur
degnòdeɲˈɲɔ
qualˈkwal
padreˈpa.dre
;
Gliʎi
altiˈal.ti
d'onore
esempieˈzɛm.pi
Fuˈfu
gloriaˈɡlɔ.rja
miaˈmi.o
seguir
;
Ioˈi.o
perper
luiˈluj
vissiˈvis.so
e
intrepidoinˈtrɛ.pi.do
Perper
luiˈluj
vogl'io
morir
.
Didi
giovaneˈd͡ʒo.va.ne
audaceawˈda.t͡ʃe
Pùnisci
l'ardir
;
Mimi
sentoˈsɛn.to
capacekaˈpa.t͡ʃe
D'odiarti
e
morir
!
Nonnon
curoˈku.ro
ritorte
,
Disprezzodisˈprɛt.t͡so
ilil
dolor
;
Incontroinˈkon.tro
allaˈal.la
morteˈmɔr.te
Vaˈva
lietoˈljɛ.to
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
guardando. Arrigo
MONFORTE
(
Ammiroamˈmi.ro
e
mimi
piaceˈpja.t͡ʃe
Inˈin
luiˈluj
quell'ardir
:
Lolo
credoˈkre.do
capacekaˈpa.t͡ʃe
D'odiarmi
e
morir
!
Nonnon
curaˈku.ra
ritorte
,
Disprezzadisˈprɛt.t͡sa
ilil
dolor
;
Inˈin
facciaˈfat.t͡ʃa
allaˈal.la
morteˈmɔr.te
Nonnon
tremaˈtrɛ.ma
ilil
suoˈsu.o
corˈkwɔ.re
!)
Dovrei
punirti
,
incautoinˈkaw.to
,
Maˈma
scusoˈsku.zo
unun
folleˈfɔl.le
ardirearˈdi.re
!
ARRIGO
Pietadepjeˈta.de
inˈin
tete
?
MONFORTE
ˈsi
!
taccionoˈtat.t͡ʃo.no
Inˈin
almaˈal.ma
grandeˈɡran.de
l'ire
:
E
perper
salvarti
ioˈi.o
voglioˈvɔʎ.ʎo
Offrireofˈfri.re
alal
tuoˈtu.o
valor
Eccelsaetˈt͡ʃɛl.so
metaˈmɛ.ta
,
o
giovaneˈd͡ʒo.va.ne
,
Degnaˈdeɲ.ɲa
d'un
nobil
corˈkwɔ.re
.
Alal
solˈsɔl
pensier
didi
gloriaˈɡlɔ.rja
Fremereˈfrɛ.me.re
inˈin
sensen
tuˈtu
dêi
!
ARRIGO
Lala
gloriaˈɡlɔ.rja
!
-
e
doveˈdo.ve
mercasi
?
MONFORTE
Sottoˈsot.to
i
vessillivesˈsil.li
mieiˈmjɛ.i
!
Vienˈvjɛn
tratra
mieˈmi.e
schiereˈskjɛ.ra
intrepideinˈtrɛ.pi.do
,
T'affida
a'
mioˈmi.o
perdonˈpɛr.don
;
Vieni
,
perper
meme
seiˈsɛ.i
liberoˈli.be.ro
!
ARRIGO
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
!
ˈsi
vil
nonnon
sonson
!
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
:
d'un
audaceawˈda.t͡ʃe
Punisci
l'ardir
:
Mimi
sentoˈsɛn.to
capacekaˈpa.t͡ʃe
D'odiarti
e
morir
!
Disprezzodisˈprɛt.t͡so
ritorte
,
Nonnon
curoˈku.ro
ilil
dolor
:
Incontroinˈkon.tro
allaˈal.la
morteˈmɔr.te
Vaˈva
lietoˈljɛ.to
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
MONPORTE
(
Ammiroamˈmi.ro
e
mimi
piaceˈpja.t͡ʃe
Inˈin
luiˈluj
quell'ardir
:
Sarebbesaˈrɛb.be
capacekaˈpa.t͡ʃe
D'odiarmi
e
morir
!
Nonnon
curaˈku.ra
ritorte
,
Disprezzadisˈprɛt.t͡sa
ilil
dolor
:
Inˈin
facciaˈfat.t͡ʃa
allaˈal.la
morteˈmɔr.te
Staˈsta
saldoˈsal.do
ilil
suoˈsu.o
corˈkwɔ.re
!)
Freddamente
MONPORTE
Adunqueˈdun.kwe
vanne
!
e
immemoreimˈmɛ.mo.re
Lala
miaˈmi.o
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
obblia
!
Maˈma
,
giovinettod͡ʒo.viˈnet.to
,
ascoltami
:
Odiˈɔ.di
unun
consigliokonˈsiʎ.ʎo
inˈin
priaˈpri.a
!
ˈla
vediˈve.di
quell'ostello
!
Indicando il palazzo di Elena
ARRIGO
Ebben
?
MONFORTE
Lala
sogliaˈsɔʎ.ʎa
maiˈma.i
Nonnon
deiˈdej
varcar
didi
quelloˈkwel.lo
.
ARRIGO
E
perchéperˈke
?
MONFORTE
Lolo
saprai
!
Paventa
cheˈke
ilil
tuoˈtu.o
coreˈkɔ.re
in tuono misterioso
MONFORTE
Ardaˈar.da
d'infausto
amoreaˈmo.re
!
con sorpresa
ARRIGO
O
ciel
!
MONFORTE
A
meme
lolo
crediˈkre.di
,
L'amor
tiˈti
perderàˈpɛr.de.re
!
turbato
ARRIGO
Chiki
disseˈdis.se
a
tete
?...
MONFORTE
Tuˈtu
ilil
vediˈve.di
!
Leggoˈlɛɡ.ɡo
nel
tuoˈtu.o
pensieropenˈsjɛ.ro
,
Perper
meme
nonnon
v'ha
misteromisˈtɛ.ro
,
Tuttoˈtut.to
a
meme
notoˈnɔ.to
è
giàˈd͡ʒa
:
Ahˈa
fuggi
!
ioˈi.o
tel
ripeto
!
ARRIGO
E
conkon
qualˈkwal
drittoˈdrit.to
?
MONFORTE
Incautoinˈkaw.to
!
Ilil
dissiˈdis.si
,
ioˈi.o
voglioˈvɔʎ.ʎo
!
vaˈva
!
ARRIGO
Nonnon
curoˈku.ro
ilil
tuoˈtu.o
divietodiˈvjɛ.to
,
Leggeˈled.d͡ʒe
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
nonnon
haˈa
.
MONFORTE
Temerariote.meˈra.rjo
!
qualeˈkwa.le
ardirearˈdi.re
!
Menoˈme.no
altier
t'arrendi
a
meme
!
Nonnon
destarmi
inˈin
sensen
quell'ire
Cheˈke
cadran
suˈsu
voiˈvo.i
,
suˈsu
tete
!
ARRIGO
Sonoˈso.no
liberoˈli.be.ro
,
e
l'ardire
Didi
grand'alma
è
innatoinˈna.to
inˈin
meme
!
L'ira
tuaˈtu.a
mimi
puòˈpwɔ
colpirekolˈpi.re
,
Maˈma
nonnon
tremoˈtrɛ.mo
innanziinˈnan.t͡si
a
tete
!
MONFORTE
Frenoˈfre.no
alal
tuoˈtu.o
folleˈfɔl.le
ardirearˈdi.re
!
E
quellaˈkwel.la
sogliaˈsɔʎ.ʎa
nonnon
varcar
giammaid͡ʒamˈma.i
!
Ioˈi.o
tel
comandokoˈman.do
!
ARRIGO
Tuˈtu
?
MONFORTE
SIsi
!
l'odio
mioˈmi.o
Fuˈfu
ognor
mortalemorˈta.le
...
ARRIGO
E
pureˈpu.re
ioˈi.o
lolo
disprezzodisˈprɛt.t͡so
!
MONFORTE
E
morteˈmɔr.te
avrai
!
ARRIGO
Perper
leiˈlɛ.i
disfido
ioˈi.o
morteˈmɔr.te
!
Sale i gradini del palazzo di Elena: batte: la porta si apre: Arrigo vi entra. Monforte lo guarda con commozione, ma senza sdegno.
Cade il sipario.
ATTO SECONDO
SCENA I
Una ridente valle presso Palermo. A dritta colline fiorite e sparse di cedri e d'aranci, a sinistra la Cappella di Santa Rosalia, in fondo il mare. Due uomini arrivano in una scialuppa e guadagnano la riva; il pescatore che la conduce si allontana.
solo
PROCIDA
O
patriaˈpa.trja
,
o
caraˈka.ra
patriaˈpa.trja
,
alfin
tiˈti
veggo
!
L'esule
tiˈti
saluta
Dopoˈdo.po
ˈsi
lungaˈlun.ɡa
assenzaasˈsɛn.t͡sa
;
Ilil
tuoˈtu.o
fiorentefjoˈrɛn.te
suoloˈswɔ.lo
Bacioˈba.t͡ʃo
,
e
ripien
d'amore
Reco
ilil
mioˈmi.o
votoˈvo.to
a
tete
,
col
braccioˈbrat.t͡ʃo
e
ilil
coreˈkɔ.re
!
O
tuˈtu
,
Palermopaˈlɛr.mo
,
terraˈtɛr.ra
adorataa.doˈra.to
,
De'
mieiˈmjɛ.i
verdiˈver.di
anniˈan.ni
-
risoˈri.zo
d'amor
,
Alzaˈal.t͡sa
lala
fronteˈfron.te
tantoˈtan.to
oltraggiata
,
Ilil
tuoˈtu.o
ripiglia
-
primier
splendor
!
Chiesiˈkjɛ.zi
aita
a
stranierestraˈnjɛ.ro
nazioninatˈt͡sjo.ne
,
Ramingai
perper
castella
e
cittàt͡ʃitˈta
:
Maˈma
,
insensibiliin.senˈsi.bi.le
aiˈaj
fervidiˈfɛr.vi.di
sproniˈspro.ni
,
Rispondeano
conkon
vanaˈva.na
pietàpjeˈta
!
-
Sicilianisi.t͡ʃiˈlja.no
!
ov'è
ilil
priscoˈpris.ko
valor
?
Suˈsu
,
sorgete
a
vittoriavitˈtɔ.rja
,
all'onor
!
Manfredo e parecchi compagni di Procida approdano colle barche e discendono dalla collina a diritta, e gli fan cerchio
PROCIDA
Aiˈaj
nostriˈnɔs.tri
fidiˈfi.di
nunzioˈnun.t͡sjo
Volaˈvo.la
didi
miaˈmi.o
venutaveˈnu.to
,
E
della
spemeˈspɛ.me
cheˈke
inˈin
lorˈlor
corˈkwɔ.re
ripongoriˈpon.ɡo
.
Tuˈtu
vaˈva
inˈin
tracciaˈtrat.t͡ʃa
d'Arrigo
:
e
luiˈluj
previeni
ad un altro
PROCIDA
E
lala
Duchessaduˈkes.sa
ancoraanˈko.ra
,
Cheˈke
quiˈkwi
entrambienˈtram.bi
lili
attendo
e
tratra
brev'ora
!
I due partono, gli altri si fanno intorno a Procida
PROCIDA
Nell'ombra
e
nel
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
Piùˈpju
certaˈt͡ʃɛr.to
è
lala
vendettavenˈdet.ta
;
Nonnon
temeˈte.me
e
nonnon
l'aspetta
Ilil
barbaroˈbar.ba.ro
oppressor
.
Santoˈsan.to
amor
;
cheˈke
inˈin
meme
favelli
,
Parlaˈpar.la
alal
corˈkwɔ.re
de'
mieiˈmjɛ.i
fratellifraˈtɛl.li
;
Giuntoˈd͡ʒun.to
è
ilil
finfin
didi
tantoˈtan.to
duoloˈdwɔ.lo
,
Lala
grand'ora
alfin
suonòswoˈna.re
!
Salvoˈsal.vo
siaˈsi.a
l'amato
suoloˈswɔ.lo
,
Poiˈpɔj
contentokonˈtɛn.to
ioˈi.o
moriròmo.riˈrɔ
!
a mezza voce
CORO
Nell'ombra
e
nel
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
Piùˈpju
certaˈt͡ʃɛr.to
è
lala
vendettavenˈdet.ta
;
Nonnon
temeˈte.me
e
nonnon
l'aspetta
Ilil
barbaroˈbar.ba.ro
oppressor
.
PROCIDA
Partiteparˈti.te
-
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
,
Prudenzapruˈdɛn.t͡sa
edˈed
ardir
!
CORO
Partiamo
-
silenziosiˈlɛn.t͡sjo
,
Prudenzapruˈdɛn.t͡sa
edˈed
ardir
!
partono
PROCIDA
Alfin
,
dilettidiˈlɛt.to
amiciaˈmi.t͡ʃi
,
scorgendo Elena ed Arrigo
PROCIDA
Ioˈi.o
viˈvi
riveggo
!
SCENA II
Procida, Elena ed Arrigo venendo dalla chiesetta a sinistra.
andando loro incontro
PROCIDA
Voiˈvo.i
,
Duchessaduˈkes.sa
!...
Arrigoarˈri.ɡo
!...
ELENA
È
luiˈluj
!
ARRIGO
Procidaˈprɔ.t͡ʃi.da
!...
amicoaˈmi.ko
!...
PROCIDA
Ilil
vostroˈvɔs.tro
servoˈsɛr.vo
!...
ELENA
Nostraˈnɔs.tra
solaˈso.la
speranzaspeˈran.t͡sa
!
PROCIDA
Bisanziobiˈzan.t͡sjo
e
Spagnaˈspaɲ.ɲa
scorsiˈskɔr.si
,
Chiedendo
ovunqueoˈvun.kwe
aita
!
ELENA
Didi
Pietroˈpjɛ.tro
d'Aragona
è
nostroˈnɔs.tro
ilil
votoˈvo.to
?
con ansietà
ARRIGO
Essoˈes.so
è
perper
noiˈnoj
?
ELENA
Cheˈke
tiˈti
promise
?
PROCIDA
Nullaˈnul.la
Ancoraanˈko.ra
;
perchéperˈke
inˈin
nostroˈnɔs.tro
Favor
lala
spadaˈspa.da
egliˈeʎ.ʎi
disnudi
alfinealˈfi.ne
,
Vuoleˈvwɔ.le
cheˈke
insorga
lala
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
interainˈtɛ.ro
!
A
tal
prezzoˈprɛt.t͡so
è
perper
noiˈnoj
.
-
E
lala
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
E
prontaˈpron.to
?
dite
:
cheˈke
sperate
omaioˈmaj
?
ARRIGO
Nullaˈnul.la
!
sommessosomˈmes.so
ilil
coreˈkɔ.re
,
Impazienteim.patˈt͡sjɛn.te
fremeˈfrɛ.me
,
Maˈma
incertainˈt͡ʃɛr.ta
e
lentaˈlɛn.to
,
o
tuttoˈtut.to
o
nullaˈnul.la
temeˈte.me
PROCIDA
S'infiammi
ilil
suoˈsu.o
disdegnodizˈdeɲ.ɲo
E
strettiˈstret.to
e
insiem
concordikonˈkɔr.de
Opriam
!
ARRIGO
Giàˈd͡ʒa
lolo
tentai
!
scarsoˈskar.so
didi
forzeˈfɔr.t͡se
Ancoraanˈko.ra
,
ilil
popolˈpɔ.pol
dubbiaˈdub.bja
!
PROCIDA
Ebben
,
dovremo
Suoˈsu.o
malgradomalˈɡra.do
tentaretenˈta.re
Unun
colpoˈkol.po
audaceawˈda.t͡ʃe
,
estremoesˈtrɛ.mo
!
E
sorgaˈsor.ɡa
ilil
giornoˈd͡ʒor.no
alfinealˈfi.ne
Cheˈke
didi
novellinoˈvɛl.lo
oltraggiolˈtrad.d͡ʒo
Lolo
colmiˈkol.mo
ilil
feroˈfɛ.ro
Francoˈfran.ko
,
Ond'ei
sisi
destiˈdes.ti
e
s'armi
lala
suaˈsu.a
manoˈma.no
!
pensando
ARRIGO
Puòˈpwɔ
sorgereˈsor.d͡ʒe.re
unun
tal
giornoˈd͡ʒor.no
...
ELENA
Lele
fidanzatefi.danˈt͡sa.to
coppieˈkɔp.pje
;
Cheˈke
a
pièˈpjɛ
dell'ara
conkon
solennesoˈlɛn.ne
ritoˈri.to
Lala
cittadet͡ʃitˈta.de
congiungekonˈd͡ʒun.d͡ʒe
,
Pretestopreˈtɛs.to
fianˈfi.an
!...
ARRIGO
Popoloˈpɔ.po.lo
foltoˈfol.to
accorreakˈkɔr.re
...
PROCIDA
E
faˈfa
lieviˈljɛ.vi
i
periglipeˈriʎ.ʎo
!
E
forteˈfɔr.te
inˈin
massaˈmas.sa
:
ilil
popolarepo.poˈla.re
ardorearˈdo.re
,
Purˈpur
dada
scarsaˈskar.so
scintillaʃinˈtil.la
accesoatˈt͡ʃe.zo
,
inˈin
breveˈbrɛ.ve
Divampa
!
All'opra
!
altoˈal.to
è
ilil
disegnodiˈzeɲ.ɲo
edˈed
altoˈal.to
Ioˈi.o
chiedoˈkjɛ.do
unun
corˈkwɔ.re
cheˈke
ilil
mioˈmi.o
desir
coroni
,
Edˈed
unun
braccioˈbrat.t͡ʃo
!
ARRIGO
Maˈma
qualeˈkwa.le
?
PROCIDA
Ilil
tuoˈtu.o
!
ARRIGO
Disponidisˈpo.ni
!
Procida parte a diritta
SCENA III
Arrigo ed Elena.
ad Arrigo dopo un istante di silenzio
ELENA
Qualeˈkwa.le
,
o
prodeˈprɔ.de
alal
tuoˈtu.o
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
,
Potròpoˈtrɔ
rendereˈrɛn.de.re
mercémerˈt͡ʃe
?
ARRIGO
Ilil
mioˈmi.o
premioˈprɛ.mjo
è
nell'omaggio
Cheˈke
depongodeˈpon.ɡo
alal
vostroˈvɔs.tro
pièˈpjɛ
!
ELENA
Del
tirannotiˈran.no
minacciosomi.natˈt͡ʃo.zo
L'ira
inˈin
tete
nullaˈnul.la
potépoˈte.re
?
ARRIGO
Conkon
luiˈluj
tuttoˈtut.to
...
ioˈi.o
ˈsi
...
tutt'oso
,
E
solˈsɔl
tremoˈtrɛ.mo
innanziinˈnan.t͡si
a
tete
!
Dada
lele
tueˈtu.o
luciˈlu.t͡ʃi
angelicheanˈd͡ʒɛ.li.ke
Scendaˈʃen.da
didi
spemeˈspɛ.me
unun
raggioˈrad.d͡ʒo
,
E
ribollir
quest'anima
Puòˈpwɔ
didi
novel
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
.
O
donnaˈdɔn.na
,
t'amo
!
Ahˈa
sappiloˈsap.pi.lo
,
ne
voglioˈvɔʎ.ʎo
altraˈal.tra
mercémerˈt͡ʃe
,
Cheˈke
ilil
dirittodiˈrit.to
didi
combatterekomˈbat.te.re
E
didi
morir
perper
tete
.
ELENA
Pressoˈprɛs.so
allaˈal.la
tombaˈtom.ba
ch'apresi
,
Inˈin
predaˈprɛ.da
alal
mioˈmi.o
tormentotorˈmen.to
,
Nonnon
soˈsɔ
frenarefreˈna.re
ilil
palpitoˈpal.pi.to
,
Cheˈke
nel
mioˈmi.o
pettoˈpɛt.to
ioˈi.o
sentoˈsɛn.to
!
Tuˈtu
dall'eccelse
sfereˈsfɛ.ra
,
Cheˈke
vediˈve.di
ilil
mioˈmi.o
dolor
,
Fratellofraˈtɛl.lo
,
dehˈdɛ
!
perdonamiperˈdo.na.mi
S'apro
agliˈaʎ.ʎi
affettiafˈfɛt.ti
ilil
corˈkwɔ.re
!
ARRIGO
Ioˈi.o
benˈbɛn
intesiinˈte.zi
!
tuˈtu
nonnon
mimi
disprezzidisˈprɛt.t͡so
!
L'ardito
votoˈvo.to
del
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
perdoniperˈdo.ni
?
Tuˈtu
d'un
soldatosolˈda.to
umileˈu.mi.le
Nonnon
isdegni
lala
fedeˈfe.de
E
l'oscura
miseriamiˈzɛ.rja
?
ELENA
Ilil
mioˈmi.o
fratel
dehˈdɛ
!
vendicaˈven.di.ka
,
E
tuˈtu
saraisaˈraj
perper
meme
Piùˈpju
nobileˈnɔ.bi.le
d'un
reˈre
!
ARRIGO
Suˈsu
questaˈkwes.ta
terraˈtɛr.ra
miseroˈmi.ze.ro
,
Soloˈso.lo
e
desertodeˈzɛr.to
stoˈstɔ
!
ELENA
Ilil
mioˈmi.o
fratellofraˈtɛl.lo
vendicaˈven.di.ka
,
Arrigoarˈri.ɡo
,
e
tuaˈtu.a
saròsaˈrɔ
!
ARRIGO
ˈsi
,
lolo
vendicheròven.diˈka.re
!
ELENA
Lolo
giuriˈd͡ʒu.ri
?
ARRIGO
Ilil
giuroˈd͡ʒu.ro
!
O
donnaˈdɔn.na
,
ioˈi.o
tel
prometto
:
Lolo
giuroˈd͡ʒu.ro
sull'onor
!
ELENA
Ilil
giuramentod͡ʒu.raˈmen.to
accettoatˈt͡ʃɛt.to
:
Riposoriˈpɔ.zo
sul
tuoˈtu.o
corˈkwɔ.re
!
SCENA IV
Elena, Arrigo, Bethune con seguito di parecchi Soldati.
ad Arrigo presentandogli una lettera
BETHUNE
Cavalier
,
questoˈkwes.to
foglioˈfɔʎ.ʎo
Ilil
vicerévi.t͡ʃeˈre
v'invia
!
leggendo con istupore
ARRIGO
Unun
invitoinˈvi.to
allaˈal.la
danzaˈdan.t͡sa
!
BETHUNE
Egliˈeʎ.ʎi
viˈvi
rendeˈrɛn.de
affè
!
ARRIGO
Ch'io
nonnon
accettoatˈt͡ʃɛt.to
.
BETHUNE
ˈsi
granˈɡran
favor
,
signoresiɲˈɲo.re
,
Delittodeˈlit.to
è
ricusar
.
ARRIGO
Purˈpur
lolo
ricusoriˈku.zo
.
con alterigia
BETHUNE
Edˈed
inˈin
suoˈsu.o
nomeˈno.me
alloraalˈlo.ra
ioˈi.o
velˈvel
comandokoˈman.do
.
Viaˈvi.a
!
ciˈt͡ʃi
seguiteseˈɡwi.to
,
e
tostoˈtɔs.to
!
sguainando la spada
ARRIGO
Ahˈa
!
noˈnɔ
:
l'oltraggio
Nonnon
soffriròsofˈfri.re
.
facendo un gesto ai Soldati che assalgono Arrigo e lo disarmano
BETHUNE
Soldatisolˈda.ti
!...
a Bethune
ELENA
Cheˈke
festeˈfɛs.te
,
o
ciel
!
Le mostra Arrigo che i Soldati trascinan via quindi s'allontana
BETHUNE
Compìtokomˈpi.re
hoˈɔ
ilil
mioˈmi.o
messaggiomesˈsad.d͡ʒo
SCENA V
Elena, poi Procida.
ELENA
Accoppiareak.kopˈpja.re
ilil
dileggio
A
tantoˈtan.to
insultoinˈsul.to
è
infameinˈfa.me
!
entrando in fretta ed accorgendosi del suo turbamento
PROCIDA
ˈsi
turbataturˈba.to
?
ELENA
Lolo
trascinan
!...
All'empia
reggiaˈrɛd.d͡ʒa
con dolore
PROCIDA
Ahimèa.iˈmɛ
!
novellonoˈvɛl.lo
inciampoinˈt͡ʃam.po
Alal
prontoˈpron.to
oprar
!
Inˈin
luiˈluj
,
Nel
valentevaˈlɛn.te
suoˈsu.o
corˈkwɔ.re
fidammo
:
or
certoˈt͡ʃɛr.to
Egliˈeʎ.ʎi
è
perdutoperˈdu.to
!
con risolutezza
ELENA
Ahˈa
!
noˈnɔ
:
liberoˈli.be.ro
eiˈe.i
fia
.
L'onore
ilil
vuolvwɔl
!
PROCIDA
Silenziosiˈlɛn.t͡sjo
!
Tuttoˈtut.to
ilil
popoloˈpɔ.po.lo
giàˈd͡ʒa
muoveˈmwɔ.ve
e
quiˈkwi
s'avvia
.
SCENA VI
Elena, Procida, Giovani d'ambo i sessi discendono dalle colline in abiti festivi al seguito delle dodici fidanzate. Ninetta è fra queste. D'altra parte s'avanza Danieli alla testa degli sposi Manfredo ed alcuni amici di Procida a lui s'avvicinano. Ninetta e Danieli piegano il ginocchio davanti a Elena, chiedendole la benedizione. Qui hanno principio le danze, che vengono interrotte da Roberto e da Tebaldo che arrivano attraversando la scena alla testa di numerosi soldati francesi. Roberto accenna ai danzatori di continuare ed ordina ai soldati di rompere le fila e di riposarsi. Questi prendono parte alle danze, che si fanno più vive e più animate. Roberto, situato alla sinistra dello spettatore, vicino a Procida, contempla questo spettacolo con una curiosa emozione,.il dialogo seguente ha luogo durante la tarantella.
ROBERTO
Lele
vagheˈva.ɡo
Sposeˈspɔ.za
affè
!
sonson
purˈpur
gentilid͡ʒenˈti.le
!
a Roberto guardando le danzatrici
PROCIDA
Edˈed
a
voiˈvo.i
careˈka.re
!
ROBERTO
Assaiasˈsaj
!
sorridendo
PROCIDA
Lessiˈles.si
nel
pensier
vostroˈvɔs.tro
!
ROBERTO
E
chiki
seiˈsɛ.i
tuˈtu
?
PROCIDA
Vostroˈvɔs.tro
amicoaˈmi.ko
sincerosinˈt͡ʃɛ.ro
.
TEBALDO
Cittadin
!
benˈbɛn
t'apponi
!
: riguardando le Spose
ROBERTO
Miraˈmi.ra
-
sonson
purˈpur
grazioseɡratˈt͡sjo.zo
!
TEBALDO
Qualiˈkwa.li
beltàbelˈta
divinediˈvi.no
!...
ROBERTO
Festosefesˈto.zo
a
nozzeˈnɔt.t͡se
van
!
alzando le spalle
PROCIDA
Cheˈke
importaimˈpɔr.ta
?
TEBALDO
E
i
loroˈlo.ro
sposiˈspɔ.zo
?
a mezza voce e con intenzione marcata
PROCIDA
Eh
!
baieˈba.je
!...
vincitorivin.t͡ʃiˈto.re
...
ROBERTO
Ebben
?
a mezza voce
PROCIDA
Tuttoˈtut.to
è
concessokonˈt͡ʃɛs.so
!
TEBALDO
Rammenti
tuˈtu
quelˈkwel
quadroˈkwa.dro
...
ROBERTO
Unun
quadroˈkwa.dro
!
Ahˈa
ilil
rattoˈrat.to
Delle
donneˈdɔn.ne
Sabine
!...
PROCIDA
Eran
Romaniroˈma.ni
!
in tono allegro
ROBERTO
Nonnon
cedeˈt͡ʃɛ.de
alal
mondoˈmon.do
interoinˈtɛ.ro
Inˈin
battagliabatˈtaʎ.ʎa
e
inˈin
amor
Francoˈfran.ko
guerrieroɡwerˈrjɛ.ro
!
La danza va sempre più animandosi. Roberto e Tebaldo vanno a riunirsi ai loro compagni. Questi raddoppiano le loro galanti premure presso le giovani Siciliane. Ad un tratto e ad un segnale di Roberto ciascuno di essi rapisce la propria ballerina. Soldati che non ballavano, trascinano seco le altre giovani donzelle. Roberto si è impadronito di Ninetta, Danieli ed i giovani si muovono per riprendere le loro donne: ma i Soldati mettono mano alle spade. Danieli ed i suoi compagni retrocedono spaventati e tremanti. Manfredo porta la propria mano all'elsa della spada, ma Procida lo arresta e gli fa segno di vegliare con lui alla difesa di Elena, che è collocata fra loro all'estrema diritta del teatro.
ROBERTO
Evvivaevˈvi.va
lala
guerraˈɡwɛr.ra
,
Evvivaevˈvi.va
l'amor
!
Perper
noiˈnoj
dallaˈdal.la
terraˈtɛr.ra
Banditobanˈdi.to
è
ilil
dolor
.
alle donne
ROBERTO
Or
giàˈd͡ʒa
tuˈtu
seiˈsɛ.i
miaˈmi.o
:
E
vanoˈva.no
ilil
rigor
;
Sarebbesaˈrɛb.be
folliafolˈli.a
Sottrarti
alal
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
d'ambo i sessi
SICILIANI
Suˈsu
inermiiˈnɛr.me
tuˈtu
stendiˈstɛn.di
,
Suˈsu
donneˈdɔn.ne
l'imper
!
L'azione
cheˈke
imprendiimˈprɛn.di
Infamainˈfa.ma
unun
guerrier
!
È
feroˈfɛ.ro
,
spietatospjeˈta.to
Chiki
irrideirˈri.de
alal
dolor
;
È
unun
vileˈvi.le
esecrato
Chiki
insultainˈsul.ta
all'onor
!
a Ninetta che tenta sfuggirgli
ROBERTO
Calmati
,
gentil
brunaˈbru.na
!
NINETTA
Ahˈa
!
mimi
lasciaˈlaʃ.ʃa
!
ROBERTO
Ilil
timor
discacciadisˈkat.t͡ʃa
ormaiorˈma.i
:
Ilil
tuoˈtu.o
guerrier
prestoˈprɛs.to
adorar
saprai
!
A dritta parecchi soldati si sono avvicinati ad Elena. Procida e Manfredo hanno messo mano alla spada per difenderla: la zuffa sta per accendersi
Ai soldati loro additando Elena e Procida
ROBERTO
Sisi
rispettirisˈpɛt.to
costeikosˈtɛ.i
!
A
luiˈluj
sisi
serbiˈsɛr.bo
,
amiciaˈmi.t͡ʃi
,
Cheˈke
consiglikonˈsiʎ.ʎo
ciˈt͡ʃi
dié
tantoˈtan.to
felicifeˈli.t͡ʃe
.
I Soldati si ritirano, ed il Coro riprende con maggior forza
ROBERTO
Evvivaevˈvi.va
lala
guerraˈɡwɛr.ra
Evvivaevˈvi.va
l'amor
!
Perper
noiˈnoj
dallaˈdal.la
terraˈtɛr.ra
Banditobanˈdi.to
è
ilil
dolor
.
alle donne
ROBERTO
Or
giàˈd͡ʒa
tuˈtu
seiˈsɛ.i
miaˈmi.o
;
È
vanoˈva.no
ilil
rigor
;
Sarebbesaˈrɛb.be
folliafolˈli.a
Sottrarti
alal
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
SICILIANI
Suˈsu
inermiiˈnɛr.me
tuˈtu
stendiˈstɛn.di
,
Suˈsu
donneˈdɔn.ne
l'imper
!
L'azione
cheˈke
imprendiimˈprɛn.di
Infamainˈfa.ma
unun
guerrier
!
È
feroˈfɛ.ro
,
spietatospjeˈta.to
Chiki
irrideirˈri.de
alal
dolor
;
È
unun
vileˈvi.le
esecrato
Chiki
insultainˈsul.ta
all'onor
!
I Soldati si ritirano conducendo seco loro le donne
SCENA VII
Procida, Elena, Manfredo, Danieli, Siciliani e fidanzati. Al tumulto succede il silenzio e l'avvilimento. Danieli e tutti i Siciliani collocati in cerchio nel mezzo del teatro cantano a voce bassa il Coro seguente, nel mentre che Procida, Elena e Manfredo osservano in silenzio e accompagnano i sentimenti che successivamente agitano i Siciliani.
CORO
Ilil
rossor
-
mimi
copri
-
ilil
terror
-
hoˈɔ
nel
sensen
-
Zittoˈd͡zit.to
ancoranˈkor
!
-
l'onta
riaˈri.o
-
divorar
-mimi
convien
-
Purˈpur
mimi
parpar
-
sentir
giàˈd͡ʒa
-
ribollir
-
nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
-
D'un
lion
-
cheˈke
piagòpjaˈɡa.re
-
ferreoˈfɛr.re.o
stral
-
ilil
furor
.
-
ai fidanzati mostrando Procida
ELENA
Perper
luiˈluj
nonnon
ebbiˈɛb.bi
oltraggioolˈtrad.d͡ʒo
!
PROCIDA
Rispettorisˈpɛt.to
inˈin
lorˈlor
parlòparˈla.re
!
CORO
È
ver
!
come sopra
ELENA
Onoreoˈno.re
alal
suoˈsu.o
coraggiokoˈrad.d͡ʒo
!
PROCIDA
I
viliˈvi.li
ognunˌoɲˈɲu.no
sprezzòspretˈt͡sa.re
!
CORO
È
ver
!
a Danieli
ELENA
Tuˈtu
almaˈal.ma
timorosati.moˈro.zo
...
PROCIDA
E
colmaˈkol.mo
didi
terror
...
ELENA
Lasci
rapir
lala
sposaˈspɔ.za
...
guardando Danieli e gli altri con disprezzo
PROCIDA
ne
uccidi
ilil
rapitor
!
Frenar
sisi
ponnoˈpɔn.no
...
e
timidiˈti.mi.do
Serbar
l'oltraggio
inˈin
corˈkwɔ.re
?...
ELENA
Mentreˈmen.tre
col
rattoˈrat.to
insultano
Lorˈlor
donneˈdɔn.ne
i
vincitor
?
crescendo fino all'ultimo grado di furore
SICILIANI
Troppoˈtrɔp.po
giàˈd͡ʒa
-
favellòfa.velˈla.re
ilil
dolor
nel
mioˈmi.o
sensen
.
Benˈbɛn
è
ver
!
-
l'onta
riaˈri.o
-
vendicar
-
or
convien
!
Tacciaˈtat.t͡ʃa
ormaiorˈma.i
-
lala
viltàvilˈta
!
-
Sentoˈsɛn.to
giàˈd͡ʒa
nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
-
D'un
lion
-
piùˈpju
fatal
-
ribollir
-
ilil
furor
.
-
MANFREDO
Troppoˈtrɔp.po
giàˈd͡ʒa
-
favellòfa.velˈla.re
-
ilil
dolor
-
nel
lorˈlor
sensen
-
L'onta
riaˈri.o
-
cheˈke
patîr
-
vendicar
-
or
convien
!
Tacciaˈtat.t͡ʃa
ormaiorˈma.i
lala
viltàvilˈta
-
Giàˈd͡ʒa
potépoˈte.re
-nel
lorˈlor
corˈkwɔ.re
-
D'un
lion
-
piùˈpju
fatal
-
ribollir
-
ilil
furor
!
SCENA VIII
In mezzo alle grida tumultuose che s'innalzano, una musica graziosa ed allegra si fa sentire. I Siciliani corrono sulla sponda del mare e veggono avanzarsi una barca splendidamente adorna che costeggia la riva. Vaudemont, Ufficiali francesi, nobili Dame francesi e siciliane elegantemente abbigliate, siedono in essa. I battellieri indossano ricche livree. Dame adagiate su molli cuscini, alcune tengono alle mani chitarre, altre piglian rinfreschi, ecc.
CORO
Del
piacer
s'avanza
l'ora
!
Colleˈkɔl.le
Grazieˈɡrat.t͡sje
del
tuoˈtu.o
cieloˈt͡ʃɛ.lo
,
Dioˈdi.o
d'amor
,
dehˈdɛ
!
scendiˈʃen.di
ancoraanˈko.ra
A
farfar
lietiˈljɛ.ti
i
nostriˈnɔs.tri
ˈdi
!
Gaiaˈɡa.ja
inˈin
visoˈvi.zo
e
senzaˈsɛn.t͡sa
veloˈve.lo
,
Qua'
lala
vagaˈva.ɡa
Citerea
,
Vieni
a
meme
,
veraceveˈra.t͡ʃe
deaˈdɛ.a
,
Frescoˈfres.ko
è
ilil
ventoˈvɛn.to
e
imbruna
ilil
ˈdi
!
PROCIDA
Portati
inˈin
sensen
didi
cosìkoˈzi
riccaˈrik.ka
proraˈprɔ.ra
,
Oveˈo.ve
sisi
recan
?
ELENA
Allaˈal.la
reggiaˈrɛd.d͡ʒa
,
a
festaˈfɛs.ta
!
PROCIDA
Ciˈt͡ʃi
adduca
lala
vendettavenˈdet.ta
Sull'orme
loroˈlo.ro
!
ELENA
E
comeˈko.me
?
PROCIDA
Sottoˈsot.to
larvaˈlar.va
fedelefeˈde.le
Ignotoiɲˈɲɔ.to
ioˈi.o
mimi
terròterˈrɔ
:
qualˈkwal
folgor
rattoˈrat.to
Piomberòpjomˈba.re
sul
tirannotiˈran.no
,
Tratra
lele
festosefesˈto.zo
gentiˈd͡ʒɛn.ti
,
Cheˈke
votoˈvo.to
alal
mioˈmi.o
furorefuˈro.re
!
a mezza voce e tremante
DANIELI
E
spadeˈspa.de
avran
!
a mezza voce
PROCIDA
E
noiˈnoj
pugnalipuɲˈɲa.li
e
coreˈkɔ.re
!
allegro e brillante sulla barca
CORO
Del
piacer
s'avanza
l'ora
!
Colleˈkɔl.le
Grazieˈɡrat.t͡sje
dal
tuoˈtu.o
cieloˈt͡ʃɛ.lo
,
Dioˈdi.o
d'amor
,
dehˈdɛ
!
scendiˈʃen.di
ancoraanˈko.ra
A
farfar
lietiˈljɛ.ti
i
nostriˈnɔs.tri
ˈdi
!
Gaiaˈɡa.ja
inˈin
visoˈvi.zo
e
senzaˈsɛn.t͡sa
veloˈve.lo
,
Qualˈkwal
lala
vagaˈva.ɡa
Citerea
,
Vieni
a
meme
,
veraceveˈra.t͡ʃe
Deaˈdɛ.a
,
Frescoˈfres.ko
è
ilil
ventoˈvɛn.to
e
imbruna
ilil
ˈdi
!
a voce bassa
SICILIANI
Troppoˈtrɔp.po
ormaiorˈma.i
-
favellòfa.velˈla.re
-
ilil
dolor
-nel
mioˈmi.o
sensen
!
-
Suˈsu
corriam
!
-
l'onta
riaˈri.o
-
vendicar
-ciˈt͡ʃi
convien
-
Agliˈaʎ.ʎi
acciar
-
vaˈva
lala
man
;
-
sentoˈsɛn.to
giàˈd͡ʒa
-nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
-
.
D'un
lion
-
piùˈpju
fatal
-
ribollir
-
ilil
furor
.
-
PROCiDAˈprɔ.t͡ʃi.da
,
ELENAˈɛ.le.na
,
MANFREDO
Troppoˈtrɔp.po
ormaiorˈma.i
-
favellòfa.velˈla.re
-
ilil
dolor
-
nel
lorˈlor
sensen
!
-
L'onta
riaˈri.o
-
cheˈke
patir
-
vendicar
-
or
convien
-
Agliˈaʎ.ʎi
acciar
-
corron
giàˈd͡ʒa
;
-
potépoˈte.re
omaioˈmaj
-
nel
lorˈlor
corˈkwɔ.re
-
D'un
lion
-
piùˈpju
fatal
-
ribollir
-
ilil
furor
.
-
La barca continua la sua marcia, mentre Procida, Elena, Manfredo, Danieli e i Siciliani stanno in gruppi a sinistra del teatro.
Cala la tela.
ATTO TERZO
SCENA I
Gabinetto nel palazzo di Monforte.
Monforte
seduto ad un tavolo
MONFORTE
ˈsi
,
m'abborriva
edˈed
a
ragion
!
cotantokoˈtan.to
Vêr
leiˈlɛ.i
fuiˈfu.i
reoˈrɛ.o
,
cheˈke
giunsi
unun
ˈdi
a
rapirla
!
E
meme
odiava
e
fuggiva
!
e
perper
treˈtre
lustriˈlus.tro
All'amplesso
paternopaˈtɛr.no
ilil
figlioˈfiʎ.ʎo
ascoseasˈko.zo
...
E
lolo
nudriva
nell'orror
del
padreˈpa.dre
!
E
meme
crudel
poiˈpɔj
chiamiˈkja.mi
!
Foglioˈfɔʎ.ʎo
,
cheˈke
pressoˈprɛs.so
a
morteˈmɔr.te
Vergòverˈɡa.re
lala
fatal
donnaˈdɔn.na
toglie dal seno un foglio
MONFORTE
Quantiˈkwan.ti
affettiafˈfɛt.ti
diversidiˈvɛr.si
inˈin
meme
richiamiriˈkja.mi
!
Legge
MONFORTE
O
tuˈtu
,
cuiku.i
nullaˈnul.la
è
sacroˈsa.kro
!
sese
lala
scureˈsku.re
Sanguinosasan.ɡwiˈno.zo
minacciamiˈnat.t͡ʃa
Ilil
prodeˈprɔ.de
Arrigoarˈri.ɡo
,
onor
del
patrioˈpa.trjo
suoloˈswɔ.lo
,
Risparmia
almen
quell'innocente
capoˈka.po
!”.
Mioˈmi.o
figlioˈfiʎ.ʎo
!
SCENA II
Bethune, e detto.
BETHUNE
Ilil
cavaliero
Ricusava
protervoproˈtɛr.vo
quiˈkwi
venirne
,
E
quiˈkwi
fuˈfu
trattoˈtrat.to
a
forzaˈfɔr.t͡sa
!
MONFORTE
Staˈsta
benˈbɛn
!
BETHUNE
Qualˈkwal
penaˈpe.na
inflitta
A
luiˈluj
saràsaˈra
?
MONFORTE
Nonnon
caleˈka.le
;
Eiˈe.i
sisi
rispettirisˈpɛt.to
e
inˈin
altoˈal.to
onor
sisi
tengaˈtɛn.ɡa
.
Or
vaˈva
,
Bethune
,
e
alal
mioˈmi.o
cospettokosˈpɛt.to
eiˈe.i
vengaˈvɛn.ɡa
!
Bethune parte
SCENA III
Monforte
solo
MONFORTE
Inˈin
braccioˈbrat.t͡ʃo
alleˈal.le
doviziedoˈvit.t͡sja
,
Inˈin
senoˈse.no
degliˈdeʎ.ʎi
onor
;
Unun
vuotoˈvwɔ.to
immensoimˈmɛn.so
,
orribileorˈri.bi.le
Regnava
nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
.
Maˈma
unun
avvenir
beatobeˈa.to
Or
s'apre
innanziinˈnan.t͡si
a
meme
,
Sese
viver
mimi
fia
datoˈda.to
,
Figlioˈfiʎ.ʎo
,
vicinoviˈt͡ʃi.no
a
tete
!
L'odio
invanoinˈva.no
a
meme
lolo
toglieˈtɔʎ.ʎe
,
Vinceràvin.t͡ʃeˈra
quelˈkwel
feroˈfɛ.ro
corˈkwɔ.re
,
Nel
fulgor
didi
questeˈkwes.te
soglieˈsɔʎ.ʎe
Col
paternopaˈtɛr.no
,
immensoimˈmɛn.so
amot
Inˈin
braccioˈbrat.t͡ʃo
alleˈal.le
doviziedoˈvit.t͡sja
,
Inˈin
senoˈse.no
degliˈdeʎ.ʎi
onor
,
Unun
vuotoˈvwɔ.to
immensoimˈmɛn.so
,
orribileorˈri.bi.le
Regnava
nel
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
.
Maˈma
unun
avvenir
beatobeˈa.to
Or
s'apre
innanziinˈnan.t͡si
a
meme
,
Sese
viver
mimi
fia
datoˈda.to
,
Figlioˈfiʎ.ʎo
,
vicinoviˈt͡ʃi.no
a
tete
!
SCENA IV
Monforte, ed Arrigo preceduto da due Paggi che si inchinano e si ritirano.
ARRIGO
Sognoˈsoɲ.ɲo
,
o
sonson
destoˈdes.to
?
umil
E
sollecitosolˈle.t͡ʃi.to
accorreakˈkɔr.re
Ognunoˌoɲˈɲu.no
aiˈaj
mieiˈmjɛ.i
desirideˈzi.re
,
e
d'un
mioˈmi.o
cennoˈt͡ʃen.no
Lietoˈljɛ.to
sisi
mostraˈmos.tra
!
Novel
giuocoˈd͡ʒwɔ.ko
è
questoˈkwes.to
indirizzandosi a Monforte
ARRIGO
Inver
didi
stranaˈstra.na
sorteˈsɔr.te
,
Sese
dada
tete
nonnon
m'aspetto
altroˈal.tro
cheˈke
morteˈmɔr.te
!
MONFORTE
Lala
speri
invan
!
senzaˈsɛn.t͡sa
timoretiˈmo.re
ormaiorˈma.i
Liberoˈli.be.ro
inˈin
questeˈkwes.te
soglieˈsɔʎ.ʎe
Tuˈtu
puoiˈpwɔ.i
chiamarmi
ingiustoinˈd͡ʒus.to
,
E
vaneˈva.ne
insidieinˈsi.dja
controˈkon.tro
meme
tramaretraˈma.re
!
ARRIGO
Difender
lala
suaˈsu.a
terraˈtɛr.ra
E
nobil
scopoˈskɔ.po
.
Ioˈi.o
combattokomˈbat.to
unun
tirannotiˈran.no
.
MONFORTE
Maˈma
dada
vil
lolo
combatti
.
Collaˌkol.la
spadaˈspa.da
ioˈi.o
feriscofeˈris.ko
,
e
tuˈtu
ilil
pugnalepuɲˈɲa.le
Nell'ombra
vibri
!
ne
oseresti
,
audaceawˈda.t͡ʃe
,
Fìssarmi
inˈin
voltoˈvol.to
!
guardandolo fissamente
MONFORTE
Or
miraˈmi.ra
!
a
tete
dinanzidiˈnan.t͡si
Senzaˈsɛn.t͡sa
difesadiˈfe.za
ioˈi.o
stoˈstɔ
!
ARRIGO
Perper
miaˈmi.o
sventurazvenˈtu.ra
!
MONFORTE
O
stoltoˈstol.to
,
cuiku.i
salvòsalˈvɔ
lala
miaˈmi.o
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
A
ˈsi
duraˈdu.ra
mercémerˈt͡ʃe
m'hai
tuˈtu
serbato
?
Tiˈti
crediˈkre.di
generosod͡ʒe.neˈro.zo
e
haiˈaj
coreˈkɔ.re
ingratoinˈɡra.to
!
Quandoˈkwan.do
alal
mioˈmi.o
senoˈse.no
perper
tete
parlavaparˈla.va
Pietàpjeˈta
sincerasinˈt͡ʃɛ.ro
d'un
ciecoˈt͡ʃɛ.ko
error
,
Quandoˈkwan.do
unun
ribelleriˈbɛl.le
-
inˈin
tete
salvava
,
Arrigoarˈri.ɡo
...
nullaˈnul.la
tiˈti
disseˈdis.se
ilil
corˈkwɔ.re
?
ARRIGO
(
Allaˈal.la
suaˈsu.a
voceˈvo.t͡ʃe
rabbrividisco
,
Invan
bandisco
-
ilil
mioˈmi.o
terror
!)
MONFORTE
E
alal
duolˈdwɔl
intensoinˈtɛn.so
cheˈke
m'ange
intantoinˈtan.to
,
Lala
giovin
almaˈal.ma
nonnon
palpitòpal.piˈta.re
?
E
purˈpur
tuˈtu
ilil
vediˈve.di
!...
stilla
didi
piantoˈpjan.to
Sul
mestoˈmɛs.to
ciglioˈt͡ʃiʎ.ʎo
perper
tete
spuntòspunˈta.re
!
ARRIGO
(
A
qualˈkwal
tormentotorˈmen.to
nuovoˈnwɔ.vo
,
spietatospjeˈta.to
,
ilil
crudoˈkru.do
fatoˈfa.to
-
mimi
condannòkon.danˈna.re
!)
MONFORTE
Ebben
,
Arrigoarˈri.ɡo
!
sese
ilil
mioˈmi.o
tormentotorˈmen.to
L'ingrato
coreˈkɔ.re
nonnon
tiˈti
colpìkolˈpi.re
,
Or
didi
tuaˈtu.a
madreˈma.dre
leggiˈlɛd.d͡ʒi
1'accento
.
ARRIGO
Cheˈke
?
didi
miaˈmi.o
madreˈma.dre
?...
MONFORTE
ˈsi
,
Mentreˈmen.tre
contemplokonˈtem.plo
quelˈkwel
voltoˈvol.to
amatoaˈma.to
,
Ingratoinˈɡra.to
,
ˈsi
!...
Benchéˌbɛnˈke
velatoveˈla.to
-
d'atro
dolor
;
L'alma
è
commossakomˈmɔs.so
-
ioˈi.o
sonson
beatobeˈa.to
,
Tuttoˈtut.to
hoˈɔ
ripienoriˈpjɛ.no
-
didi
gaudioˈɡaw.djo
ilil
corˈkwɔ.re
!
ARRIGO
Gioiaˈd͡ʒɔ.ja
!
e
fia
veroˈve.ro
?
sognoˈsoɲ.ɲo
o
sonson
destoˈdes.to
?
leggendo il foglio
ARRIGO
Cifreˈt͡ʃi.fre
maternemaˈtɛr.no
!...
quiˈkwi
sul
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
O
ciel
!
cheˈke
scopro
?...
arcan
funestofuˈnɛs.to
gettando un grido
ARRIGO
Mimi
sisi
rivelariˈve.la
...
fremoˈfrɛ.mo
d'orror
!
appressandosi ad Arrigo che rimane immobile e come annichilito
MONFORTE
Maˈma
fuggi
ilil
mioˈmi.o
sguardoˈzɡwar.do
,
O
figlioˈfiʎ.ʎo
?
ARRIGO
Inorridisco
!
MONFORTE
Nonnon
saiˈsa.jo
tuˈtu
dunqueˈdun.kwe
qualˈkwal
mimi
sonson
!
ARRIGO
(
O
donnaˈdɔn.na
!
Ioˈi.o
t'ho
perdutaperˈdu.to
!)
MONFORTE
Ilil
mioˈmi.o
poterepoˈte.re
,
Arrigoarˈri.ɡo
,
Sconosciutosko.noʃˈʃu.to
t'è
dunqueˈdun.kwe
?
Monforte
ioˈi.o
sonson
!
ARRIGO
(
O
donnaˈdɔn.na
,
Ioˈi.o
t'ho
perdutaperˈdu.to
!)
MONFORTE
Soˈsɔ
!
cheˈke
tuˈtu
accenniatˈt͡ʃen.ni
,
a
tete
concessokonˈt͡ʃɛs.so
fia
Dal
mioˈmi.o
poterpoˈter
quantoˈkwan.to
domandi
e
Titoliˈti.to.li
,
onor
,
doviziedoˈvit.t͡sja
,
speri
.
Quantoˈkwan.to
ambizion
desia
,
Ioˈi.o
tuttoˈtut.to
a
tete
daròdaˈrɔ
!
ARRIGO
Alal
mioˈmi.o
destin
mimi
lasciaˈlaʃ.ʃa
,
E
pagoˈpa.ɡo
alloralˈlo.ra
saròsaˈrɔ
!
MONFORTE
Maˈma
nonnon
saiˈsa.jo
tuˈtu
cheˈke
splendidaˈsplɛn.di.do
Famaˈfa.ma
suonòswoˈna.re
didi
meme
?
È
ilil
nomeˈno.me
mioˈmi.o
gloriosoɡloˈrjo.zo
...
ARRIGO
Nomeˈno.me
esecrato
egliˈeʎ.ʎi
è
!
MONFORTE
Parolapaˈrɔ.la
fatalefaˈta.le
!
Insultoinˈsul.to
mortalemorˈta.le
!
Lala
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
è
svanitazvaˈni.to
Cheˈke
l'alma
speròspeˈra.re
!
Giustiziad͡ʒusˈtit.t͡sja
supremasuˈprɛ.ma
!
Tremendotreˈmɛn.do
anatemaa.naˈtɛ.ma
Cheˈke
unun
barbaroˈbar.ba.ro
figlioˈfiʎ.ʎo
Sul
padreˈpa.dre
scagliòskaʎˈʎa.re
!
ARRIGO
Ahˈa
rendimi
,
o
fatoˈfa.to
,
L'oscuro
mioˈmi.o
statoˈsta.to
!
Lala
spemeˈspɛ.me
è
svanitazvaˈni.to
Cheˈke
l'alma
sognòsoɲˈɲɔ
!
Giustiziad͡ʒusˈtit.t͡sja
supremasuˈprɛ.ma
!
Tremendotreˈmɛn.do
anatemaa.naˈtɛ.ma
Cheˈke
unun
figlioˈfiʎ.ʎo
percuote
,
Cheˈke
alal
padreˈpa.dre
imprecòim.preˈka.re
!
cercando trattenerlo
MONFORTE
T'arresta
,
Arrigoarˈri.ɡo
!
plachisi
Quell'ostinato
coreˈkɔ.re
!
ARRIGO
Lasciami
,
o
crudoˈkru.do
,
lasciami
Inˈin
predaˈprɛ.da
alal
mioˈmi.o
doloredoˈlo.re
!
MONFORTE
Invanoinˈva.no
,
o
figlioˈfiʎ.ʎo
,
crudel
mimi
chiamiˈkja.mi
,
Del
padreˈpa.dre
vincati
lala
preceˈprɛ.t͡ʃe
e
ilil
duolˈdwɔl
!
ARRIGO
Fuggir
mimi
lasciaˈlaʃ.ʃa
,
sese
è
ver
cheˈke
m'ami
,
Ada.d‿
altroˈal.tro
lidoˈli.do
,
ada.d‿
altroˈal.tro
suol
!
Ahˈa
!
volarevoˈla.re
alal
tuoˈtu.o
sensen
ioˈi.o
purˈpur
vorreivorˈrɛj
,
Maˈma
nonnon
poss'io
!
MONFORTE
Chiki
tete
lolo
vietaˈvjɛ.ta
,
ingratoinˈɡra.to
?
ARRIGO
Lolo
spettroˈspɛt.tro
didi
miaˈmi.o
madreˈma.dre
,
Cheˈke
tratra
didi
noiˈnoj
sisi
poneˈpo.ne
.
con sommo dolore
MONFORTE
O
figlioˈfiʎ.ʎo
mioˈmi.o
!
ARRIGO
Suoˈsu.o
carneficekarˈne.fi.t͡ʃe
fostiˈfos.ti
:
e
l'alma
è
reaˈrɛ.a
Sese
vacillar
frafra
voiˈvo.i
tantoˈtan.to
potea
!
Ombraˈom.bra
dilettadiˈlɛt.to
,
cheˈke
inˈin
ciel
ripòsiri.poˈza.re
Lala
forzaˈfɔr.t͡sa
rendimi
cheˈke
ilil
corˈkwɔ.re
perdéˈpɛr.de.re
,
Suˈsu
meme
i
tuoiˈtwɔ.i
sguardiˈzɡwar.di
veglin
pietosipjeˈto.zo
,
E
pregaˈprɛ.ɡa
,
o
madreˈma.dre
,
pregaˈprɛ.ɡa
perper
meme
!
MONFORTE
L'ardente
pregoˈprɛ.ɡo
del
genitored͡ʒe.niˈto.re
È
nullaˈnul.la
,
Arrigoarˈri.ɡo
,
nullaˈnul.la
perper
tete
?
Apri
ilil
tuoˈtu.o
senoˈse.no
,
ch'io
t'apro
ilil
coreˈkɔ.re
.
T'arrendi
alfinealˈfi.ne
,
o
figlioˈfiʎ.ʎo
,
a
meme
!
Arrigo si toglie con impeto dalle braccia di Monforte che tenta ritenerlo, e fugge a sinistra. Monforte lo segue collo sguardo e con atto di dolore si allontana. La scena cambia e rappresenta una magnifica sala disposta per una festa da ballo.
SCENA V
Gentiluomini e Dame francesi e siciliane, con maschere e senza, che vanno e vengono. Entra Monforte, preceduto dai suoi Paggi e dagli Ufficiali del palazzo. Egli si colloca sopra un seggio elevato, e fa segno a ciascuno di sedersi. Il maestro di cerimonie viene a prendere i suoi ordini e dà il segnale per cominciare la festa.
Si rappresenta davanti alla Corte di Palermo il ballo delle Quattro Stagioni. Un canestro sorge da terra; è formato d'arbusti verdi di piante che non crescono che d'inverno; le loro foglie sono coperte di ghiaccio e di neve. Dal seno dei canestro esce una giovinetta che rappresenta l'inverno, e che, respingendo col piede il braciere che le sue compagne avevano acceso, danza per riscaldarsi. I ghiacci si sciolgono tosto al tiepido soffio dei zeffiri che fendono l'aria. L'Inverno è scomparso. La Primavera sorge da un canestro di fiori, cedendo poco dopo il luogo all 'Estate, giovinetta che esce da un canestro circondato da manipoli di spighe dorate. Il caldo la opprime, e domanda alle Najadi la freschezza delle loro sorgenti. Le Bagnanti sono messe in fuga da un Fauno che salta fuori, precedendo l'Autunno. I suoni del sistro e dei timballi annunziano i Satiri e le Baccanti, le cui danze animate terminano il Ballo.
CORO
O
splendideˈsplɛn.di.do
festeˈfɛs.te
!
O
nottiˈnɔt.ti
fecondefeˈkon.de
Didi
danzeˈdan.t͡se
gioconded͡ʒoˈkon.de
,
Didi
rareˈra.re
beltàbelˈta
!
Sonson
raggioˈrad.d͡ʒo
celestet͡ʃeˈlɛs.te
Queiˈkwe.i
viviˈvi.vi
splendorisplenˈdo.re
Cheˈke
infondon
neinej
coriˈkɔ.ri
Amor
,
voluttàvo.lutˈta
!
La folla si disperde negli appartamenti del palazzo e nei giardini: la scena resta vuota per un istante.
SCENA VI
Arrigo viene da diritta, èseguito da Elena e da Procida, ambedue mascherati.
a bassa voce ad Arrigo
PROCIDA
Suˈsu
tete
vegliaˈveʎ.ʎa
l'amistade
!”
Cielo! il còr non m'ingannò?
ELENA
"
Suˈsu
tete
vegliaˈveʎ.ʎa
l'amistade
!”.
ARRIGO
Ahˈa
!
qualˈkwal
voceˈvo.t͡ʃe
alal
sensen
vibròviˈbra.re
!
Procida ed Elena si tolgono la maschera
ARRIGO
Tuˈtu
quiˈkwi
,
donnaˈdɔn.na
!
ohˈo
!
qualˈkwal
sorpresasorˈpre.za
!
Perper
voiˈvo.i
geloˈd͡ʒɛ.lo
.
didi
Spaventospaˈvɛn.to
!
Quiˈkwi
perchéperˈke
viˈvi
sieteˈsje.te
resaˈre.za
?
ELENA
Perper
salvarti
!
PROCIDA
Edˈed
ogniˈoɲ.ɲi
oppressoopˈprɛs.so
Vendicar
.
con incertezza
ARRIGO
Parlaˈpar.la
sommessosomˈmes.so
!
Perper
meme
nullaˈnul.la
ormaiorˈma.i
paventopaˈvɛn.to
,
Sonoˈso.no
liberoˈli.be.ro
...
maˈma
voiˈvo.i
...
L'ira
suaˈsu.a
temer
dovetedoˈve.te
E
fuggir
gliʎi
sdegniˈzdeɲ.ɲi
suoiˈswɔ.i
.
PROCIDA
Siiˈsi.i
tranquillotranˈkwil.lo
...
ilil
traditor
...
ARRIGO
Zittoˈd͡zit.to
!
ciˈt͡ʃi
odono
!
(
ohˈo
terror
!)
mostrando loro alcuni Francesi che entrano nella sala
Allegramente e sul motivo della danza che echeggia nell'interno
A3:
O
splendideˈsplɛn.di.do
festeˈfɛs.te
!
O
nottiˈnɔt.ti
fecondefeˈkon.de
Didi
danzeˈdan.t͡se
gioconded͡ʒoˈkon.de
,
Didi
rareˈra.re
beltàbelˈta
!
Sonson
raggioˈrad.d͡ʒo
celestet͡ʃeˈlɛs.te
Queiˈkwe.i
viviˈvi.vi
splendorisplenˈdo.re
Cheˈke
infondon
neinej
coriˈkɔ.ri
Amor
;
voluttàvo.lutˈta
!
Le Dame ed i Cavalieri entrano dal fondo. Arrigo, Procida ed Elena restano ancor soli per un istante sul davanti della scena, ma si ode sempre dai vicini appartamenti il suono della danza
ad Arrigo ed a mezza voce
ELENA
Inˈin
frafra
gliʎi
allegrialˈle.ɡri
vorticiˈvɔr.ti.t͡ʃe
Delle
intrecciate
danzeˈdan.t͡se
...
come sopra
PROCIDA
Sottoˈsot.to
lele
larveˈlar.ve
ascondono
I
fidiˈfi.di
lele
sembianzesemˈbjan.t͡sa
...
attaccando un nastro sul petto d'Arrigo
ELENA
A
tal
didi
nastriˈnas.tri
sericiˈsɛ.ri.t͡ʃi
Nodoˈnɔ.do
,
ciascunt͡ʃasˈkun
fia
notoˈnɔ.to
!
PROCIDA
Queiˈkwe.i
fortiˈfɔr.te
bracciˈbrat.t͡ʃi
intrepidiinˈtrɛ.pi.do
Nonnon
colpiranno
a
vuotoˈvwɔ.to
!
ELENA
E
inˈin
breviˈbrɛ.vi
istantiisˈtan.ti
vindiciˈvin.di.t͡ʃe
Quiˈkwi
brilleranno
i
ferriˈfɛr.ro
...
PROCIDA
Tra'
suoiˈswɔ.i
ferocifeˈro.t͡ʃi
sgherri
Monforte
periràpeˈri.re
!
spaventato
ARRIGO
Granˈɡran
Dioˈdi.o
!
(
Chi'il
salveràsalˈva.re
?)
sorpreso
PROCIDA
Impallidisci
?
come sopra
ARRIGO
Intenderti
Alcunalˈkun
potrebbepoˈtrɛb.be
.
ELENA
E
chiki
?
vedendo entrare Monforte e rimettendosi la maschera
PROCIDA
Eiˈe.i
stessoˈstes.so
!
aparte e tremante
O giorno infausto!
ad Arrigo
PROCIDA
Tratra
pochiˈpɔ.ki
istantiisˈtan.ti
quiˈkwi
!
Comparisce Monforte in mezzo a dame francesi e siciliane.
TUTTI
O
splendideˈsplɛn.di.do
festeˈfɛs.te
!
O
nottiˈnɔt.ti
fecondefeˈkon.de
Didi
danzeˈdan.t͡se
gioconded͡ʒoˈkon.de
,
ˈdi
rareˈra.re
beltàbelˈta
!
Sonson
raggioˈrad.d͡ʒo
celestet͡ʃeˈlɛs.te
Queiˈkwe.i
viviˈvi.vi
splendorisplenˈdo.re
,
Cheˈke
infondon
neinej
coriˈkɔ.ri
Amor
,
voluttàvo.lutˈta
!
Elena e Procida s'allontanano perdendosi nella folla; mentre le coppie danzanti passeggiano nelle sale ed i rinfreschi sono d'intorno serviti. Monforte s'avvicina ad Arrigo, che si trova solo sul davanti della scena.
SCENA VII
Monforte, Arrigo, poi tutti
ad Arrigo
MONFORTE
didi
tal
piacer
perper
tete
novellinoˈvɛl.lo
,
pagoˈpa.ɡo
Seiˈsɛ.i
tuˈtu
?
a mezza voce
ARRIGO
Perper
tete
fatalefaˈta.le
auraˈaw.ra
quiˈkwi
spiraˈspi.ra
,
Vaˈva
!
MONFORTE
Cheˈke
temer
degg'io
Nelleˈnel.le
mieˈmi.e
stanzeˈstan.t͡se
?
ARRIGO
Ioˈi.o
dir
nolˈnol
possoˈpɔs.so
!...
eppureepˈpu.re
!...
Ancoranˈkor
tiˈti
pregoˈprɛ.ɡo
!
vanne
!
Paventopaˈvɛn.to
pe'
tuoiˈtwɔ.i
giorniˈd͡ʒor.ni
!
con gioia
MONFORTE
E
a
miaˈmi.o
salvezzasalˈvet.t͡sa
or
vegliˈvɛʎ.ʎi
e
perper
meme
tremiˈtrɛ.mi
?
Ahˈa
s'apre
alfin
quell'anirna
Alal
mioˈmi.o
paternopaˈtɛr.no
affettoafˈfɛt.to
!
Gliʎi
errorierˈro.ri
tuoiˈtwɔ.i
dimenticodiˈmen.ti.ko
,
Vienˈvjɛn
cheˈke
tiˈti
stringaˈstrin.ɡa
alal
pettoˈpɛt.to
!
ARRIGO
T'arretra
!
freddamente
MONFORTE
Ioˈi.o
restoˈrɛs.to
alloralˈlo.ra
!
con calore
ARRIGO
Incautoinˈkaw.to
!
e
tuˈtu
cadrai
Segnoˈseɲ.ɲo
a
vendettavenˈdet.ta
lorˈlor
!
MONFORTE
Nonnon
l'oseran
giammaid͡ʒamˈma.i
!
portando la mano al.petto
ARRIGO
Suˈsu
questoˈkwes.to
segnoˈseɲ.ɲo
...
miralo
!...
Ioˈi.o
purˈpur
giurava
...
MONFORTE
Invanoinˈva.no
!
Segnoˈseɲ.ɲo
del
disonor
!
gli strappa il nastro
MONFORTE
Ioˈi.o
tete
lolo
strappoˈstrap.po
,
insanoinˈsa.no
!
Gesto di sdegno d'Arrigo
MONFORTE
Fremiˈfrɛ.mi
?
-
deiˈdej
tradimentitra.diˈmen.to
Tuttoˈtut.to
l'orror
tuˈtu
sentiˈsɛn.ti
;
Ilil
veggo
!
ilil
francoˈfran.ko
sangueˈsan.ɡwe
Nel
sensen
tiˈti
ferve
ancoranˈkor
!
con calore
ARRIGO
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
,
nonnon
è
colpevolekolˈpe.vo.le
Chiki
serveˈsɛr.va
alal
patrioˈpa.trjo
onor
!
Maˈma
tuˈtu
,
dehˈdɛ
!
m'odi
;
involatiin.voˈla.ti
;
Aiˈaj
votiˈvo.ti
mieiˈmjɛ.i
dehˈdɛ
!
cediˈt͡ʃɛ.di
;
Vanne
!
MONFORTE
Sperarlo
è
inutileiˈnu.ti.le
!
scorgendo parecchi gruppi di Siciliani che vanno avvicinandosi
ARRIGO
Giàˈd͡ʒa
a
tete
s'appressan
...
vediˈve.di
!
Giàˈd͡ʒa
tiˈti
circondan
...
eccoliˈɛk.ko.li
!
Brillan
gliʎi
acciar
suˈsu
tete
!
ed i suoi circondano Monforte ed a voce bassa
PROCIDA
Feriamo
,
questoˈkwes.to
l'ultimo
ˈdi
peiˈpe.i
Francesifranˈt͡ʃe.zi
egliˈeʎ.ʎi
è
.
A
noiˈnoj
,
a
noiˈnoj
,
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
!...
ARRIGO
Fermateferˈma.ta
!
MONFORTE
Franciaˈfran.t͡ʃa
,
a
meme
!
Elena, che ha preceduto Procida, si è nel tumulto lanciata la prima per ferir Monforte. Arrigo si getta innanzi a lui, facendogli scudo nel suo petto. A tal vista Elena s'arresta e con spavento lascia cadere il pugnale. I Francesi sono accorsi alla voce del proprio capo traendo le spade e facendogli corona.
a Bethune e Vaudemont
MONFORTE
Tratra
ceppiˈt͡ʃep.po
,
olà
,
sisi
adduca
ognunˌoɲˈɲu.no
cheˈke
fregioˈfrɛ.d͡ʒo
Orna
simil
.
Mostrando il nastro di Procida
MONFORTE
Lala
morteˈmɔr.te
a
lorˈlor
!
Costuikosˈtu.i
additando Arrigo
MONFORTE
Siaˈsi.a
salvoˈsal.vo
!
ioˈi.o
pregioˈprɛ.d͡ʒo
inˈin
luiˈluj
Lealtàle.alˈta
didi
nemiconeˈmi.ko
!
a parte
Oh tradimento!
MONFORTE
Eiˈe.i
protesseproˈtɛs.se
i
mieiˈmjɛ.i
ˈdi
!
svelòzveˈla.re
lele
trameˈtra.me
cheˈke
varranno
aiˈaj
fellonifelˈlo.ne
ilil
ceppoˈt͡ʃep.po
infameinˈfa.me
!
mostrando Arrigo
PROCIDA
Colpoˈkol.po
orrendoorˈrɛn.do
,
inaspettatoi.nas.petˈta.to
!
Eiˈe.i
ˈsi
perfidoˈpɛr.fi.do
,
ˈsi
ingratoinˈɡra.to
!
Gliʎi
siaˈsi.a
penaˈpe.na
ilil
suoˈsu.o
rossor
!
Ontaˈon.ta
alal
vileˈvi.le
,
alal
traditor
!
con entusiasmo e sommo sdegno
PROCIDA
O
patriaˈpa.trja
adorataa.doˈra.to
,
Mioˈmi.o
primoˈpri.mo
sospirososˈpi.ro
,
Tiˈti
lascio
prostrataprosˈtra.ta
Nel
sangueˈsan.ɡwe
,
nel
duolˈdwɔl
!
Ilil
santoˈsan.to
tuoˈtu.o
spiroˈspi.ro
Piùˈpju
belloˈbɛl.lo
s'accenda
,
E
foscaˈfos.ka
a
luiˈluj
rendaˈrɛn.da
mostrando Arrigo
PROCIDA
Lala
luceˈlu.t͡ʃe
del
solˈsɔl
!
A
voiˈvo.i
l'infamia
,
Lala
gloriaˈɡlɔ.rja
a
meme
.
ARRIGO
Nel
mioˈmi.o
pettoˈpɛt.to
esterrefattoes.ter.reˈfat.to
Cessòt͡ʃesˈsa.re
ilil
battitoˈbat.ti.to
del
corˈkwɔ.re
!
L'onta
reaˈrɛ.a
didi
tal
misfattomisˈfat.to
Faˈfa
palesepaˈle.ze
ilil
mioˈmi.o
rossor
!
Perper
colpaˈkol.pa
del
fatoˈfa.to
Inˈin
predaˈprɛ.da
alal
delirjo
,
Didi
sangueˈsan.ɡwe
bagnatobaɲˈɲa.to
Hoˈɔ
ilil
patrioˈpa.trjo
mioˈmi.o
suol
!
O
spemeˈspɛ.me
!
ilil
tuoˈtu.o
spiroˈspi.ro
Nel
senoˈse.no
è
giàˈd͡ʒa
spentoˈspen.to
;
Nonnon
veggo
,
nonnon
sentoˈsɛn.to
Cheˈke
luttoˈlut.to
,
cheˈke
duolˈdwɔl
!
A
lorˈlor
lala
gloriaˈɡlɔ.rja
,
L'infamia
a
meme
.
FRANCESI
Dioˈdi.o
possenteposˈsɛn.te
,
a
tete
lala
lodeˈlɔ.de
Salgaˈsal.ɡa
umil
daiˈda
nostriˈnɔs.tri
corˈkwɔ.re
!
Chéˈke
salvasti
ilil
sensen
del
prodeˈprɔ.de
Dal
pugnai
de'
traditor
!
ad Arrigo
FRANCESI
Rivolgiriˈvɔl.d͡ʒi
oraˈo.ra
gratoˈɡra.to
A
Franciaˈfran.t͡ʃa
ilil
sospirososˈpi.ro
!
Dell'Eden
beatobeˈa.to
E
specchioˈspɛk.kjo
ilil
suoˈsu.o
suol
!
Piùˈpju
nobil
desirodeˈzi.ro
Ilil
pettoˈpɛt.to
t'accenda
,
E
vivaˈvi.va
a
tete
splendaˈsplɛn.da
Lala
luceˈlu.t͡ʃe
del
solˈsɔl
!
A
voiˈvo.i
l'infamia
,
Lala
gloriaˈɡlɔ.rja
a
meme
!
avvicinandosi ad Elena, a Procida ed agli altri Siciliani
ARRIGO
Donnaˈdɔn.na
!...
pietadepjeˈta.de
,
amiciaˈmi.t͡ʃi
!
Viˈvi
muova
ilil
mioˈmi.o
dolor
!
respingendolo
PROCIDA
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
;
menteˈmen.te
l'iniquo
-
Indietroinˈdjɛ.tro
ilil
traditor
!
MONFORTE
Ioˈi.o
tiˈti
sapròsaˈprɔ
difenderediˈfɛn.de.re
...
Lietoˈljɛ.to
conkon
meme
vivrai
!
con accento disperato
ARRIGO
Noˈnɔ
!
lasciami
!...
giammaid͡ʒamˈma.i
!
con sprezzo
PROCIDA
Or
,
cheˈke
quell'empio
-
è
scudoˈsku.do
a
tete
,
Didi
doppiaˈdop.pja
infamiainˈfa.mja
-
segnoˈseɲ.ɲo
saraisaˈraj
.
verso i compagni
PROCIDA
A
noiˈnoj
lala
gloriaˈɡlɔ.rja
-lala
morteˈmɔr.te
a
tete
!
O
patriaˈpa.trja
adorataa.doˈra.to
,
Mioˈmi.o
primoˈpri.mo
sospirososˈpi.ro
,
Tiˈti
lascio
prostrataprosˈtra.ta
Nel
sangueˈsan.ɡwe
,
nel
duolˈdwɔl
!
Ilil
santoˈsan.to
tuoˈtu.o
spiroˈspi.ro
Piùˈpju
belloˈbɛl.lo
s'accenda
,
E
foscaˈfos.ka
a
luiˈluj
splendaˈsplɛn.da
Lala
luceˈlu.t͡ʃe
del
solˈsɔl
!
A
voiˈvo.i
l'infamia
,
Lala
gloriaˈɡlɔ.rja
a
meme
!
ARRIGO
Perper
colpaˈkol.pa
del
fatoˈfa.to
Inˈin
predaˈprɛ.da
alal
deliriodeˈli.rjo
,
Didi
sangueˈsan.ɡwe
bagnatobaɲˈɲa.to
Hoˈɔ
ilil
patrioˈpa.trjo
mioˈmi.o
suol
.
O
spemeˈspɛ.me
!
ilil
tuoˈtu.o
spiroˈspi.ro
Nel
senoˈse.no
è
giàˈd͡ʒa
spentoˈspen.to
;
Nonnon
veggo
,
nonnon
sentoˈsɛn.to
Cheˈke
luttoˈlut.to
,
cheˈke
duolˈdwɔl
!
A
lorˈlor
lala
gloriaˈɡlɔ.rja
,
L'infamia
a
meme
!
FRANCESI
Rivolgiriˈvɔl.d͡ʒi
oraˈo.ra
gratoˈɡra.to
A
Franciaˈfran.t͡ʃa
ilil
Sospirososˈpi.ro
!
Dell'Eden
beatobeˈa.to
È
specchioˈspɛk.kjo
ilil
suoˈsu.o
suol
!
Piùˈpju
nobil
desirodeˈzi.ro
Ilil
pettoˈpɛt.to
t'accenda
,
E
vivaˈvi.va
a
tete
spienda
Lala
luceˈlu.t͡ʃe
del
solˈsɔl
!
A
voiˈvo.i
l'infamia
,
Lala
gloriaˈɡlɔ.rja
a
meme
!
A un gesto di Monforte, vengon trascinati via Procida, Elena ed i Siciliani. Arrigo vuol correre dietro loro, Monforte il trattiene. Procida ed Elena lo respingono con disprezzo nel mentre ch'egli loro tende le mani in atto di supplicare. Oppresso, annichilito, Arrigo vacilla e cade nelle braccia di Monforte.
Cala il sipario.
ATTO QUARTO
SCENA I
Cortile d'una Fortezza.
A sinistra una stanza che conduce all'alloggio dei prigionieri. A diritta, cancello che comunica con l'interno della fortezza. Nel fondo, cresta merlata d'una parte delle mura, e porta d'ingresso custodita da Soldati. Arrigo presentandosi alla porta d'ingresso.
I soldati lo lasciano entrare
ARRIGO
È
didi
Monforte
ilil
cennoˈt͡ʃen.no
.
Perper
suoˈsu.o
volervoˈler
supremosuˈprɛ.mo
M'è
concessokonˈt͡ʃɛs.so
didi
vederli
...
a
meme
lili
adduci
!
Un Ufficiale, al quale Arrigo avrà mostrato un ordine, si allontana dalla porta a sinistra dello spettatore
ARRIGO
Voiˈvo.i
perper
meme
quiˈkwi
gemete
guardando dal lato delle prigioni
ARRIGO
Inˈin
orridaˈɔr.ri.do
prigion
,
dilettidiˈlɛt.to
amiciaˈmi.t͡ʃi
!
Edˈed
ioˈi.o
,
cagion
deiˈdej
maliˈma.li
vostriˈvɔs.tro
,
inˈin
ceppiˈt͡ʃep.po
Frafra
voiˈvo.i
nonnon
sonoˈso.no
!
e
vittimaˈvit.ti.ma
del
fatoˈfa.to
,
Mal
sottrarmi
potevapoˈte.va
alal
donˈdɔn
fatalefaˈta.le
Cheˈke
m'avvilisce
!
O
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
ingiuriosain.d͡ʒuˈrjo.zo
!
Vergognosover.ɡoɲˈɲo.zo
favorefaˈvo.re
!
Piùˈpju
della
vitaˈvi.ta
è
caroˈka.ro
a
meme
l'onore
!
D'un
indegnoinˈdeɲ.ɲo
sospettososˈpɛt.to
Ioˈi.o
vengoˈvɛn.ɡo
a
discolparmi
.
..
maˈma
vorrannovorˈran.no
Essiˈes.so
vedermiveˈder.mi
?...
udir
lele
mieˈmi.e
difesediˈfe.ze
?...
Empioˈem.pjo
mimi
credeˈkre.de
ognunoˌoɲˈɲu.no
;
Sonson
spregiato
dada
leiˈlɛ.i
,
E
inˈin
odioˈɔ.djo
a
tuttiˈtut.ti
...
ioˈi.o
,
vileˈvi.le
perper
lorˈlor
morrei
!
Giornoˈd͡ʒor.no
didi
piantoˈpjan.to
,
didi
fierˈfjɛ.ro
doloredoˈlo.re
!
Mentreˈmen.tre
l'amore
Sorrise
a
meme
,
Ilil
ciel
diradadiˈra.da
quelˈkwel
sognoˈsoɲ.ɲo
aurato
,
Ilil
corˈkwɔ.re
piagato
Tuttoˈtut.to
perdéˈpɛr.de.re
!
De'
loroˈlo.ro
sdegniˈzdeɲ.ɲi
crùdo
ilil
pensieropenˈsjɛ.ro
faˈfa
inˈin
meme
piùˈpju
fieroˈfjɛ.ro
L'atro
dolor
!
Ilil
tuoˈtu.o
disprezzodisˈprɛt.t͡so
,
Elenaˈɛ.le.na
miaˈmi.o
,
È
crudaˈkru.da
,
è
riaˈri.o
Penaˈpe.na
alal
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
!
ascoltando
ARRIGO
Chiki
vienˈvjɛn
?...
ioˈi.o
tremoˈtrɛ.mo
,
appenaapˈpe.na
ahimèa.iˈmɛ
!
respiroresˈpi.ro
!
È
dessaˈdes.sa
!...
a
maledirmi
ellaˈɛl.la
sisi
apprestaapˈprɛs.ta
!
A
maledirmi
!...
ohˈo
!
ˈsi
,
d'orrore
ioˈi.o
fremoˈfrɛ.mo
!
Nonnon
mimi
lasciarelaʃˈʃa.re
allaˈal.la
miaˈmi.o
crudaˈkru.da
sorteˈsɔr.te
!
Graziaˈɡrat.t͡sja
,
graziaˈɡrat.t͡sja
...
perdonoperˈdo.no
!
Menˈmen
del
tuoˈtu.o
sprezzoˈsprɛt.t͡so
a
meme
fatalefaˈta.le
è
morteˈmɔr.te
!
SCENA II
Elena, uscendo dalla prigione a sinistra, condotta dall'Ufficiale, che le mostra Arrigo e si ritira.
avanzan dosi e riconoscendo Arrigo getta un grido
ELENA
O
sdegniˈzdeɲ.ɲi
mieiˈmjɛ.i
tacete
-
fremer
mimi
sentoˈsɛn.to
ilil
coreˈkɔ.re
...
Forseˈfor.se
a
novel
tormentotorˈmen.to
mimi
serbaˈsɛr.ba
ilil
traditoretra.diˈto.re
!
supplichevole
ARRIGO
Volgiˈvɔl.d͡ʒi
ilil
guardoˈɡwar.do
a
meme
serenoseˈre.no
Perper
pietàpjeˈta
del
mioˈmi.o
pregar
;
Mimi
perdonaperˈdo.na
,
o
lasciaˈlaʃ.ʃa
almenoalˈme.no
Cheˈke
alal
tuoˈtu.o
pièˈpjɛ
poss'io
spirar
!
fieramente
ELENA
Del
fallir
mercedemerˈt͡ʃɛ.de
avrai
Neinej
rimorsiriˈmɔr.so
del
tuoˈtu.o
corˈkwɔ.re
!
Ilil
perdonoperˈdo.no
...
a
tete
?...
giammaid͡ʒamˈma.i
!
Nonnon
lolo
speri
unun
traditor
!
ARRIGO
Nonnon
sonson
reoˈrɛ.o
!
tremendotreˈmɛn.do
fatoˈfa.to
D'onta
e
luttoˈlut.to
mimi
coprìkoˈpri
;
Fuiˈfu.i
soltantosolˈtan.to
sventuratozven.tuˈra.to
,
Maˈma
ilil
mioˈmi.o
corˈkwɔ.re
giammaid͡ʒamˈma.i
tradìtraˈdi.re
!
ELENA
Nonnon
seiˈsɛ.i
reoˈrɛ.o
,
maˈma
accusiakˈku.zi
ilil
fatoˈfa.to
,
Cheˈke
d'obbrobrio
tiˈti
coprìkoˈpri
;
Preghiˈprɛ.ɡi
ilil
cieloˈt͡ʃɛ.lo
,
sciaguratoʃa.ɡuˈra.to
,
Cheˈke
faiˈfa.i
tristiˈtris.te
i
nostriˈnɔs.tri
ˈdi
!...
Nonnon
fuˈfu
tuaˈtu.a
manoˈma.no
,
o
indegnoinˈdeɲ.ɲo
con sdegno
ELENA
Cheˈke
disarmòdi.zarˈma.re
ilil
braccioˈbrat.t͡ʃo
Alloralˈlo.ra
cheˈke
ilil
ferroˈfɛr.ro
inˈin
coreˈkɔ.re
Vibrava
del
tirannotiˈran.no
?
con accenno di disperazione
ARRIGO
Ilil
padreˈpa.dre
mioˈmi.o
!
ELENA
Tuoˈtu.o
padreˈpa.dre
!
ARRIGO
Ahiˈaj
!
nodoˈnɔ.do
orribileorˈri.bi.le
,
Fatal
legameleˈɡa.me
è
questoˈkwes.to
!
Mortalemorˈta.le
,
orrendoorˈrɛn.do
vincoloˈvin.ko.lo
Perper
sempreˈsɛm.pre
a
meme
funestofuˈnɛs.to
!
Eternamentee.ter.naˈmen.te
a
perdermi
Mel
rivelava
ilil
ciel
.
Cheˈke
farfar
dovea
,
meme
miseroˈmi.ze.ro
!
Inˈin
bivioˈbi.vjo
ˈsi
crudel
?
Tuˈtu
del
fratellofraˈtɛl.lo
aiˈaj
lemuriˈlɛ.mu.re
Tete
stessaˈstes.so
offrivi
invanoinˈva.no
;
Ioˈi.o
didi
piùˈpju
feciˈfe.t͡ʃi
:
alal
barbaroˈbar.ba.ro
Sacrificai
l'onor
!
commossa
ELENA
O
rioˈri.o
,
funestofuˈnɛs.to
arcanoarˈka.no
O
doppioˈdop.pjo
mioˈmi.o
dolor
!
Sese
sincerosinˈt͡ʃɛ.ro
è
quell'accento
,
Compatisci
alal
suoˈsu.o
dolor
,
Tuˈtu
,
cheˈke
vediˈve.di
ilil
suoˈsu.o
tormentotorˈmen.to
,
Tuˈtu
,
cheˈke
leggiˈlɛd.d͡ʒi
inˈin
fondoˈfon.do
alal
corˈkwɔ.re
!
Maˈma
gliʎi
aborriti
vincoliˈvin.ko.li
?...
ARRIGO
Giàˈd͡ʒa
lili
distrusse
amoreaˈmo.re
!
Lala
vitaˈvi.ta
ch'egli
diedemi
Hoˈɔ
resaˈre.za
alal
genitored͡ʒe.niˈto.re
;
Omaioˈmaj
didi
meme
sonson
liberoˈli.be.ro
;
Riprendoriˈprɛn.do
l'odio
anticoanˈti.ko
!
ELENA
Maˈma
ilil
nomeˈno.me
,
lele
doviziedoˈvit.t͡sja
?...
ARRIGO
Lele
sprezzoˈsprɛt.t͡so
.
E
mioˈmi.o
nemiconeˈmi.ko
.
Dada
luiˈluj
vogl'io
solˈsɔl
chiedereˈkjɛ.de.re
Del
mioˈmi.o
soffrir
mercémerˈt͡ʃe
,
Ilil
donˈdɔn
didi
poterpoˈter
vivereˈvi.ve.re
,
O
didi
morir
perper
tete
con crescente emozione
ELENA
Arrigoarˈri.ɡo
!
ahˈa
!
parliˈpar.li
a
unun
coreˈkɔ.re
Giàˈd͡ʒa
prontoˈpron.to
alal
perdonareper.doˈna.re
;
Ilil
mioˈmi.o
piùˈpju
granˈɡran
doloredoˈlo.re
Eraˈɛ.ra
doverti
odiareoˈdja.re
!
Un'aura
didi
contentokonˈtɛn.to
Or
calmaˈkal.ma
ilil
mioˈmi.o
martîr
Ioˈi.o
t'amo
!
e
quest'accento
Faˈfa
lietoˈljɛ.to
ilil
mioˈmi.o
morir
!
Gliʎi
odiˈɔ.di
ciˈt͡ʃi
fûr
fatalifaˈta.li
Alal
corˈkwɔ.re
cheˈke
indarno
spera
:
Didi
sangueˈsan.ɡwe
i
tuoiˈtwɔ.i
natalinaˈta.li
Poser
tratra
noiˈnoj
barrierabarˈrjɛ.ra
!
Addioadˈdi.o
!
nene
attende
ilil
cieloˈt͡ʃɛ.lo
!
Addioadˈdi.o
!
mimi
serbaˈsɛr.ba
ˈfe
!
Ioˈi.o
moroˈmɔ.ro
!
e
ilil
mortal
veloˈve.lo
Spoglioˈspɔʎ.ʎo
,
pensando
a
tete
.
ARRIGO
Pensando
a
meme
!
È
dolceˈdol.t͡ʃe
raggioˈrad.d͡ʒo
,
Celestet͡ʃeˈlɛs.te
donoˈdo.no
Ilil
tuoˈtu.o
perdonoperˈdo.no
Alal
mioˈmi.o
pentir
.
Sfido
lele
folgoriˈfol.ɡo.re
Del
rioˈri.o
destinodesˈti.no
,
Sese
a
tete
vicinoviˈt͡ʃi.no
Potròpoˈtrɔ
morir
!
ELENA
Or
dolceˈdol.t͡ʃe
all'anima
Voceˈvo.t͡ʃe
risuona
,
Cheˈke
ilil
ciel
perdonaperˈdo.na
Alal
tuoˈtu.o
pentir
.
Sfido
lele
folgoriˈfol.ɡo.re
Del
rioˈri.o
destinodesˈti.no
,
Sese
a
tete
vicinoviˈt͡ʃi.no
Potròpoˈtrɔ
morir
!
SCENA III
Procida, Arrigo, Elena - Procida, scortato dai Soldati, s'avvicina ad Elena, e s'avanza verso di lei, mentre Arrigo si allontana, e mostrando l'ordine di cui è munito, accenna ai Soldati di partire.
a bassa voce ad Elena, e senza vedere Arrigo
PROCIDA
Amicaaˈmi.ka
man
,
sollievosolˈljɛ.vo
alal
martir
nostroˈnɔs.tro
Questoˈkwes.to
foglioˈfɔʎ.ʎo
recòreˈka.re
d'oltre
lele
muraˈmu.ra
Della
prigion
!
prende il foglio, lo apre, e lo legge a mezza voce
ELENA
D'Aragona
unun
navilenaˈviʎ.ʎo
Solcòsolˈka.re
vostr'onde
,
edˈed
è
giàˈd͡ʒa
pressoˈprɛs.so
alal
portoˈpɔr.to
Gravidoˈɡra.vi.do
d'oro
e
d'armi
!...”
con accento disperato
PROCIDA
Edˈed
ioˈi.o
gemoˈd͡ʒɛ.mo
tratra
ferriˈfɛr.ro
!
Ahˈa
!
del
mioˈmi.o
sangueˈsan.ɡwe
a
prezzoˈprɛt.t͡so
Potessipoˈtes.si
escirne
!...
unun
giornoˈd͡ʒor.no
...
un'ora
!...
Cheˈke
ilil
mioˈmi.o
votoˈvo.to
sisi
compia
e
poiˈpɔj
sisi
moraˈmɔ.ra
!
volgendosi e riconoscendo Arrigo
PROCIDA
Maˈma
chiki
vegg'io
?
-
costuikosˈtu.i
Perchéperˈke
miroˈmi.ro
alal
tuoˈtu.o
fiancoˈfjan.ko
?
ELENA
Ilil
pentimentopen.tiˈmen.to
Quiviˈkwi.vi
lolo
addusse
!
PROCIDA
Unun
nuovoˈnwɔ.vo
tradimentotra.diˈmen.to
!
Ilil
suoˈsu.o
compliceˈkɔm.pli.t͡ʃe
vediˈve.di
!
Mostrandole Monforte, che entra seguito da Bethune e da altri Uffiziali.
SCENA IV
Gli stessi, Monforte, Bethune ed altri Ufficiali.
interrogando Monforte, e mostrandogli Elena e Procida
BETHUNE
I
tuoiˈtwɔ.i
cenniˈt͡ʃen.ni
,
o
signorsiɲˈɲor
!
MONFORTE
Unun
sacerdotesa.t͡ʃerˈdɔ.te
E
ilil
lorˈlor
suppliziosupˈplit.t͡sjo
!
BETRUNE
Ilil
popolˈpɔ.pol
minacciosomi.natˈt͡ʃo.zo
Fremeˈfrɛ.me
!...
MONFORTE
Lele
schiereˈskjɛ.ra
inˈin
armiˈar.mi
Neinej
destinatides.tiˈna.ti
lochiˈlɔ.ko
Aiˈaj
cenniˈt͡ʃen.ni
mieiˈmjɛ.i
sienˈsi.en
pronteˈpron.to
;
ilil
primoˈpri.mo
gridoˈɡri.do
De'
ribelliriˈbɛl.li
segnal
didi
strageˈstra.d͡ʒe
siaˈsi.a
!
Intendesti
?
BETHUNE
T'intesi
!
S'inchina e parte.
SCENA V
Detti, meno Bethune.
vivamente a Monforte
ARRIGO
Perchéperˈke
tai
cenniˈt͡ʃen.ni
?
MONFORTE
Breviˈbrɛ.vi
istantiisˈtan.ti
ancoraanˈko.ra
,
E
giuntaˈd͡ʒun.ta
l'ultim'ora
Perper
lorˈlor
saràsaˈra
.
ARRIGO
Didi
morteˈmɔr.te
!
con dolore
PROCIDA
(
O
patriaˈpa.trja
miaˈmi.o
!
lala
morteˈmɔr.te
!!
Or
cheˈke
dal
viver
mioˈmi.o
pendeˈpɛn.de
tuaˈtu.a
sorteˈsɔr.te
!)
a Monforte
ARRIGO
Perdonoperˈdo.no
!
ioˈi.o
ten
scongiuroskonˈd͡ʒu.ro
.
Graziaˈɡrat.t͡sja
perper
loroˈlo.ro
,
o
meme
conkon
essiˈes.so
uccidi
!
a Procida con gioia
ELENA
L'intendi
tuˈtu
?
PROCIDA
Coluikoˈluj
cheˈke
ciˈt͡ʃi
tradìa
Merta
perir
!...
maˈma
nonnon
peiˈpe.i
lari
suoiˈswɔ.i
;
Vanne
,
didi
tantoˈtan.to
onoreoˈno.re
Ioˈi.o
tiˈti
proclamoproˈkla.mo
indegnoinˈdeɲ.ɲo
!
Con un grido di sdegno
ARRIGO
Ahˈa
!...
MONFORTE
Dada
lorˈlor
tantoˈtan.to
oltraggioolˈtrad.d͡ʒo
a
tete
spettava
,
Arrigoarˈri.ɡo
!...
a
tete
mioˈmi.o
sangueˈsan.ɡwe
!...
stupefatto
PROCIDA
Cheˈke
?
a mezza voce
ELENA
Suoˈsu.o
figlioˈfiʎ.ʎo
!...
MONFORTE
A
tete
,
cheˈke
scegli
ingratoinˈɡra.to
Piuttostopjutˈtɔs.to
morteˈmɔr.te
cheˈke
conkon
meme
lala
gloriaˈɡlɔ.rja
!
PROCIDA
Luiˈluj
!...
suoˈsu.o
figlioˈfiʎ.ʎo
!...
Or
compiutokomˈpju.to
è
ilil
nostroˈnɔs.tro
fatoˈfa.to
!
Addioadˈdi.o
,
miaˈmi.o
patriaˈpa.trja
,
invendicato
Ada.d‿
altraˈal.tra
sferaˈsfɛ.ra
m'innalzo
a
voiˈvo.i
!
Ioˈi.o
perper
tete
moroˈmɔ.ro
,
maˈma
disperatodis.peˈra.to
D'abbandonarti
frafra
tantoˈtan.to
duolˈdwɔl
!
MONFORTE
ˈsi
,
col
lorˈlor
capoˈka.po
saràsaˈra
troncato
A
quell'ardire
furentefuˈrɛn.te
ilil
vol
;
E
daiˈda
ribelliriˈbɛl.li
-
saràsaˈra
purgatopurˈɡa.to
.
Gentil
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
-
ilil
tuoˈtu.o
belbɛl
suol
.
ARRIGO
Nella
tuaˈtu.a
tombaˈtom.ba
-
sventuratazven.tuˈra.to
,
Perper
meme
cangiossi
-
ilil
patrioˈpa.trjo
suol
!
Maˈma
nonnon
morrai
,
donnaˈdɔn.na
adorataa.doˈra.to
,
0
tecoˈte.ko
,
ilil
giuroˈd͡ʒu.ro
,
-
morròmorˈrɔ
didi
duolˈdwɔl
!
ELENA
Addioadˈdi.o
,
miaˈmi.o
patriaˈpa.trja
amataaˈma.ta
,
Addioadˈdi.o
,
fiorentefjoˈrɛn.te
suol
!
Ioˈi.o
sciolgoˈʃɔl.ɡo
sconsolataskon.soˈla.to
Ada.d‿
altraˈal.tra
sferaˈsfɛ.ra
ilil
vol
!
interno
CORO
Deprofundis
ada.d‿
tete
Clamavi
,
Domine
!
ad Elena
PROCIDA
A
terraˈtɛr.ra
,
a
terraˈtɛr.ra
,
o
figliaˈfiʎ.ʎa
,
Prostriamci
innanziinˈnan.t͡si
a
Dioˈdi.o
!.
Giàˈd͡ʒa
veggo
ilil
ciel
sorrideresorˈri.de.re
...
ELENA
M'attende
ilil
fratel
mioˈmi.o
!
a Monforte mostrandogli Elena e Procida inginocchiati
ARRIGO
Pietàpjeˈta
,
pietàpjeˈta
didi
loroˈlo.ro
,
Sospendisosˈpɛn.di
ilil
cennoˈt͡ʃen.no
,
o
quiˈkwi
conkon
essiˈes.so
ioˈi.o
moroˈmɔ.ro
!
con isdegno
MONFORTE
Tuˈtu
reoˈrɛ.o
,
tuˈtu
purˈpur
colpevolekolˈpe.vo.le
Audaceawˈda.t͡ʃe
assuntoasˈsun.to
imprendiimˈprɛn.di
!
E
conkon
qualˈkwal
dirittodiˈrit.to
aiˈaj
compliciˈkɔm.pli.t͡ʃe
Intercessor
tiˈti
rendiˈrɛn.di
?
Maˈma
,
benchéˌbɛnˈke
ingratoinˈɡra.to
,
alal
figlioˈfiʎ.ʎo
con tenerezza
MONFORTE
Tuttoˈtut.to
concedokonˈt͡ʃɛ.do
e
donoˈdo.no
:
Padreˈpa.dre
mimi
chiamaˈkja.ma
,
Arrigoarˈri.ɡo
,
E
ada.d‿
essiˈes.so
e
a
tete
perdonoperˈdo.no
!
ARRIGO
O
ciel
!
MONFORTE
Indarno
unun
popoloˈpɔ.po.lo
mostrando la folla che è entrata nella fortezza
MONFORTE
Or
mimi
cadrebbe
alal
pièˈpjɛ
!
Ahˈa
!
dimmiˈdim.mi
alfin
mioˈmi.o
padreˈpa.dre
!”
E
graziaˈɡrat.t͡sja
avran
dada
meme
!
ad Arrigo
ELENA
Ahˈa
!
nonnon
lolo
dir
e
lasciami
moriremoˈri.re
!
con accento di disperazione
ARRIGO
Ahˈa
!
donnaˈdɔn.na
!...
ELENA
Ilil
tuoˈtu.o
pentire
Dehˈdɛ
!
siaˈsi.a
costantekosˈtan.te
almen
!
con forza
MONFORTE
Chiamami
padreˈpa.dre
,
E
graziaˈɡrat.t͡sja
avrai
dada
meme
!
ELENA
Ahˈa
nonnon
lolo
dir
!
disprezzadisˈprɛt.t͡sa
ilil
suoˈsu.o
perdonoperˈdo.no
!
ARRIGO
Cheˈke
farfar
!
chiki
mimi
consiglia
?
Il cancello a dritta s'apre: si vede la gran sala di giustizia, alla quale s'ascende per parecchi gradini, ed in cui si vedono quattro Penitenti in atto di preghiera ed alcuni Soldati con torce in mano. Sul primo gradino sta il Carnefice appoggiato alla sua scure.
Gettando un grido
ARRIGO
Maˈma
cheˈke
vegg'io
?
con freddezza
MONFORTE
Lala
scureˈsku.re
Haˈa
ilil
carneficekarˈne.fi.t͡ʃe
inˈin
manoˈma.no
E
attende
ilil
cennoˈt͡ʃen.no
mioˈmi.o
!
ARRIGO
Cennoˈt͡ʃen.no
crudel
,
ingiustoinˈd͡ʒus.to
,
iniquoiˈni.kwo
cennoˈt͡ʃen.no
!
Due Penitenti discendono i gradini e vengono a prendere, l'uno Procida, l'altro Elena.
ai Penitenti
PROCIDA
Noiˈnoj
viˈvi
seguiam
...
a Elena
PROCIDA
A
morteˈmɔr.te
vieni
!
ELENA
A
gloriaˈɡlɔ.rja
!
ARRIGO
O
donnaˈdɔn.na
!...
O
mioˈmi.o
terror
!
CORO DI DONNE
Ahˈa
!
graziaˈɡrat.t͡sja
,
graziaˈɡrat.t͡sja
!
CORO INTERNO
De
profundis
!...
Il popolo, che è nel cortile della cittadella e dietro i Soldati, s'inginocchia e prega. Procida ed Elena preceduti dai due Penitenti si dirigono verso la gradinata. Arrigo si slancia verso Elena e vuol seguirla, ma è trattenuto da Monforte che si colloca tra loro.
PROCIDA
O
miaˈmi.o
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
,
addioadˈdi.o
!
Il Carnefice s'impadronisce di Elena; appena ella tocca la soglia della sala di giustizia, Arrigo getta un grido.
ARRIGO
O
padreˈpa.dre
,
o
padreˈpa.dre
mioˈmi.o
!
MONFORTE
O
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
!
e
fia
purˈpur
veroˈve.ro
?
O
ministromiˈnis.tro
didi
morteˈmɔr.te
al Carnefice
MONFORTE
Arrestaarˈrɛs.ta
!
a
lorˈlor
perdonoperˈdo.no
!
Grido unanime di gioia. Procida ed Elena circondati dai Soldati discendono la gradinata e sono condotti vicino a Monforte.
MONFORTE
ne
bastiˈbas.ti
a
miaˈmi.o
clemenzakleˈmɛn.t͡sa
.
Qualˈkwal
d'amistà
suggellosudˈd͡ʒɛl.lo
Tratra
popoliˈpɔ.po.lo
rivaliriˈva.li
D'Arrigo
e
didi
costeikosˈtɛ.i
ioˈi.o
sacroˈsa.kro
ilil
nodoˈnɔ.do
.
con voce soffocata
ELENA
Noˈnɔ
!
con voce soffocata
PROCIDA
Lolo
deviˈdɛ.vi
!
lala
patriaˈpa.trja
edˈed
ilil
fratellofraˈtɛl.lo
Dada
tete
ilil
voglionˈvɔʎ.ʎon
,
o
donnaˈdɔn.na
:
ioˈi.o
tel
consigliokonˈsiʎ.ʎo
!
volgendosi al popolo
MONFORTE
Paceˈpa.t͡ʃe
e
perdonoperˈdo.no
!...
ioˈi.o
ritrovai
mioˈmi.o
figlioˈfiʎ.ʎo
!
ELENA
O
miaˈmi.o
sorpresasorˈpre.za
!
o
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
Maggior
d'ogni
contentokonˈtɛn.to
!
È
mutoˈmu.to
ilil
labbroˈlab.bro
,
e
accentoatˈt͡ʃɛn.to
A
esprimerlo
nonnon
haˈa
.
Ornai
rapitoraˈpi.to
inˈin
estasiˈɛs.ta.zi
Dada
tantaˈtan.ta
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
ilil
coreˈkɔ.re
,
S'apre
alal
piùˈpju
dolceˈdol.t͡ʃe
amoreaˈmo.re
,
È
pegnoˈpeɲ.ɲo
d'amistà
.
ARRIGO
O
miaˈmi.o
sorpresasorˈpre.za
!
o
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
Maggior
d'ogni
contentokonˈtɛn.to
!
È
mutoˈmu.to
ilil
labbroˈlab.bro
,
e
accentoatˈt͡ʃɛn.to
A
esprimerlo
nonnon
haˈa
.
Ornai
rapitoraˈpi.to
inˈin
estasiˈɛs.ta.zi
Dada
tantaˈtan.ta
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
ilil
coreˈkɔ.re
,
S'apre
alal
piùˈpju
dolceˈdol.t͡ʃe
amoreaˈmo.re
È
pegnoˈpeɲ.ɲo
d'amistà
.
FRANCESI
Rispondarisˈpon.da
ogniˈoɲ.ɲi
almaˈal.ma
alal
fremitoˈfrɛ.mi.to
D'universal
contentokonˈtɛn.to
:
Didi
paceˈpa.t͡ʃe
amai
l'accento
Ovunqueoˈvun.kwe
echeggierà
.
Lietiˈljɛ.ti
pensieripenˈsje.ri
inˈin
estasiˈɛs.ta.zi
Rapiscono
ogniˈoɲ.ɲi
coreˈkɔ.re
:
Ilil
sertoˈsɛr.to
dell'amore
Coroni
l'amistà
.
PROCIDA
(
Didi
quelleˈkwel.le
gioieˈd͡ʒɔ.ja
alal
fremitoˈfrɛ.mi.to
,
Alal
general
contentokonˈtɛn.to
,
Frafra
pocoˈpɔ.ko
unun
altroˈal.tro
accentoatˈt͡ʃɛn.to
Tremendotreˈmɛn.do
echeggeràe.kedˈd͡ʒa.re
.
Lolo
spensieratospen.sjeˈra.to
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
Sisi
cangeràkanˈd͡ʒa.re
inˈin
doloredoˈlo.re
,
Daiˈda
veliˈve.li
dell'amore
Vendettavenˈdet.ta
scoppieràskopˈpja.re
)
a Monforte
ARRIGO
Dehˈdɛ
!
calmaˈkal.ma
ilil
nostroˈnɔs.tro
gaudioˈɡaw.djo
cotantokoˈtan.to
inˈin
sensen
repressoreˈprɛs.so
;
E
ilil
sacroˈsa.kro
imen
sisi
celebriˈt͡ʃɛ.le.bri
Doman
!
MONFORTE
Quest'oggi
stessoˈstes.so
.
Alloralˈlo.ra
cheˈke
alal
raggioˈrad.d͡ʒo
fervidoˈfɛr.vi.do
temprato
dallaˈdal.la
brezzaˈbret.t͡sa
S'udrà
squillareskwilˈla.re
ilil
vesperoˈvɛs.pe.ro
...
ARRIGO
O
caraˈka.ra
,
o
divaˈdi.va
ebbrezzaebˈbret.t͡sa
!
PROCIDA
(
Frafra
pocoˈpɔ.ko
!
o
ciel
terribileterˈri.bi.le
Tuˈtu
forzaˈfɔr.t͡sa
a
meme
darai
!)
con tenerezza
ARRIGO
Crederlo
possoˈpɔs.so
,
o
caraˈka.ra
?
Seiˈsɛ.i
miaˈmi.o
!
ELENA
Sonoˈso.no
tuaˈtu.a
!
Giammai!
ELENA
O
miaˈmi.o
sorpresasorˈpre.za
!
o
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
,
ecc., ecc.
Si recano dal corpo di guardia dei bicchieri e dei boccali: i Soldati francesi bevono coi Siciliani - Monforte s'incammina tenendo per mano Elena ed Arrigo, Procida rimane circondato dai propri amici.
Cala la tela.
ATTO QUINTO
SCENA I
Ricchi giardini nel Palazzo di Monforte in Palermo.
In fondo gradinate, per le quali si arriva alla cappella, di cui si vede la cupola elevarsi al di sopra degli alberi. A diritta l'ingresso al palazzo.
tra le quinte
CORO DI CAVALIERI
Sisi
celebriˈt͡ʃɛ.le.bri
alfinealˈfi.ne
Tratra
i
cantiˈkan.to
,
tratra
i
fior
L'unione
e
lala
fineˈfi.ne
Didi
tantiˈtan.ti
dolor
.
È
l'iri
didi
paceˈpa.t͡ʃe
,
È
pegnoˈpeɲ.ɲo
d'amor
.
Evvivaevˈvi.va
lala
faceˈfa.t͡ʃe
Cheˈke
acceseatˈt͡ʃe.ze
quelˈkwel
corˈkwɔ.re
!
Evvivaevˈvi.va
lala
gloriaˈɡlɔ.rja
,
Evvivaevˈvi.va
l'amor
!
CORO DI GIOVINETTE
Didi
fulgidaˈful.d͡ʒi.do
stellaˈstel.la
Haiˈaj
tuttoˈtut.to
ilil
splendor
!
Seiˈsɛ.i
puraˈpu.ra
,
seiˈsɛ.i
bellaˈbɛl.la
Qualˈkwal
candidoˈkan.di.do
fior
.
Didi
paceˈpa.t͡ʃe
seiˈsɛ.i
l'iri
,
Seiˈsɛ.i
pegnoˈpeɲ.ɲo
d'amor
,
L'affetto
cheˈke
inspiri
Seduce
ogniˈoɲ.ɲi
corˈkwɔ.re
!
È
sertoˈsɛr.to
didi
gloriaˈɡlɔ.rja
Ilil
sertoˈsɛr.to
d'amor
!
SCENA II
CORO DI GIOVINETTE
Lele
stesseˈstes.se
.
Elenaˈɛ.le.na
inˈin
vesteˈvɛs.te
dada
sposaˈspɔ.za
scendeˈʃen.de
dallaˈdal.la
gradinataɡra.diˈna.ta
del
palazzopaˈlat.t͡so
a
dirittadiˈrit.to
.
Lele
giovinetted͡ʒo.viˈnet.te
lele
muovono
incontroinˈkon.tro
,
offrendole
deiˈdej
fioriˈfjo.ri
,
indiˈin.di
Arrigoarˈri.ɡo
.
ELENA
Mercémerˈt͡ʃe
,
dilettediˈlɛt.to
amicheaˈmi.ke
,
Didi
queiˈkwe.i
leggiadriledˈd͡ʒa.dri
fior
;
Ilil
caroˈka.ro
donoˈdo.no
è
immagineimˈma.d͡ʒi.ne
Del
vostroˈvɔs.tro
belbɛl
candor
!
Ohˈo
!
fortunatofor.tuˈna.to
ilil
vincoloˈvin.ko.lo
Cheˈke
mimi
prepara
amor
;
Sese
voiˈvo.i
recatereˈka.te
pronubeˈprɔ.nu.bo
Felicifeˈli.t͡ʃe
augurii
alal
corˈkwɔ.re
!
Sognoˈsoɲ.ɲo
beatobeˈa.to
,
caroˈka.ro
deliriodeˈli.rjo
,
Perper
voiˈvo.i
del
fatoˈfa.to
l'ira
cessòt͡ʃesˈsa.re
!
L'aura
soavesoˈa.ve
cheˈke
quiˈkwi
respiroresˈpi.ro
Giàˈd͡ʒa
tuttiˈtut.ti
i
sensiˈsɛn.so
m'inebbriò
.
O
piaggie
didi
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
,
Risplendarisˈplɛn.da
unun
ˈdi
serenoseˈre.no
;
Assaiasˈsaj
vendettevenˈdet.ta
orribiliorˈri.bi.le
Tiˈti
laceranoˈla.t͡ʃe.ra.no
ilil
senoˈse.no
!
Colmaˈkol.mo
didi
spemeˈspɛ.me
e
immemoreimˈmɛ.mo.re
Didi
quantoˈkwan.to
ilil
corˈkwɔ.re
soffrìsofˈfri
,
Ilil
giornoˈd͡ʒor.no
del
mioˈmi.o
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
Siaˈsi.a
didi
tueˈtu.o
glorieˈɡlɔ.rja
ilil
ˈdi
,
Sognoˈsoɲ.ɲo
beatobeˈa.to
,
caroˈka.ro
deliriodeˈli.rjo
,
ecc., ecc.
CORO
L'affetto
cheˈke
inspiri
Seduce
ognicor
!
È
sertoˈsɛr.to
didi
gloriaˈɡlɔ.rja
Ilil
sertoˈsɛr.to
d'amor
!
Elena congeda le donne, che s'allontanano: in questo frattempo Arrigo discende pensieroso dalla gradinata in fondo.
ARRIGO
Lala
brezzaˈbret.t͡sa
aleggia
intornoinˈtor.no
-
a
carezzarmi
ilil
visoˈvi.zo
,
E
didi
profumiproˈfu.mo
elettieˈlɛt.to
-
imbalsamato
è
ilil
corˈkwɔ.re
.
Piùˈpju
mollemente
l'onda
-
conkon
dolceˈdol.t͡ʃe
mormoriomor.moˈri.o
S'unisce
alal
cantoˈkan.to
mioˈmi.o
-
nel
risoˈri.zo
dell
'amor
.
Aranciaˈran.t͡ʃo
profumatipro.fuˈma.to
ruscelliruʃˈʃɛl.li
e
verdiˈver.di
pratiˈpra.ti
,
Giungeste
a
indovinar
-
cheˈke
amatoaˈma.to
sonoˈso.no
?
ELENA
Ioˈi.o
saròsaˈrɔ
tuaˈtu.a
perper
sempreˈsɛm.pre
-
perper
sempreˈsɛm.pre
t'amerò
!
ARRIGO
Tuˈtu
m'ami
!
caroˈka.ro
accentoatˈt͡ʃɛn.to
ondeˈon.de
rapitoraˈpi.to
è
ilil
corˈkwɔ.re
,
Cheˈke
ilil
fatoˈfa.to
condannava
a
stentiˈstɛn.ti
del
dolor
!
Ilil
ciel
tuˈtu
mostriˈmos.tri
a
meme
,
colàkoˈla
tiˈti
vo'
seguir
,
Edˈed
obliar
conkon
tete
l'atroce
mioˈmi.o
soffrir
.
O
mioˈmi.o
dilettodiˈlɛt.to
amoreaˈmo.re
!
Iddioidˈdi.o
perper
meme
tiˈti
fe'
;
Celestet͡ʃeˈlɛs.te
angiol
tuˈtu
seiˈsɛ.i
,
raggioˈrad.d͡ʒo
didi
solˈsɔl
perper
meme
!
Alcuni gentiluomini si presentano alla porta del palazzo a diritta e vengono a cercare Arrigo, che ad un gesto di Elena si decide a seguirli.
ARRIGO
Ohˈo
dehˈdɛ
!
perper
pocoˈpɔ.ko
lasciami
Volarevoˈla.re
alal
padreˈpa.dre
mioˈmi.o
;
Saròsaˈrɔ
quiˈkwi
tostoˈtɔs.to
reduceˈrɛ.du.t͡ʃe
!
ELENA
Ahˈa
!
prestoˈprɛs.to
riediriˈɛ.di
!
-
addioadˈdi.o
!
Arrigo entra nel palazzo a diritta.
SCENA III
Procida che discende dalla gradinata in fondo, ed Elena.
PROCIDA
Alal
tuoˈtu.o
corˈkwɔ.re
generosod͡ʒe.neˈro.zo
,
Donnaˈdɔn.na
,
grataˈɡra.ta
esserˈɛs.ser
deeˈdɛ.e
lala
nostraˈnɔs.tra
terraˈtɛr.ra
!
ELENA
Perchéperˈke
?
con gioia e voce sommessa
PROCIDA
Senzaˈsɛn.t͡sa
difesadiˈfe.za
Ilil
nemiconeˈmi.ko
abbandona
,
Tuttoˈtut.to
fidentefiˈdɛn.te
inˈin
noiˈnoj
,
torriˈtor.ri
e
bastite
.
Vestitovesˈti.to
a
pompaˈpom.pa
e
inˈin
braccioˈbrat.t͡ʃo
A
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
folleˈfɔl.le
,
ognunoˌoɲˈɲu.no
Sisi
da
inˈin
predaˈprɛ.da
alal
piacer
,
lietoˈljɛ.to
e
festante
.
con inquietudine
ELENA
Qualˈkwal
ciˈt͡ʃi
sovrasta
fatoˈfa.to
?
con voce bassa
PROCIDA
Nullaˈnul.la
tiˈti
siaˈsi.a
celatot͡ʃeˈla.to
!
Nonnon
appenaapˈpe.na
tuˈtu
avrai
Mossoˈmɔs.so
l'ardente
ˈsi
,
E
del
compitoˈkɔm.pi.to
imeneiˈmɛ.ne
I
sacriˈsa.kri
bronziˈbron.d͡zo
datoˈda.to
avran
l'annunzio
,
All'istante
inˈin
Palermopaˈlɛr.mo
e
universaleu.ni.verˈsa.le
Ilil
massacromasˈsa.kro
incominci
.
ELENA
Dell'ara
alal
piedeˈpjɛ.de
!...
quiˈkwi
...
dinanzidiˈnan.t͡si
alal
cieloˈt͡ʃɛ.lo
!...
E
lala
giuratad͡ʒuˈra.to
fedeˈfe.de
?
PROCIDA
:
Piùˈpju
sacraˈsa.kra
ellaˈɛl.la
tiˈti
fia
del
patrioˈpa.trjo
suoloˈswɔ.lo
?
Tuttoˈtut.to
dareidaˈrɛj
!...
ELENA
Ancheˈan.ke
l'onore
?
PROCIDA
Anch'esso
!
ELENA
Ahˈa
!
maiˈma.i
!
PROCIDA
Maˈma
sul
tuoˈtu.o
coreˈkɔ.re
,
Oveˈo.ve
giàˈd͡ʒa
l'odio
è
spentoˈspen.to
,
D'un
Francesefranˈt͡ʃe.ze
potépoˈte.re
tantoˈtan.to
l'amore
?
D'un
rioˈri.o
tirannotiˈran.no
figlioˈfiʎ.ʎo
...
Quest'amante
...
ELENA
Eiˈe.i
m'è
sposoˈspɔ.zo
!
PROCIDA
E
tuˈtu
ilil
difendidiˈfɛn.di
?
ELENA
ˈsi
!
PROCIDA
Tant'osi
?
ELENA
Ioˈi.o
l'oso
!
Eccoloˈɛk.ko.lo
,
eiˈe.i
vienˈvjɛn
!
vedendo Arrigo che esce dal palazzo a diritta.
PROCIDA
O
donnaˈdɔn.na
,
cheˈke
tiˈti
arrestaarˈrɛs.ta
?
Vaˈva
corri
,
mimi
denunciadeˈnun.t͡ʃa
!
Ilil
prezzoˈprɛt.t͡so
è
lala
miaˈmi.o
testaˈtɛs.ta
!
con orrore
ELENA
(
Ioˈi.o
gliʎi
amiciaˈmi.t͡ʃi
tradiretraˈdi.re
?
Noˈnɔ
,
noˈnɔ
...
maˈma
purˈpur
...
dovrei
Uccidereutˈt͡ʃi.de.re
lolo
sposoˈspɔ.zo
?...
Ahˈa
!
nolˈnol
potrei
!)
SCENA IV
Procida, Elena, Arrigo.
appressandosi con gioia ad Elena, che abbassa il capo
ARRIGO
Eccoˈɛk.ko
,
perper
l'aura
spiegasi
Didi
Franciaˈfran.t͡ʃa
ilil
granˈɡran
vessillovesˈsil.lo
;
Ripete
inˈin
suonˈswɔn
didi
giubiloˈd͡ʒu.bi.lo
L'eco
ilil
guerrieroɡwerˈrjɛ.ro
squilloˈskwil.lo
!
a parte, con riflessione, senza rispondergli
ELENA
Nonnon
appenaapˈpe.na
tuˈtu
avrai
Mossoˈmɔs.so
l'ardente
ˈsi
...
ARRIGO
Suonòswoˈna.re
l'ora
ˈsi
caraˈka.ra
...
L'imen
ciˈt͡ʃi
chiamaˈkja.ma
all'ara
!...
come sopra
ELENA
E
del
compìtokomˈpi.re
imeneiˈmɛ.ne
I
sacriˈsa.kri
bronziˈbron.d͡zo
datoˈda.to
avran
l'annunzio
,
Ilil
massacromasˈsa.kro
incominci
”.
O
cieloˈt͡ʃɛ.lo
!
a
qualˈkwal
partitoparˈti.to
con sommo dolore
ELENA
M'appiglierò
?.
guardandola
ARRIGO
Ellaˈɛl.la
tremaˈtrɛ.ma
!
È
pallidoˈpal.li.do
ilil
suoˈsu.o
fronteˈfron.te
!
Didi
tal
terror
qualiˈkwa.li
haˈa
motivimoˈti.vi
ascosiasˈko.zo
?
Ahˈa
!
parlaˈpar.la
,
o
ciel
!
a bassa voce ad Elena
PROCIDA
ˈsi
,
parlaˈpar.la
!
sese
tuˈtu
l'osi
!
ELENA
(
Sorteˈsɔr.te
fatalefaˈta.le
!
ohˈo
fierˈfjɛ.ro
cimentot͡ʃiˈmen.to
!
Possoˈpɔs.so
immolarlo
!...
Ioˈi.o
lorˈlor
tradir
!...
Pietàpjeˈta
,
o
fratellofraˈtɛl.lo
,
del
mioˈmi.o
tormentotorˈmen.to
,
Reggiˈrɛd.d͡ʒi
ilil
mioˈmi.o
spiritoˈspi.ri.to
,
calmaˈkal.ma
ilil
martir
!
ad Elena
PROCIDA
Del
suol
natalenaˈta.le
inˈin
tal
cimentot͡ʃiˈmen.to
A
tete
favelli
ilil
santoˈsan.to
amor
!
Pensa
alal
fratellofraˈtɛl.lo
!
col
divoˈdi.vo
accentoatˈt͡ʃɛn.to
Egliˈeʎ.ʎi
tiˈti
addita
lala
viaˈvi.a
d'onor
!
ARRIGO
Ahˈa
!
parlaˈpar.la
,
ahˈa
!
cediˈt͡ʃɛ.di
-
alal
mioˈmi.o
tormentotorˈmen.to
.
Pietàpjeˈta
,
pietadepjeˈta.de
del
mioˈmi.o
dolor
;
Unun
solˈsɔl
tuoˈtu.o
sguardoˈzɡwar.do
,
unun
soloˈso.lo
accentoatˈt͡ʃɛn.to
Salvar
mimi
ponnoˈpɔn.no
dada
tantoˈtan.to
orror
!
dopo aver guardato un istante Procida ed Arrigo in silenzio, s'avanza verso questi con commozione
ELENA
Inˈin
frafra
didi
noiˈnoj
sisi
oppone
Unaˈu.na
barrierabarˈrjɛ.ra
eternaeˈtɛr.na
!
Del
fratel
l'ombra
fieraˈfjɛ.ra
a
meme
comparvekomˈpar.ve
...
Lala
veggo
!...
innanziinˈnan.t͡si
staˈsta
!...
graziaˈɡrat.t͡sja
,
perdonoperˈdo.no
!
Arrigoarˈri.ɡo
!...
ahˈa
!...
tuaˈtu.a
nonnon
sonoˈso.no
!
ARRIGO
Cheˈke
dicesti
?
Gran Dio!
ELENA
Quest'imeneo
Giammaid͡ʒamˈma.i
sisi
compiràˈkom.pje.re
!
con disperazione
ARRIGO
O
mioˈmi.o
delusodeˈlu.zo
amoreaˈmo.re
!
con furore
O tradita vendetta!
ELENA
Vaˈva
!
t'invola
all'altar
!
Speranzespeˈran.t͡sa
,
addioadˈdi.o
!
Morrò! ma il tolgo a crudo fato e rio!
ARRIGO
M'ingannasti
,
o
traditricetra.diˈtri.t͡ʃe
,
Sulla
ˈfe
de'
tuoiˈtwɔ.i
sospir
;
Or
nonnon
restaˈrɛs.ta
a
meme
infelicein.feˈli.t͡ʃe
Cheˈke
poterti
maledir
!
Tuˈtu
spergiurasperˈd͡ʒu.ra
,
disleale
,
-
Mimi
piagasti
a
morteˈmɔr.te
ilil
corˈkwɔ.re
!...
Dunqueˈdun.kwe
addioadˈdi.o
,
beltàbelˈta
fatalefaˈta.le
,
Perper
tete
moroˈmɔ.ro
didi
dolor
!
ELENA
Noˈnɔ
,
nonnon
sonoˈso.no
traditricetra.diˈtri.t͡ʃe
,
ne
mentirono
i
sospir
!
(
Or
nonnon
restaˈrɛs.ta
a
meme
infelicein.feˈli.t͡ʃe
Cheˈke
salvarlo
e
poiˈpɔj
morir
!
Nonnon
morràmorˈra
quelˈkwel
corˈkwɔ.re
lealeleˈa.le
,
Ioˈi.o
l'involo
a
reoˈrɛ.o
furor
!
Tacciaˈtat.t͡ʃa
ilil
bronzoˈbron.d͡zo
ormaiorˈma.i
fatalefaˈta.le
,
Precursor
didi
Strageˈstra.d͡ʒe
e
orror
!)
PROCIDA
Tuˈtu
fingevi
,
o
traditricetra.diˈtri.t͡ʃe
,
Didi
volervoˈler
conkon
noiˈnoj
morir
,
Maˈma
volgesti
,
o
ingannatricein.ɡan.naˈtri.t͡ʃe
,
A
reaˈrɛ.a
fiammaˈfjam.ma
i
tuoiˈtwɔ.i
sospir
!
Ontaˈon.ta
eternaeˈtɛr.na
alal
disleale
,
Cheˈke
tradìtraˈdi.re
lala
ˈfe
,
l'onor
;
Lala
miaˈmi.o
voceˈvo.t͡ʃe
omaioˈmaj
fatalefaˈta.le
Suˈsu
luiˈluj
chiamiˈkja.mi
ilil
disonor
!
scorgendo la disperazione d'Arrigo che vuole allontanarsi
ELENA
Piùˈpju
a
lungoˈlun.ɡo
ilil
tuoˈtu.o
disdegnodizˈdeɲ.ɲo
ad Arrigo
ELENA
Ioˈi.o
sopportar
nonnon
possoˈpɔs.so
!
Tuttoˈtut.to
saprai
!...
perper
tete
disfido
e
sprezzoˈsprɛt.t͡so
...
basso ad Elena che rimane interdetta
PROCIDA
E
l'infamia
e
ilil
disprezzodisˈprɛt.t͡so
.
ARRIGO
Ebben
,
proseguiproˈse.ɡwi
!
ilil
vo'
saper
!
forte
PROCIDA
Proseguiproˈse.ɡwi
!
Didi
tuoˈtu.o
fratellofraˈtɛl.lo
agliˈaʎ.ʎi
assassinias.sasˈsi.ni
or
vendiˈven.di
a bassa voce
PROCIDA
Lala
Siciliasiˈt͡ʃi.lja
e
gliʎi
amiciaˈmi.t͡ʃi
!
ELENA
Ahˈa
!
noˈnɔ
,
nolˈnol
possoˈpɔs.so
!
Maˈma
nonnon
mentiva
ilil
labbroˈlab.bro
correndo presso Arrigo
ELENA
Quandoˈkwan.do
amor
tiˈti
giuròd͡ʒuˈra.re
!
Ioˈi.o
t'amo
,
edˈed
esserˈɛs.ser
tuaˈtu.a
giammaid͡ʒamˈma.i
potròpoˈtrɔ
!
con sfogo di tenerezza
ARRIGO
M'ingannasti
,
o
traditricetra.diˈtri.t͡ʃe
,
ecc., ecc.
SCENA ULTIMA
Detti, Monforte con tutti i Cavalieri Francesi e le Dame che escono dal palazzo a diritta.
correndo a Monforte
ARRIGO
Dehˈdɛ
!
vieni
;
ilil
mioˈmi.o
mortalemorˈta.le
Dolor
tiˈti
mova
,
o
padreˈpa.dre
,
ilil
caroˈka.ro
nodoˈnɔ.do
Cheˈke
ioˈi.o
cotantokoˈtan.to
ambiaˈam.bja
,
Del
fratellofraˈtɛl.lo
alal
pensier
,
Elenaˈɛ.le.na
infrangeinˈfran.d͡ʒe
!
MONFORTE
Erroreerˈro.re
!
invan
ritrosariˈtro.zo
Pugniˈpuɲ.ɲo
controˈkon.tro
ilil
tuoˈtu.o
coreˈkɔ.re
:
eiˈe.i
m'è
palesepaˈle.ze
piano ad Elena
MONFORTE
Lolo
crediˈkre.di
!...
l'ami
!...
egliˈeʎ.ʎi
tiˈti
adora
;
edˈed
ioˈi.o
Cheˈke
nomaste
tirannotiˈran.no
,
vo'
perper
voiˈvo.i
sorridente
MONFORTE
Esserlo
ancoraanˈko.ra
;
a
meme
lele
destreˈdɛs.tra
,
o
figliˈfiʎ.ʎi
!
unendo le loro destre
MONFORTE
V'unisco
,
o
nobil
coppiaˈkɔp.pja
!
PROCIDA
E
voiˈvo.i
,
segnal
felicefeˈli.t͡ʃe
,
Bronziˈbron.d͡zo
,
echeggiate
!
In piedi sugli scalini del fondo e alzando la mano
ELENA
Noˈnɔ
,
impossibil
fia
!
MONFORTE
Didi
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
alal
suonˈswɔn
cheˈke
lietoˈljɛ.to
inˈin
ariaˈa.rja
echeggia
,
Giuraˈd͡ʒu.ra
!...
ELENA
Noˈnɔ
!...
maiˈma.i
!...
nolˈnol
possoˈpɔs.so
!...
ahˈa
!
lassiˈlas.si
voiˈvo.i
!
si sente la campana
ELENA
T'allontana
!
vaˈva
!
fuggi
!
MONFORTE
E
perchéperˈke
maiˈma.i
?
ELENA
Nonnon
odiˈɔ.di
tuˈtu
lele
gridaˈɡri.do
?...
MONFORTE
È
ilil
popolˈpɔ.pol
cheˈke
ciˈt͡ʃi
aspetta
.
ELENA
È
ilil
bronzoˈbron.d͡zo
annunciator
...
ARRIGO
Didi
gioiaˈd͡ʒɔ.ja
!
con forza
PROCIDA
Didi
vendettavenˈdet.ta
!
Dall'alto della gradinata, e da ogni parte accorrono i Siciliani, uomini e donne, con torce, spade e Pugnali
CORO
Vendettavenˈdet.ta
!
vendettavenˈdet.ta
!
Ciˈt͡ʃi
guidi
ilil
furor
!
Giàˈd͡ʒa
l'odio
nene
affretta
Lele
stragiˈstra.d͡ʒi
e
l'orror
!
Vendettavenˈdet.ta
,
vendettavenˈdet.ta
È
l'urlo
del
corˈkwɔ.re
!
Procida ed i Siciliani si scagliano su Monforte e sui Francesi.
Cala la tela.
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